Medici in ospedale - immagine repertorio
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20 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Epatite A a Napoli, boom di contagi: stop ai frutti di mare crudi nei locali

Ordinanza urgente del sindaco dopo l’aumento significativo dei casi registrati nelle ultime settimane

Il Comune di Napoli ha disposto il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici. La misura è contenuta in un’ordinanza urgente firmata dal sindaco Gaetano Manfredi, adottata per contrastare l’aumento dei casi di epatite A in città. Il provvedimento riguarda anche il consumo domestico, con una raccomandazione esplicita alla popolazione.

I numeri dell’aumento dei contagi

Alla base dell’ordinanza ci sono i dati forniti dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro, che indicano una crescita significativa dei casi di epatite A. Secondo quanto comunicato dal Comune, la diffusione del virus è risultata superiore di dieci volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Inoltre, è superiore di 41 volte rispetto all’ultimo triennio. L’andamento dei contagi mostra un incremento progressivo: dai 3 casi registrati nel mese di gennaio si è passati a 19 nel mese di febbraio, fino ad arrivare a 43 casi nei primi diciannove giorni di marzo. Si tratta di un’evoluzione che le autorità sanitarie definiscono “preoccupante”. Per questo motivo è stato necessario un intervento immediato.

Il contenuto dell’ordinanza

L’ordinanza stabilisce il “divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici”. Il provvedimento si applica non solo ai ristoranti, ma anche ai locali di vicinato con consumo sul posto. Infatti, riguarda anche le attività che producono alimenti destinati al consumo immediato. Oltre al divieto nei pubblici esercizi, il Comune ha rivolto una raccomandazione diretta alla cittadinanza: evitare il consumo di frutti di mare crudi anche in ambito domestico. L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di trasmissione del virus attraverso alimenti potenzialmente contaminati. L’ordinanza prevede inoltre l’obbligo di seguire le linee guida dell’ASL Napoli 1 Centro per l’acquisto e il consumo sicuro degli alimenti, come misura di prevenzione generale.

Controlli e sanzioni

Il provvedimento dispone un rafforzamento immediato dei controlli da parte degli organi competenti. Le verifiche riguarderanno il rispetto del divieto e l’applicazione delle norme igienico-sanitarie previste. Per le violazioni sono previste sanzioni amministrative pecuniarie comprese tra 2.000 e 20.000 euro. Nei casi di recidiva, l’ordinanza stabilisce la sospensione dell’attività per un periodo che va da 1 a 30 giorni. In caso di ulteriori infrazioni, può essere disposta la revoca del titolo autorizzativo.

medici ospedale
Medici in una corsia di ospedale

Cos’è l’epatite A: dati aggiornati

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette principalmente per via oro-fecale, cioè attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati o tramite contatto stretto con persone infette. Secondo i dati aggiornati al 18 marzo 2026, riportati da Il Corriere della sera, i casi complessivi registrati sono 133. Questo numero ha portato le autorità sanitarie a rafforzare le attività di controllo e prevenzione. Per questo sono stati coinvolti i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica regionale. Il virus può essere trasmesso anche prima della comparsa dei sintomi. Infatti, è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico. Il periodo di incubazione varia generalmente tra 15 e 50 giorni.

I sintomi più comuni includono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero, anche se nei bambini l’infezione può manifestarsi in forma asintomatica. Un ruolo rilevante nella diffusione è attribuito al consumo di cibi crudi o poco cotti, in particolare i molluschi bivalvi come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare particelle virali filtrando acque contaminate, ma anche acqua non sicura, frutta, verdura e frutti di bosco. Per questo le indicazioni sanitarie insistono sulla necessità di evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati, cuocendoli in modo uniforme. Inoltre, bisogna prestare attenzione anche ai frutti di bosco, che devono essere lavati accuratamente se freschi. In alternativa, vanno consumati solo dopo cottura se surgelati.

Durata del provvedimento

Le misure resteranno in vigore fino a una nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’ASL Napoli 1 Centro. Non è stata indicata una scadenza precisa: la revoca del divieto dipenderà dall’andamento dei contagi e dall’efficacia delle azioni di contenimento. Nel frattempo, le autorità invitano la popolazione a seguire scrupolosamente le indicazioni sanitarie, sottolineando l’importanza della prevenzione per ridurre il rischio di ulteriori casi.

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