Depositato il ricorso sull’ineleggibilità. L’esponente di Futuro Nazionale: “In Campania nessuna ambiguità sulla legalità”
Sarà il 25 marzo la data chiave nella vicenda che riguarda l’assessore regionale Enzo Cuomo. Il Tar della Campania ha fissato per quel giorno la camera di consiglio chiamata a esprimersi sulla richiesta di sospensiva presentata nell’ambito del ricorso che contesta la sua eleggibilità.
Ad annunciarlo è Carmela Rescigno, già presidente della Commissione Anticamorra della Regione Campania e oggi esponente di Futuro Nazionale, che ha formalmente depositato il ricorso contro l’assessore, già sindaco di Portici.
La questione investe il tema dell’incompatibilità tra incarichi e ruoli istituzionali, in un quadro normativo che – secondo la ricorrente – sarebbe chiaro.

Il nodo dell’ineleggibilità
Rescigno sostiene che lo statuto regionale e la legislazione vigente delineino condizioni precise in materia di ineleggibilità e incompatibilità.
“Lo statuto regionale e la legislazione vigente parlano chiaro”, afferma, annunciando di attendere “fiduciosi l’esito del ricorso”.
Il Tar dovrà ora valutare in prima battuta la sospensiva, ovvero la richiesta di bloccare temporaneamente gli effetti dell’incarico in attesa di una decisione nel merito. Un passaggio procedurale che, se accolto, avrebbe un impatto immediato sull’assetto della Giunta regionale.
La dimensione politica della vicenda
La questione non è solo tecnica. Tocca il tema della legalità istituzionale e della coerenza tra incarichi pubblici.
Rescigno collega esplicitamente il ricorso a una battaglia più ampia: “In Campania non possiamo mostrare alcuna ambiguità rispetto alla battaglia per la legalità e per il rispetto dei principi della nostra Costituzione, delle fonti del diritto e della tenuta democratica del nostro Stato”.
Parole che segnano una linea politica netta e che trasformano un contenzioso amministrativo in un confronto pubblico sul rispetto delle regole.

Il ruolo del Tar
Il Tribunale amministrativo regionale sarà chiamato a valutare se sussistano gli elementi per concedere la sospensiva richiesta. In questa fase non si tratta ancora di una pronuncia definitiva sull’eventuale incompatibilità, ma di una decisione cautelare che potrebbe incidere sull’esercizio dell’incarico.
Le camere di consiglio dedicate alle sospensive rappresentano momenti delicati: da un lato la necessità di garantire continuità amministrativa, dall’altro il dovere di evitare situazioni potenzialmente illegittime.
Gli effetti possibili
Se il Tar dovesse accogliere la richiesta di sospensiva, l’assessore Cuomo potrebbe trovarsi temporaneamente impossibilitato a esercitare le proprie funzioni in attesa della decisione nel merito. In caso contrario, l’attività proseguirebbe fino alla sentenza definitiva.
In entrambi i casi, la vicenda continuerà a produrre effetti sul piano politico, soprattutto in un contesto regionale già attraversato da tensioni e confronti interni.
Legalità e percezione pubblica
Il tema dell’incompatibilità istituzionale ha un peso che va oltre il singolo caso. Incide sulla percezione della trasparenza e della correttezza nella gestione delle cariche pubbliche.
Rescigno, nel richiamare i principi costituzionali e la “tenuta democratica dello Stato”, punta a spostare il dibattito su un piano più ampio, dove il rispetto formale delle norme diventa simbolo di affidabilità istituzionale.
L’attesa del 25 marzo
Il 25 marzo sarà dunque una data spartiacque. Non una sentenza definitiva, ma un primo passaggio giudiziario che potrà orientare il prosieguo della vicenda. Fino ad allora, il confronto resterà sul piano delle dichiarazioni e delle interpretazioni normative.
Il Tar dovrà pronunciarsi sulla sospensiva. La politica, intanto, osserva. Perché quando si parla di eleggibilità e incompatibilità, la questione non riguarda soltanto una persona, ma il principio stesso di equilibrio tra potere e regole.
E in Campania, dove il tema della legalità è da sempre centrale nel dibattito pubblico, ogni decisione assume un valore che va oltre l’atto amministrativo.


