La coppia di giovani, 29 e 24 anni, ha perso la vita venerdì sera in un tragico schianto lungo la strada delle Ripe Rosse a Montecorice
Verranno celebrati mercoledì prossimo i funerali di Michele Pirozzi e Maria Magliocco, la giovane coppia di fidanzati morta in un incidente stradale avvenuto nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo nel Cilento, nel territorio di Montecorice, in provincia di Salerno. I due giovani, rispettivamente di 29 e 24 anni, erano a bordo di una Volkswagen Polo. Per cause ancora al vaglio delle autorità, l’auto ha sfondato il guardrail ed è precipitata in un dirupo di circa 200 metri. Infine, l’auto ha terminato la corsa sugli scogli sottostanti.
Gli esami autoptici sono stati conclusi e le salme restituite alle famiglie per lo svolgimento delle esequie: Michele Pirozzi, residente a Capaccio Paestum e alla guida dell’auto, sarà ricordato mercoledì alle 10 nella chiesa Madre “Divina Provvidenza” di Ponte Barizzo; nel pomeriggio, alle 15, Maria Magliocco, originaria di Pisciotta, sarà commemorata nella chiesa Madre dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
La dinamica dell’incidente
Secondo quanto ricostruito finora, Michele e Maria erano rientrati da Agnone Cilento, dove avevano trascorso parte della serata, e stavano tornando a Capaccio Paestum. Per ragioni ancora da chiarire, probabilmente per recuperare qualcosa di dimenticato, avevano invertito il percorso, tornando nuovamente ad Agnone.
L’auto su cui viaggiavano si è scontrata frontalmente, dopo una curva, con un furgone Citroën guidato da un pasticciere di 42 anni. L’uomo, rimasto lievemente ferito, è risultato negativo al test alcolemico ma positivo alle sostanze stupefacenti. Secondo la sua testimonianza, i due mezzi procedevano a velocità sostenuta. Per evitare l’impatto frontale l’autista del furgone avrebbe compiuto una brusca manovra, finendo in una cunetta al lato della strada. I rilievi della Polizia Scientifica saranno determinanti per chiarire tutti i dettagli della dinamica.
Prima dell’incidente: la visita alla guardia medica
Un altro elemento sotto indagine riguarda quanto accaduto ai due fidanzati prima dello schianto. Michele e Maria avevano contattato la guardia medica di Agnone Cilento per una richiesta di assistenza, ma secondo quanto riferito dal personale sanitario erano molto agitati. La situazione si è complicata al punto che il medico ha chiamato i carabinieri per chiedere intervento. Tuttavia, quando i militari sono arrivati, i due giovani erano già ripartiti. Non è stato possibile chiarire il motivo della loro visita.

Il recupero delle salme e dell’auto
Il recupero dei corpi e dell’automobile è stato particolarmente complesso. Dopo la caduta dal dirupo, le salme di Michele e Maria erano state sbalzate fuori dall’auto e finite sugli scogli sottostanti. Sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove sono stati disposti esami autoptici e tossicologici. Il furgone coinvolto nell’incidente è stato sequestrato. Anche il recupero della Volkswagen Polo, rimasta incastrata tra gli scogli, ha richiesto l’intervento delle squadre dei vigili del fuoco e della guardia costiera.

Il conducente indagato
Secondo le ultime ricostruzioni, il conducente del furgone, un 42enne gestore di una pasticceria, è stato indagato per omicidio stradale plurimo. L’avviso di garanzia è stato notificato dalla Procura di Vallo della Lucania, che coordina le indagini. L’uomo, che stava rientrando a casa al momento dello schianto, è risultato negativo all’alcol test ma positivo alle sostanze stupefacenti. Le autorità stanno valutando anche eventuali responsabilità aggiuntive e attendono i risultati delle controanalisi tossicologiche.
Il legame dei due giovani
Michele e Maria erano fidanzati da alcuni mesi, ma gli amici raccontano di un rapporto già molto profondo, con progetti di futuro condivisi. Michele lavorava nell’azienda di famiglia, impegnata nel trasporto di balle di fieno per allevamenti di bufale. Maria, originaria di Pisciotta ma residente a Capaccio Paestum, lavorava in un bar della cittadina. Inoltre la loro casa ad Agnone Cilento era un rifugio dove trascorrevano momenti di tranquillità lontano dalla routine quotidiana.
La morte della coppia ha suscitato commozione nelle comunità di Capaccio Paestum e Pisciotta, con messaggi di cordoglio e vicinanza alle famiglie che continuano a moltiplicarsi sui social e nei luoghi pubblici.


