Dopo il referendum si apre la corsa per Palazzo Guerra, tra candidature già avanzate e coalizioni ancora divise. Le elezioni comunali Salerno saranno decisive per il futuro politico della città.
A Salerno si entra nella fase preliminare della campagna per le elezioni comunali. Dopo la chiusura del capitolo referendario, iniziano a emergere i primi nomi per la sfida a Palazzo Guerra. Le coalizioni principali non hanno ancora trovato una sintesi definitiva e, per ora, il quadro appare frammentato su tutti i fronti. Sullo sfondo resta centrale la figura del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, indicato come possibile protagonista della prossima fase politica cittadina.
Il quadro politico dopo il referendum e il ritorno del confronto su Salerno
La fine della tornata referendaria ha riattivato rapidamente il confronto politico locale a Salerno. La città, uno dei principali centri amministrativi della Campania, si prepara a una competizione in cui le alleanze appaiono ancora fluide e in via di definizione. Nel dibattito politico torna con forza il ruolo di Vincenzo De Luca, già figura centrale della politica regionale e salernitana. Il suo eventuale rientro diretto nella competizione amministrativa viene considerato uno degli elementi più rilevanti nello scenario, anche per l’impatto che potrebbe avere sugli equilibri del centrosinistra e sulle liste civiche. Intanto, sia nel campo progressista sia in quello del centrodestra, si moltiplicano le ipotesi e le proposte, senza che emerga ancora una candidatura unitaria condivisa.
Il centrodestra e la candidatura Marenghi tra Fratelli d’Italia e alleati
Nel centrodestra il primo nome ufficiale è quello del docente universitario Gherardo Maria Marenghi, indicato come candidato sindaco da Fratelli d’Italia attraverso il commissario regionale in Campania Antonio Iannone. La proposta ha trovato l’appoggio anche di Lega e Noi Moderati. Secondo quanto dichiarato da Iannone, la candidatura è stata messa a disposizione della coalizione già nei mesi precedenti con l’obiettivo di costruire un’alternativa definita “di rinnovamento politico e generazionale” per la città. Nel campo del centrodestra, tuttavia, non mancano tensioni interne. Il confronto con Forza Italia resta aperto, anche dopo le posizioni espresse dal segretario regionale Fulvio Martusciello, che ha richiamato la necessità di un percorso unitario e centrato su un posizionamento più moderato. Il risultato è una coalizione che, al momento, non ha ancora formalizzato una sintesi definitiva.

Il polo civico e la candidatura di Armando Zambrano
Parallelamente al centrodestra e al centrosinistra si sta strutturando un terzo polo civico, che riunisce Azione-Oltre, Casa Riformista-Italia Viva, Noi di Centro, Popolari e Moderati, Ali per la Città e Forza Salerno. Il gruppo ha indicato come figura di riferimento Armando Zambrano, già presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri. La proposta viene presentata come un progetto civico, aperto a diverse sensibilità e basato sull’idea di rappresentare un’alternativa ai tradizionali schieramenti. Zambrano ha ricevuto la richiesta di disponibilità a candidarsi, con il sostegno degli organismi promotori del progetto. Tuttavia, anche questo fronte non è privo di criticità: alcune realtà civiche locali hanno già espresso dissenso rispetto alla costruzione dell’aggregazione, contestandone la reale autonomia dai partiti.
Il centrosinistra tra M5S, AVS e le ipotesi di candidatura
Nel campo progressista il quadro resta ancora più incerto. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra hanno ancora sciolto le riserve sulle candidature e si confrontano su più nomi. Tra le ipotesi circolate figurano la consigliera comunale uscente Elisabetta Barone e il deputato Franco Mari, mentre appare più defilata la posizione di Alberto Di Lorenzo, ex dirigente comunale. Nel frattempo, il centrosinistra salernitano continua a essere influenzato dalla presenza politica di Vincenzo De Luca. A completare il quadro c’è la candidatura già annunciata di Domenico Ventura, espressione di Dimensione Bandecchi, che si colloca fuori dai principali blocchi politici e contribuisce a frammentare ulteriormente il panorama elettorale.


