Via Diocleziano a Bagnoli. Polvere e passaggio di Tir. Foto di Francesca Brizzi.
Via Diocleziano a Bagnoli. Polvere e passaggio di Tir. Foto di Francesca Brizzi.
📍 Bagnoli

17 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Bagnoli, nuovo sforamento di polveri sottili: i dati Arpac dell’ultima settimana delineano uno scenario preoccupante

Allarme PM10 a Città della Scienza: la corsa dell’America’s Cup brucia in soli tre mesi i limiti di legge annuali.

Il laboratorio mobile Arpac di Bagnoli rileva ancora sforamenti di polveri sottili presso Città della Scienza. Tra il 10 e il 16 marzo, la strumentazione registra due valori di PM10 superiori al limite di 50 µg/m³, toccando punte di 53 e 57. Un ulteriore rilevamento eguaglia esattamente la soglia critica. L’aria del quartiere evidenzia dunque una persistente criticità ambientale che minaccia concretamente la salute pubblica.

Entro il prossimo mese superato il limite annuo consentito

Luca Simeone, esponente di Napoli Pedala, lancia un duro allarme sulla rapidità con cui la città sta consumando i bonus ambientali previsti dalla legge. Egli osserva che, mantenendo questa media di sforamenti, il territorio raggiungerà il limite massimo dei 35 giorni annui consentiti già entro il prossimo mese. Simeone confronta criticamente questo dato con il 2025, anno in cui la soglia critica era stata toccata solamente a ottobre, evidenziando un netto peggioramento della qualità dell’aria a Bagnoli.

“Con questa media di sforamenti – commenta Luca Simeone di Napoli Pedala, bagnolese – il mese prossimo la città avrà già quasi raggiunto i 35 giorni di sforamenti annui consentiti dalla legge. Nel 2025, ci siamo arrivati a ottobre”. “Intanto l’Arpac aveva annunciato che avrebbero indagato con ulteriori analisi cosa c’è dentro queste polveri (oltre il Pm10, ndR), ma questi dati non sono ancora disponibili”.

L’attivista contesta inoltre il ritardo nelle comunicazioni ufficiali, sottolineando come l’Arpac non abbia ancora reso disponibili le analisi approfondite promesse sulla composizione chimica delle polveri. Egli rimarca che, oltre al monitoraggio del semplice PM10, i cittadini attendono di conoscere quali sostanze specifiche compongano il particolato per valutarne i reali rischi. La mancata pubblicazione di questi dati impedisce, secondo Simeone, una piena comprensione della gravità dell’inquinamento locale.

Bagnoli ex area Industriale.
Bagnoli ex area Industriale.

Limiti sforati anche nella settimana precedente

Tra l’1 e il 9 marzo, il quartiere di Bagnoli ha già accumulato cinque sforamenti del limite giornaliero di PM10, aggravando un bilancio ambientale già critico. Le centraline hanno registrato numerosi valori prossimi alla soglia di guardia, evidenziando una saturazione costante dell’aria. Particolarmente allarmanti risultano i picchi orari, che in diverse occasioni hanno superato di oltre il doppio i limiti consentiti dalla legge. Questa sequenza ravvicinata di sforamenti conferma un’emergenza respiratoria persistente, legata all’intensa attività dei cantieri, che espone i residenti a concentrazioni di inquinanti estremamente elevate in tempi ridotti.

Tir pesanti e polveri sottili

La cittadinanza di Bagnoli contesta duramente l’imponente transito di tir collegati ai cantieri per l’America’s Cup. Gli abitanti denunciano come il continuo passaggio di mezzi pesanti saturi l’aria di polveri sottili, peggiorando drasticamente la qualità ambientale del quartiere. Le proteste si concentrano sull’impatto devastante che questo traffico logistico esercita sulla vita quotidiana e sulla salute pubblica.

Oltre all’inquinamento atmosferico, i residenti segnalano forti vibrazioni costanti che scuotono gli edifici e causano gravi danni alle infrastrutture stradali, ormai logore sotto il peso dei carichi eccezionali. La stabilità degli edifici, tra l’altro, è già stata messa a dura prova dal bradisismo negli ultimi anni. Il comitato locale accusa i responsabili dei cantieri di ignorare le criticità del territorio, privilegiando la velocità dei lavori rispetto alla tutela dei cittadini.

Il quartiere si è unito in un fronte di lotta contro un modello di sviluppo ritenuto insostenibile, dove i disagi strutturali e l’emergenza respiratoria alimentano una polemica sempre più accesa verso le autorità competenti.

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