Ospedale Monaldi di Napoli
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📍 Napoli

2 Marzo 2026

Redazione Il Campano

Domenico, scontro tra Ordini: gli infermieri attaccano Anelli e parlano di “battaglie ideologiche”

Fnopi: “Stop a comunicazioni che calpestano le nostre competenze”. E avverte: “Pronti a tutelarci nelle sedi civili e penali”

Il caso del piccolo Domenico non scuote solo le aule giudiziarie e la sanità campana. Ora apre anche un fronte nazionale tra categorie professionali.

La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) prende posizione con parole nette, respingendo ogni tentativo di collegare la vicenda a un presunto eccesso di delega di competenze agli infermieri. E lo fa chiamando in causa direttamente le dichiarazioni del presidente della Federazione nazionale dei medici, Filippo Anelli.

“Stop a battaglie ideologiche”

In una nota ufficiale, Fnopi afferma di prendere le distanze da qualsiasi comunicazione che “generi ulteriore disagio in pazienti e cittadini” rispetto alla tragedia del piccolo Domenico. Il passaggio più duro riguarda l’ipotesi di una correlazione tra la “catena di errori nelle procedure di espianto e trapianto” e l’aumento delle competenze e responsabilità affidate agli infermieri.

Secondo Fnopi, rilanciare dichiarazioni di questo tipo significa “utilizzare un evento tragico e doloroso per portare avanti battaglie ideologiche di categoria sull’atto medico”. Un’accusa pesante, che segna una frattura pubblica.

Il nodo delle competenze

Il tema toccato è sensibile: la distribuzione delle competenze tra medici e infermieri nel sistema sanitario italiano. Negli ultimi anni, la professione infermieristica ha visto un progressivo ampliamento delle responsabilità operative e organizzative.

Per Fnopi, però, collegare la tragedia di Domenico a questa evoluzione rappresenta una forzatura. “Calpestare le competenze degli infermieri” in un momento così delicato rischia, secondo la Federazione, di minare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.

Medici in sala operatoria. Immagine di repertorio.
Medici in sala operatoria. Immagine di repertorio.

Il rischio per la rete trapianti

La nota insiste su un punto cruciale: la necessità di “ricucire il clima di fiducia rispetto all’intera rete dei trapianti”. L’Italia è considerata un modello nel settore trapianti, con percentuali di successo elevate e un’organizzazione interdisciplinare strutturata.

Fnopi sottolinea proprio questo aspetto, rivendicando “i quotidiani successi e l’alta professionalità interdisciplinare che contraddistingue in Italia questo fondamentale settore del Servizio sanitario nazionale”. Il timore è che lo scontro pubblico tra categorie possa incrinare la percezione di affidabilità del sistema.

La minaccia di azioni legali

La Federazione non si limita alla presa di posizione politica. Fnopi si riserva di “tutelare in sede civile, penale e disciplinare l’immagine e le competenze degli infermieri italiani rispetto alle gravi affermazioni”.

Un passaggio che alza ulteriormente il livello dello scontro. Non si tratta più soltanto di un dibattito interno, ma di una possibile contesa legale tra rappresentanze professionali.

Una vicenda che si allarga

Il caso Domenico, nato da un intervento chirurgico finito tragicamente, ha ormai superato i confini della cronaca sanitaria. È diventato terreno di confronto istituzionale, politico e ora anche corporativo.

Mentre l’autopsia si prepara a fare chiarezza sugli aspetti clinici e procedurali, il dibattito sulle responsabilità organizzative si estende. Il rischio è che la ricerca della verità venga oscurata da tensioni tra categorie.

Fiducia e responsabilità

Nel suo comunicato, Fnopi richiama implicitamente tutti alla responsabilità. La priorità, sostiene la Federazione, dovrebbe essere quella di preservare la fiducia dei cittadini e sostenere il lavoro di una rete che, nel complesso, funziona.

Ogni parola pubblica in questa fase pesa. Ogni accusa può amplificare insicurezze.

Il delicato equilibrio della sanità

La sanità è un sistema complesso, dove competenze diverse si intrecciano. Nel settore trapianti, la collaborazione interdisciplinare è un elemento strutturale.

Medici, infermieri, anestesisti, tecnici: ogni ruolo contribuisce al risultato finale. Attribuire responsabilità in modo generico a un’intera categoria rischia di semplificare una dinamica che sarà invece chiarita dagli accertamenti tecnici e giudiziari.

Una fase cruciale

Il momento è delicato. Da un lato le indagini giudiziarie, dall’altro le verifiche interne e ora il confronto tra Ordini professionali. Fnopi chiede di fermare “battaglie ideologiche” e di riportare il focus sulla tutela dei pazienti e sulla credibilità del sistema.

La vicenda del piccolo Domenico resta al centro. Ma attorno a quella tragedia si sta muovendo molto di più. E il sistema sanitario, in queste ore, è chiamato a dimostrare non solo competenza tecnica, ma anche equilibrio istituzionale.


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