Il Tribunale accerta la responsabilità medica per la caduta e il contagio fatale di un’anziana paziente deceduta due anni fa.
Arriva una condanna per l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli per la morte di un’anziana paziente. La struttura dovrà risarcire i familiari con oltre 300mila euro. I giudici hanno accertato che una caduta accidentale e successive infezioni hanno aggravato il quadro clinico iniziale, portando al decesso. La sentenza riconosce ufficialmente la responsabilità civile dei medici. La bufera sul Monaldi non accenna a placarsi.
Dal calo pressorio, alla rottura del femore, fino al decesso
Due anni fa, la paziente raggiungeva l’ospedale per semplici cali di pressione e spossatezza. Durante il ricovero, la gestione incauta del personale causava una rovinosa caduta della donna tra le mura del reparto. L’impatto provocava la frattura del femore, trasformando un malessere lieve in un’emergenza clinica critica. Questo trauma fisico scatenava complicazioni a catena, mentre l’insorgenza di gravi infezioni ospedaliere comprometteva definitivamente le sue funzioni vitali. La negligenza nella sorveglianza determinava così il tragico epilogo, spingendo i magistrati a sanzionare duramente l’operato dell’azienda sanitaria napoletana per le evidenti carenze nell’assistenza e nella sicurezza del paziente.
Infezioni contratte in corsia ma operata ugualmente
Durante il ricovero, diverse infezioni nosocomiali aggredivano l’organismo della donna, deteriorando rapidamente il suo stato di salute complessivo. Nonostante l’evidente fragilità clinica, l’equipe medica eseguiva comunque un delicato intervento chirurgico sul femore fratturato. Solo dieci giorni dopo l’operazione, nuove e violente complicazioni travolgevano le residue funzioni vitali della paziente, rendendo vano ogni tentativo di cura. Questi eventi a catena confermavano il nesso causale tra le carenze igieniche della struttura e il decesso finale. La gestione ospedaliera dimostrava così una fatale incapacità nel contenere la proliferazione batterica e nel proteggere una paziente già profondamente indebolita.

Azione legale: gravi le criticità rilevate
Gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Sorrentino e Filippo Castaldo dello Studio Associati Maior promuovevano un ricorso per accertamento tecnico preventivo per conto dei familiari. I consulenti tecnici nominati dal Tribunale confermavano integralmente la linea difensiva, individuando gravi criticità nella gestione dei rischi clinici. I periti rilevavano la totale assenza di adeguati dispositivi di sicurezza e di efficaci sistemi di allerta per i degenti.
La carenza di un idoneo presidio assistenziale esponeva la paziente a pericoli prevedibili, mentre le precarie condizioni igienico-sanitarie della struttura facilitavano la diffusione delle infezioni ospedaliere. Tali mancanze dimostravano l’incapacità dell’ospedale nel garantire standard minimi di prevenzione. Gli esperti evidenziavano come il personale trascurasse i protocolli necessari per monitorare i soggetti fragili, omettendo manovre di sorveglianza fondamentali. Le risultanze peritali inchiodavano così l’amministrazione sanitaria alle proprie responsabilità, attestando un nesso diretto tra le omissioni organizzative e il tragico peggioramento della donna, culminato nel decesso.
Risarcimento superiore a 300mila euro
Dopo l’accertamento tecnico, il mancato raggiungimento di un accordo transattivo costringeva i familiari a promuovere il giudizio di merito per quantificare i danni. I legali dello Studio Associati Maior incardinavano così la causa contro la struttura sanitaria, contestando ogni inadempienza organizzativa. Il Tribunale accoglieva integralmente le istanze dei ricorrenti, confermando il nesso causale tra le omissioni ospedaliere e il decesso. La sentenza finale condannava l’Azienda Ospedaliere dei Colli a un risarcimento superiore a 300mila euro. Questo verdetto ristabiliva la verità processuale, sanzionando ufficialmente la gestione negligente del rischio cadute e delle infezioni contratte durante la degenza.
«Questo risultato conferma quanto sia fondamentale garantire elevati standard di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie», sottolineano i legali dello Studio Associati Maior.«Anche un ricovero ordinario può trasformarsi in un evento drammatico se non vengono rispettati i protocolli di prevenzione. Continueremo a lavorare affinché sia fatta piena luce sui casi di malasanità e venga assicurata giustizia alle vittime e alle loro famiglie».
La sentenza acuisce la bufera in corso sul Monaldi, travolgendo i vertici dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Il verdetto evidenzia carenze strutturali e igieniche inaccettabili, sollevando dubbi sulla sicurezza dei pazienti fragili.


