Nuove accuse per i medici dell’ospedale Monaldi, dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo
La Procura di Napoli ha esteso le accuse nei confronti di due medici dell’ospedale Monaldi, coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto il 21 febbraio scorso, dopo un trapianto di cuore andato male. Il primario Guido Oppido e la cardiochirurga Emanuela Bergonzoni sono ora indagati non solo per omicidio colposo, ma anche per falso in cartella clinica. Inoltre, la Procura sostiene che i due medici abbiano alterato le informazioni riportate nella cartella clinica del piccolo Domenico. In particolare, si parla dell’orario dell’intervento chirurgico che ha portato alla sua morte.
La morte di Domenico Caliendo: cosa è successo
Il 23 dicembre 2025, il piccolo Domenico viene sottoposto a un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi. Il cuore donato, proveniente da Bolzano, risultò essere danneggiato, ma ciò non fu immediatamente rilevato. Secondo l’accusa, il trapianto avrebbe avuto inizio con un anticipo rispetto a quanto riportato ufficialmente. In particolare, sarebbe stato effettuato un clampaggio aortico e un espianto del cuore nativo del bambino prima che il cuore da trapiantare arrivasse in sala operatoria. Inoltre, le accuse sostengono che ciò sia avvenuto anche prima che i medici si rendessero conto che l’organo donato fosse ormai inutilizzabile.
La Procura ha così contestato la falsificazione delle informazioni relative a queste fasi critiche. Ha aggiunto l’aggravante di aver manipolato la cartella clinica per coprire un errore che ha avuto conseguenze fatali.
Le nuove contestazioni: falso in cartella clinica
Le accuse di falso si aggiungono a quelle di omicidio colposo già contestate ai sette medici coinvolti nel caso. Le nuove ipotesi accusatorie riguardano in particolare la modifica dell’orario di avvio dell’operazione. Questo rappresenta un aspetto fondamentale per ricostruire la cronologia degli eventi che hanno portato alla morte del piccolo. La Procura sospetta che l’intervento sia stato avviato in un momento inappropriato. I medici potrebbero non aver adeguatamente verificato lo stato di salute del cuore da trapiantare.
Secondo le indagini, infatti, i medici non avrebbero aspettato di ricevere un cuore sano prima di iniziare l’intervento, mettendo a rischio la vita del bambino. Un errore che ha portato alla tragica morte di Domenico, un episodio che ha suscitato una forte indignazione nell’opinione pubblica.

Il fissaggio dell’interrogatorio preventivo
I medici Oppido e Bergonzoni, difesi rispettivamente dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, e Vincenzo Maiello, dovranno rispondere delle accuse il 31 marzo prossimo. Sono stati convocati per un interrogatorio preventivo. Durante l’interrogatorio, i due medici potranno fornire la loro versione dei fatti e difendersi dalle accuse mosse nei loro confronti. Nel frattempo, la Procura di Napoli ha chiesto per i due professionisti la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione. Questo provvedimento potrebbe avere un impatto significativo sulle loro carriere.
Patrizia ascoltata in Procura
Oggi, intanto, è stata ascoltata in procura la madre del piccolo Domenico, Patrizia, che ha ricostruito la vicenda clinica che ha portato alla morte del figlio. La donna è stata sentita come persona informata sui fatti, senza la presenza del suo avvocato, Francesco Petruzzi. Durante l’escussione, la madre ha raccontato nei dettagli gli eventi che si sono consumati all’ospedale Monaldi. Inoltre, ha dichiarato di voler aprire una fondazione in memoria del figlio, con l’intento di sostenere le famiglie coinvolte in tragedie simili.
Patrizia ha sottolineato che la tragedia del suo bambino non deve restare impunita. Ha espresso il desiderio di aiutare altre famiglie che si trovano ad affrontare situazioni analoghe. In questo senso, la fondazione che porta il nome di Domenico Caliendo avrà anche uno scopo di supporto legale e psicologico per chi vive la stessa sofferenza.


