Secondo i dati della Fondazione Gimbe, entro il 2028, ben 1147 medici di famiglia andranno in pensione.
Arriva una proposta concreta per contrastare la carenza di medici generici che attanaglia la Regione Campania. A formularla è Michela Rostan, consigliera regionale campana della Lega e componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale. La Rostan, infatti, ha dichiarato che solleciterà la Regione Campania affinché stanzi risorse finanziarie adeguate per potenziare la formazione medica. L’obiettivo consiste nell’incrementare sia il numero sia l’importo delle borse di studio post-laurea. Attraverso questo investimento, l’istituzione regionale sosterrebbe attivamente il ricambio generazionale, garantendo ai cittadini campani una piena assistenza sanitaria territoriale e servizi di prossimità più efficienti.
Borse di studio per i neolaureati e l’esempio del Veneto
La strategia prevede lo stanziamento di risorse mirate a potenziare il numero e l’entità economica delle borse di studio post-laurea, rendendo tale percorso formativo finalmente competitivo.
“Di fronte alla carenza sempre più grave di medici di medicina generale chiederò che la Regione Campania investa le risorse necessarie a rafforzare numero ed entità delle borse di studio post laurea. Solo così potremo rendere più attrattiva questa specializzazione per i neo laureati, come accaduto nelle regioni che hanno lo stesso problema: il Veneto, ad esempio, ha investito 4,5 milioni di euro destinati a equiparare le borse di studio a quelle delle altre specializzazioni”, afferma Michela Rostan.
L’iniziativa proposta dalla Rostan punta ad aumentare l’attrattività della specializzazione per i neolaureati, prendendo come riferimento i modelli virtuosi già adottati in altre zone d’Italia. L’esponente delle Lega cita l’esempio del Veneto, che ha investito 4,5 milioni di euro per equiparare il trattamento economico di questi contratti a quello delle altre branche mediche. Attraverso questo intervento, la Regione sosterrebbe il settore sanitario territoriale, garantendo un ricambio generazionale efficace. L’obiettivo finale consiste nel tutelare il diritto alla salute dei cittadini campani, colmando i vuoti negli organici e stabilizzando la rete dell’assistenza primaria.

Entro il 2028 in pensione 1147 medici di famiglia
La Rostan evidenzia una crisi imminente per il sistema sanitario regionale, citando i dati della Fondazione Gimbe sulla carenza di medici. Sottolinea, inoltre, che la Campania affronterà l’esodo pensionistico più massiccio d’Italia entro il 2028, con la perdita prevista di 1.147 medici di famiglia. Questo dato si sommerà al deficit attuale di 643 unità, aggravando un quadro già precario.
“Secondo i dati della Fondazione Gimbe – prosegue Rostan – la Campania è la regione che vedrà il maggior numero di medici di famiglia andare in pensione entro il 2028. Parliamo di 1.147 unità che si aggiungeranno alla carenza già censita di 643 medici. Una situazione estremamente grave nei confronti della quale si deve agire subito, a partire dall’approvazione di questo bilancio, se vogliamo continuare a garantire il diritto alla salute dei cittadini campani.”
Per tutelare il diritto alla salute dei cittadini, esorta l’amministrazione ad agire immediatamente, individuando nell’approvazione del bilancio regionale lo strumento legislativo cruciale. Rostan propone interventi urgenti per colmare i vuoti d’organico e garantire la continuità dell’assistenza territoriale. La strategia mira a prevenire il collasso della medicina generale, trasformando l’attuale emergenza in un’opportunità di investimento strutturale. Attraverso lo stanziamento di fondi specifici, la Regione potrebbe stabilizzare la rete dei servizi di prossimità, assicurando una copertura medica capillare e contrastando l’impoverimento dei servizi sanitari essenziali in tutto il territorio campano.
Fallimentare la gestione passata
L’esponente della Lega denuncia una gestione passata fallimentare, definendo catastrofica l’eredità ricevuta in termini di programmazione sanitaria. Critica, inoltre, duramente l’assenza di un monitoraggio efficace su eventi e dinamiche che l’amministrazione avrebbe dovuto prevedere con maggiore accuratezza. Per rimediare a tali criticità rinnova con fermezza il suo appello al Presidente della Regione, esigendo un cambio di rotta immediato nelle politiche regionali.
“Abbiamo ereditato una situazione catastrofica dal punto di vista della programmazione di eventi che potevano e dovevano essere monitorati meglio, per questo rinnovo la richiesta al presidente della Regione affinché lo sviluppo della medicina territoriale diventi una priorità dell’amministrazione”, conclude Michela Rostan.
La proposta punta a trasformare lo sviluppo della medicina territoriale nella priorità assoluta dell’azione di governo. Rostan sollecita l’istituzione a investire nel rafforzamento dei servizi di prossimità, considerandoli l’unico strumento capace di decongestionare gli ospedali e garantire cure capillari. Attraverso una pianificazione strategica più rigorosa e lungimirante, l’amministrazione regionale dovrebbe colmare i vuoti ereditati, ponendo la salute dei cittadini al centro dell’agenda politica e assicurando che la medicina generale riceva finalmente l’attenzione e le risorse necessarie per funzionare correttamente su tutto il territorio.


