L’episodio di Castel Capuano ha trasformato un evento informativo in un caso politico di portata nazionale, evidenziando la crescente attenzione verso il coinvolgimento dei giovani nel dibattito democratico. Interviene Valditara.
Ieri, presso il Castel Capuano di Napoli, si è svolto un evento formativo sul referendum di giustizia del 22 e 23 marzo dedicato agli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Numerosi studenti, però, hanno abbandonato il convegno contestando l’iniziativa e definendola “di parte”. Secondo gli studenti, la presenza dei soli sostenitori del «sì» ha trasformato un momento formativo in mera propaganda. L’accaduto ha aperto un acceso dibattito sull’imparzialità degli incontri scolastici dedicati al voto.
Polemica a dieci giorni dal voto
A Napoli, il dibattito referendario si accende tra i banchi di scuola. Mercoledì 11 marzo, gli studenti delle classi terminali, molti dei quali maggiorenni e quindi elettori, hanno abbandonato in segno di protesta il convegno.
I ragazzi hanno contestato apertamente la composizione del parterre. Tra i relatori, infatti, figuravano figure di spicco come il sottosegretario Andrea Ostellari, il costituzionalista Cesare Mirabelli, il magistrato Luigi Bobbio e il consigliere di Stato Francesco Urraro. Una platea , dunque, palesemente sbilanciata a favore del «sì» alla riforma.
Sentendosi manipolati da quella che hanno definito una «propaganda unilaterale», gli studenti hanno dato vita a una forma di dissenso collettivo.Rumoreggiando hanno deciso di lasciare l’aula, forti anche del sostegno di alcuni docenti e dirigenti scolastici presenti. Questo episodio ha acceso un vivo dibattito sull’importanza di garantire un confronto pluralista e realmente formativo quando si parla di scelte democratiche ai giovani.

La polemica si sposta dai banchi al campo largo
La polemica politica divampa con ferocia, coinvolgendo i partiti del «campo largo» contro la maggioranza. Il segretario del Pd Campania, Piero De Luca, ha criticato aspramente l’accaduto definendolo paradossale.
“È paradossale – dice il segretario del Pd Campania Piero De Luca – che proprio da esponenti della maggioranza arrivino richiami al confronto equilibrato e poi si organizzino iniziative che vanno nella direzione opposta”.
Parallelamente, la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale della Campania, Monica Matano, ha avviato un’analisi dei fatti per chiarire la posizione dei dirigenti scolastici coinvolti. La dirigente ha riferito che, in base alla prima ricostruzione, non emergerebbero al momento responsabilità disciplinari a carico del corpo docente o dei presidi. Tuttavia, la stessa Matano ha assicurato che l’USR continuerà a monitorare la situazione, approfondendo ogni dettaglio dell’episodio per garantire piena chiarezza su quanto avvenuto a Castel Capuano.
“Da questa prima ricostruzione dei fatti, se confermata, non sembrerebbero emergere responsabilità disciplinari a carico dei dirigenti scolastici. L’USR Campania continuerà ad approfondire l’accaduto”, afferma.
Interviene il Ministro dell’Istruzione Valditara ed esorta alla garanzia del pluralismo
In serata è intervenuto anche il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per cercare di placare la polemica. Il Ministro ha elogiato i dirigenti scolastici che, riscontrando l’assenza del fronte del «no» al convegno, hanno scelto di allontanare i propri studenti dalla sala.
Al contempo, il ministro ha sollevato una dura critica verso le opposizioni, accusandole di utilizzare due pesi e due misure. Valditara ha menzionato un precedente convegno dell’Associazione Nazionale Magistrati, tenutosi a Napoli lo scorso 18 ottobre, sostenendo che in quell’occasione le scuole avevano assistito a interventi critici verso la riforma senza alcun contraddittorio.
“Spiace solo – aggiunge- che la stessa attenzione delle opposizioni non sia stata rivolta anche al convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati svoltosi il 18 ottobre a Napoli, i cui lavori sono ancora disponibili su Radio Radicale. A quel convegno furono invitate le scuole cittadine e molti interventi, senza alcun contraddittorio, furono di attacco alla riforma Nordio. Vorrei ricordare che il pluralismo, il confronto libero e l’educazione allo spirito critico vanno garantiti sempre, non solo quando fa comodo a qualcuno”.
Il ministro ha ribadito l’importanza di garantire sempre il pluralismo e lo spirito critico, esortando le forze politiche a non invocare il confronto libero solo quando risulta conveniente per i propri interessi.
La vicenda lascia aperto un interrogativo cruciale: in che modo garantire, nel contesto formativo, il rispetto del contraddittorio senza strumentalizzare la partecipazione studentesca?


