Dopo ore di sciopero e presidio, l’azienda accoglie la richiesta sindacale di accedere agli ammortizzatori sociali
La vertenza che ha coinvolto i lavoratori di Harmont & Blaine a Napoli si è conclusa oggi con il ritiro della procedura di licenziamento annunciata dall’azienda. La decisione arriva dopo un confronto serrato tra la dirigenza e i rappresentanti sindacali alla prefettura di Napoli, e grazie alla mobilitazione attiva dei dipendenti, che nelle scorse settimane hanno organizzato scioperi e presidi davanti alla sede aziendale. Secondo quanto comunicato dai sindacati, l’azienda ha inoltre accolto la richiesta di attivare strumenti di sostegno al reddito, come gli ammortizzatori sociali, per gestire le difficoltà economiche del gruppo e garantire continuità occupazionale.
Lo sforzo dei sindacati e dei lavoratori
Durante l’incontro alla prefettura erano presenti Raffaele Paudice, per la Cgil Napoli e Campania, Andrea Pastore e Vincenzo Acanfora per la Filctem Cgil, oltre ai rappresentanti della Femca Cisl, Anna Pareni, e della Cisl Napoli, Melicia Comberiati. In una nota congiunta, Cgil e Cisl hanno dichiarato: “Pur nella soddisfazione per il risultato ottenuto, siamo consapevoli del sacrificio che comunque sarà richiesto ai lavoratori e della difficoltà di un percorso ancora tutto da costruire. Ma un primo passo per difendere l’occupazione in un territorio profondamente segnato dalle crisi industriali è stato compiuto”. I sindacati hanno sottolineato come la mobilitazione dei lavoratori sia stata determinante per arrivare a un accordo, evidenziando che solo attraverso responsabilità e impegno collettivo si possono affrontare le crisi aziendali e tutelare la dignità dei lavoratori.
Il contesto e gli interventi del Ministero del Lavoro
Già a febbraio 2026, i sindacati avevano sollecitato al ministero del Lavoro il ritiro dei licenziamenti e l’avvio di ogni soluzione possibile per salvaguardare l’occupazione nel territorio. In quell’occasione, al tavolo convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, e alla presenza del sottosegretario Claudio Duringon, Cgil e Cisl avevano ribadito la necessità che l’azienda si assumesse “tutte le responsabilità sociali ed economiche non solo di fronte ai lavoratori, ma di fronte alla comunità di Caivano”. All’incontro avevano partecipato i principali rappresentanti locali e nazionali dei sindacati, tra cui Raffaele Paudice, Melicia Comberiati, Andrea Pastore, Lella Messina, Anna Pareni, Riccardo Coletti e Raffaele Salvatori, sottolineando l’urgenza di attivare strumenti di sostegno al reddito e politiche attive del lavoro per gestire la crisi.

Gli ammortizzatori sociali come strumento di gestione della crisi
L’accordo prevede l’accesso a strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori di Harmont & Blaine. Gli ammortizzatori sociali consentono alle aziende in difficoltà di gestire temporaneamente la riduzione dell’attività senza ricorrere a licenziamenti immediati, garantendo un sostegno economico ai dipendenti. Questo strumento, sottolineano i sindacati, rappresenta “un passo fondamentale per garantire continuità occupazionale e gestire le criticità legate alla deindustrializzazione del territorio campano”. Per i lavoratori coinvolti nella vertenza, la fase successiva prevede l’attivazione degli ammortizzatori sociali e la definizione di un percorso condiviso tra sindacati e azienda per assicurare continuità occupazionale e mitigare l’impatto economico. L’accordo odierno rappresenta un primo passo concreto, ma le parti coinvolte sottolineano che sarà necessario un impegno costante per consolidare la stabilità dell’azienda e del territorio.


