“72 Ore”, il primo album di Dessai, progetto del musicista napoletano Stefano Bruno, è pubblicato da Suonivisioni Records con il contributo di Nuovo IMAIE ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali.
Dopo anni trascorsi tra produzione musicale, concerti e collaborazioni nella scena indipendente italiana, Stefano Bruno, in arte Dessai, firma il suo debutto discografico con “72 Ore”, un album che mescola folk, elettronica e suggestioni cinematiche. Il disco, pubblicato dall’etichetta Suonivisioni Records con il contributo di Nuovo IMAIE, è disponibile su tutte le piattaforme digitali e rappresenta il primo capitolo musicale dell’artista a proprio nome.
Un album che nasce come la colonna sonora di un film immaginario
“72 Ore” non è concepito come un semplice disco, ma come una sorta di colonna sonora di un film mai scritto né girato. Un racconto sonoro fatto di atmosfere evocative, immagini musicali e frammenti emotivi che richiamano un immaginario cinematografico sospeso tra sogno e realtà.
Le tracce costruiscono un viaggio tra entusiasmi, momenti di riflessione e stati d’animo più intimi, creando un mosaico musicale personale e suggestivo.
L’album era stato anticipato dal singolo “Bella Morning Carousel”, brano che ha introdotto il pubblico all’universo sonoro del progetto.
Un disco nato tra Napoli, Bordeaux e Porto
La genesi di “72 Ore” è legata ai numerosi spostamenti dell’artista tra diverse città europee.
Il progetto ha preso forma infatti tra Napoli, Amendolara in Calabria, Bordeaux e Porto, trasformandosi in un’opera musicale nomade che assorbe paesaggi, atmosfere e suggestioni dei luoghi attraversati.
Questo percorso si riflette anche nello stile del disco, dove la scrittura folk incontra la sperimentazione elettronica, dando vita a un sound ibrido e personale.
Tra strumenti acustici e sintetizzatori
“72 Ore” è stato interamente scritto, prodotto, suonato e mixato da Dessai.
Dal punto di vista musicale, il disco alterna minimalismo acustico e arrangiamenti orchestrali, combinando strumenti tradizionali come:
- chitarra
- mandolino
- ukulele
con sintetizzatori e macchine analogiche.
Il risultato è una produzione che si muove tra dimensione intima e sperimentazione sonora.
Il racconto dell’artista
A spiegare il processo creativo è lo stesso Dessai, che sottolinea il carattere spontaneo del progetto.
“Dal punto di vista musicale questo disco rappresenta un ritorno al mio passato, ai primi strumenti che mi hanno appassionato e alle canzoni che ascoltavano i miei genitori. È stato prodotto velocemente, quasi in presa diretta, con un’attitudine più da campionamento che da registrazione tradizionale, per essere funzionale negli arrangiamenti, libero e vero, con le giuste imperfezioni.”
Le influenze musicali e cinematografiche
Dal punto di vista artistico, l’universo sonoro di “72 Ore” si ispira a diversi riferimenti musicali e cinematografici.
Tra le influenze musicali citate figurano artisti come:
- Devendra Banhart
- Elliott Smith
- Sufjan Stevens
- Nick Drake
A queste si affiancano suggestioni visive provenienti dal cinema di registi come:
- Wim Wenders
- Terrence Malick
- Luca Guadagnino
Un immaginario che contribuisce a costruire il carattere narrativo e visivo del disco.
Chi è Dessai
Stefano Bruno, in arte Dessai, è un produttore, autore e polistrumentista napoletano.
Nel corso degli anni ha lavorato come compositore freelance e produttore in studio per diversi artisti della scena indie e pop emergente italiana.
Tra le collaborazioni e le esperienze live figurano progetti condivisi con artisti come:
- Godblesscomputer
- Casa del Mirto
- Vaghe Stelle
- Matteo Vallicelli
- Vadoinmessico
Il suo precedente progetto personale risale al 2014, quando pubblicò l’album “Dust” sotto il nome JUNO//, distribuito dall’etichetta statunitense Memory Network e diffuso su Bandcamp con sonorità electronic e chillwave.
Con “72 Ore” Dessai inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, presentandosi per la prima volta con un disco firmato direttamente con il proprio nome.


