Sono tante le perplessità, riguardo la bonifica e l’America’s Cup, che emergono parlando con chi vive e lavora sul territorio dell’ex area Industriale.
Il malcontento, legato all’ America’s Cup, a Bagnoli continua ad essere palpabile. Tanti commercianti, artigiani e residenti, qualche giorno fa, hanno firmato un manifesto chiaro che recita: “No al ricatto tra salute e lavoro”.
Un’iniziativa che dimostra quanto l’anima di Bagnoli sia ancora lacerata da un passato pesante fatto d’acciaio e morti difficile da superare.
Il consiglio comunale blindato del 3 marzo scorso non ha dato modo ai cittadini di avere un confronto diretto con le istituzioni. Parlando con chi, da commerciante, vive il territorio quotidianamente sono emersi molti nodi che non possono essere ignorati.
Il guadagno non può essere anteposto alla salute
L’ America’s Cup è stata presentata come un’occasione importante di occupazione e riscatto che consentirà a Bagnoli, non solo di avere una bonifica attesa da oltre trent’anni, ma anche introiti importanti. Eppure, chi quel territorio lo vive, la pensa in modo completamente diverso e, soprattutto, non è disposto ad anteporre il guadagno alla salute.
“Ho firmato il manifesto No al ricatto tra lavoro e salute perché credo che lo sviluppo non debba mettere in contrapposizione questi due diritti- dice Vincenzo Basciano, commerciante in Via Giusso – Ci sono molte perplessità: in particolare sulla trasparenza del progetto, sulla sostenibilità per il territorio e sulle ricadute economiche reali. Molti si chiedono se i benefici saranno davvero duraturi e se coinvolgeranno concretamente le attività locali e la comunità.”, continua Vincenzo.

A firmare il manifesto “No al ricatto tra lavoro e salute” anche Alessio Caliro che, da anni, ha un’attività in Via Acate.
“Il manifesto “No al ricatto tra salute e lavoro” è un chiaro segnale di allarme sulla situazione a Bagnoli. La storia dell’area ex Italsider/ILVA è tristemente nota per l’elevato tasso di mortalità legato all’amianto e agli inquinanti industriali.”- dice Alessio.
A parlare con noi anche Elena Pettinati, che non solo è una commerciante di Bagnoli ma anche una mamma che vive il quartiere. “Dal lato economico penso sia comunque una cosa positiva per il quartiere. Potrebbe portare a una crescita economica e una valorizzazione del posto sicuramente.” Afferma ma, anche nel suo caso, le preoccupazioni per il futuro sono tangibili: “Mi preoccupa molto, invece, questa questione delle polveri sottili. Non solo qui ci lavoriamo ma ci abitiamo. Abbiamo le nostre famiglie, le nostre figlie…”, dice Elena Pettinati.
Un passato d’acciaio che non può essere ignorato: la richiesta di una bonifica reale e sicura
La preoccupazione principale che emerge riguarda la salute.
“Siamo commercianti e lavoratori, ma siamo prima di tutto genitori e nonni che non vogliono rivivere l’incubo del passato“, si legge nei manifesti che tappezzano il quartiere.
“Bagnoli ha alle spalle una storia molto pesante dal punto di vista ambientale e sanitario.- afferma Vincenzo Basciano– Un numero elevato di tumori, soprattutto ai polmoni, legati all’amianto e agli inquinanti prodotti dall’ex area siderurgica. Proprio per questo, da commerciante, ma soprattutto da persona che vive ogni giorno questo territorio, credo che le bonifiche debbano essere fatte con la massima attenzione e trasparenza. Non è una contrarietà allo sviluppo – sottolinea Vincenzo– ma la richiesta che la salute venga messa davvero al primo posto, pensando anche al futuro dei nostri figli.”
Della stessa idea anche il commerciante Alessio Caliro che afferma: “I lavori di bonifica sono necessari. Ma è fondamentale che siano eseguiti con la massima cautela per evitare di disperdere amianto e altri inquinanti nell’aria.”
Parlando con Vincenzo Basciano, tra l’altro, emerge che, proprio pochi giorni fa, ha perso suo nonno che, per anni, ha lavorato all’Italsider.
“Se dobbiamo mettere a rischio la nostra famiglia e le nostre vite per una questione economica. Non mi fa assolutamente piacere.”, dice Elena Pettinati in modo netto.

Negli anni tantissimi casi di tumore
Le morti a Bagnoli, in un modo o in un altro, si incrociano con la storia dell’industria siderurgica.A dirlo è anche Giuliano Petricelli, storico commerciante di Via Acate.
“Chi ha vissuto a Bagnoli negli anni passati, il periodo storico dell’Ilva e degli altri stabilimenti che, erano a Coroglio, ha vissuto sicuramente in famiglia qualche episodio di carcinoma polmonare. Oppure di silicosi polmonare negli anni futuri. Si evidenzia anche un’incidenza nel tumore alla tiroide con evidente correlazione di quello che abbiamo respirato negli anni qui, nell’area ex siderurgica di Bagnoli. Anche nella mia famiglia ci sono stati casi di tumore al polmone, proprio carcinomi polmonari legati al lavoro nell’ex area Italsider.”- afferma Giuliano.
Dubbi sulle concrete opportunità di guadagno legate all’America’s Cup per le piccole attività
L’America’s Cup porterà turismo di alto target, imbarcazioni di lusso ma permangono dubbi sui guadagni per un quartiere, come Bagnoli, composto prevalentemente da piccole attività.
“Il tessuto commerciale di Bagnoli, almeno per quello che percepiamo noi sul territorio, non è stato realmente coinvolto nella pianificazione. – afferma Vincenzo Basciano– I benefici potrebbero andare soprattutto ai grandi alberghi, agli sponsor e agli operatori esterni. Non è chiaro quale sarà la ricaduta concreta per le piccole attività locali. Poi è evidente: se arrivano turisti siamo tutti contenti. Però oggi non esiste un piano che metta davvero in rete il commercio di prossimità con questo evento.”, dice.
“Più disagi che opportunità”: caos per la viabilità, aumento dei prezzi degli immobili e problemi nella gestione dei rifiuti
Perplessità a riguardo espresse anche da Giuliano Petricelli.
“Credo che per noi piccoli commercianti a Bagnoli sia un evento che può portare soltanto disagio. Potrebbe comportare la chiusura di alcune arterie, quindi problemi di viabilità. Noi lavoriamo con le persone del quartiere. Temiamo che questo evento possa allontanarle dai propri alloggi. E che, quindi, invece di offrire possibilità, vada a ledere quello che noi facciamo quotidianamente.”, afferma.
Non si discosta di molto nemmeno il pensiero di Alessio Caliro: “L’evento potrebbe portare a una grande affluenza di turisti, con conseguenti problemi di gestione dei rifiuti, inquinamento e degrado ambientale. L’America’s Cup potrebbe portare a un aumento dei prezzi degli immobili e dei servizi, rendendo difficile per i residenti e i commercianti locali continuare a vivere e lavorare nel territorio.”
Più che bonifica, pseudo-bonifica
La preoccupazione principale, al di là dei disagi tecnici che un grande evento può comportare al territorio che lo ospita, resta la modalità di bonifica in corso a Bagnoli.
“La pseudo bonifica che sta avvenendo a Bagnoli non è una vera e propria bonifica. – afferma Giuliano Petricelli– E’ una copertura di quello che rimarrà nei terreni. E particolare attenzione dobbiamo fare al dragaggio dei fondali marini. Fondali che ormai sono sedimentati. Dove è cresciuta anche una colonia di Posidonia. E quindi con il dragaggio si rischia di risollevare tutto quello che adesso è sedimentato ed è a riposo nei fondali marini.”
Una bonifica dunque, secondo il punto di vista di molti, fatta in maniera precipitosa esclusivamente in vista dell’America’s Cup.
“Temiamo che, purtroppo, questa bonifica che è stata fatta in maniera frettolosa, venga lasciata così com’è e venga abbandonato tutto, come è solito fare dalle amministrazioni comunali una volta che hanno finito e che, quindi, si aggiunga “spazzatura su spazzatura”, conclude Petricelli.
Bagnoli chiede trasparenza, sicurezza e azioni concrete
A chi vive il territorio, dunque, non bastano le belle parole coniugate al futuro ma emerge la necessità di dialogo e trasparenza.
“Come commerciante e persona che vive il territorio, cerco garanzie di stabilità e sicurezza per il mio business e la mia comunità. In particolare, mi aspetto: trasparenza sulle decisioni amministrative e sulle politiche locali, investimenti in infrastrutture e servizi pubblici. Sostegno alle attività commerciali. Ma soprattutto, vorrei vedere azioni concrete e risultati tangibili, non solo belle parole.”, conclude Alessio Caliro.
Priorità chiare anche per Vincenzo Basciano: “Una bonifica reale e sicura, una spiaggia pubblica accessibile, un grande parco urbano. Ma anche servizi, mobilità, sicurezza e spazi che permettano al quartiere di vivere tutto l’anno. Prima di tutto deve migliorare la qualità della vita di chi qui ci vive e lavora ogni giorno.”
Dubbi sulla trasparenza si evincono anche parlando con Elena Pettinati: “Non si hanno certezze riguardo alla questione delle polveri sottili. Questa è la situazione. Non ci dicono niente.”
Emerge chiaramente che Bagnoli ha bisogno di certezze ma, soprattutto, di un confronto diretto con le Istituzioni per cercare di sciogliere gli importanti nodi del caso.


