Raccolta rifiuti - immagine repertorio
Raccolta rifiuti - immagine repertorio

28 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Lago Fusaro senza plastica, al via il progetto di recupero tra natura e riabilitazione sociale con i ragazzi dell’Area penale di Napoli

Iniziativa di recupero dei rifiuti plastici, coinvolgendo anche i ragazzi dell’Area penale di Napoli

È partito il progetto di recupero dei rifiuti plastici nello specchio d’acqua del lago Fusaro, in provincia di Napoli. Un’iniziativa che si inserisce nel programma dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, volto a ridurre l’inquinamento da plastica nei corsi d’acqua e nei litorali. L’attività si avvale della collaborazione di giovani dell’Area penale di Napoli, che, attraverso il progetto MareNostrum, sono stati formati come operatori subacquei.

Il programma di recupero dei rifiuti plastici

La raccolta di plastica nel lago Fusaro è parte di un intervento più ampio previsto dal Programma delle attività per il recupero dei rifiuti plastici nelle acque del distretto idrografico dell’Appennino Meridionale, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica (Mase). Inoltre, questo programma è stato sviluppato per affrontare una delle principali problematiche ambientali dei corsi d’acqua italiani: l’accumulo di rifiuti di plastica. Tale fenomeno compromette la qualità dell’acqua e minaccia la biodiversità locale.

Le attività di recupero hanno preso il via il 30 gennaio scorso e dureranno complessivamente circa 22 giorni. Durante questo periodo, sono monitorati e recuperati i rifiuti presenti sul fondale del lago Fusaro, con un focus particolare sulle plastiche. Tuttavia, vi è attenzione anche su altri tipi di inquinanti presenti nell’ambiente acquatico. L’obiettivo è costruire un profilo dettagliato delle pressioni antropiche che interessano l’area. Si intende correlare le tipologie di plastica raccolte con l’intensità dell’inquinamento umano.

Il ruolo dei giovani dell’Area penale di Napoli

Un elemento distintivo di questa iniziativa è il coinvolgimento dei ragazzi dell’Area penale di Napoli, che, attraverso il progetto MareNostrum, sono stati formati come operatori subacquei e partecipano attivamente alla raccolta dei rifiuti. Questo progetto ha una valenza educativa e sociale, poiché offre ai giovani coinvolti una possibilità di riscatto. In questo modo, li trasforma in sentinelle del territorio. La collaborazione con Archeoclub d’Italia e il Centro di Giustizia Minorile di Napoli contribuisce a valorizzare il lavoro di sensibilizzazione ambientale e riabilitazione sociale.

controlli scarichi abusivi lago Fusaro
controlli scarichi abusivi lago Fusaro

Barriere galleggianti e altre azioni previste

Il programma prevede anche l’installazione di barriere galleggianti in alcune zone critiche del distretto idrografico, allo scopo di catturare e raccogliere rifiuti prima che possano disperdersi nell’ambiente. Queste barriere saranno posizionate lungo corsi d’acqua particolarmente esposti alla plastica, come il lago Fusaro. Le azioni, che includono anche il monitoraggio e la sensibilizzazione, mirano a ridurre in modo significativo l’inquinamento plastico. In questo modo, si favorisce la pulizia dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi.

La scelta del lago Fusaro come sito per il recupero dei rifiuti non è casuale. Questo lago, situato nel comune di Bacoli e parte integrante del Parco Regionale dei Campi Flegrei, è un’area di grande valore ambientale e culturale. Inoltre, la sua protezione è fondamentale, non solo per la biodiversità, ma anche per il benessere della comunità locale. La comunità utilizza l’area per attività turistiche e ricreative.

Il futuro del progetto e le prospettive

Il recupero dei rifiuti plastici nel lago Fusaro è solo una delle azioni previste dal programma nazionale. La sfida, tuttavia, è ancora lunga, e le istituzioni locali, insieme agli enti competenti, stanno già pensando a nuove iniziative per estendere il progetto in altre aree del distretto idrografico. Il successo di questa iniziativa dipenderà non solo dalla capacità di raccogliere e smaltire i rifiuti, ma anche dalla sensibilizzazione della comunità locale sull’importanza di un uso sostenibile delle risorse naturali. Di conseguenza, la sinergia tra il coinvolgimento dei giovani, le barriere galleggianti e le attività di monitoraggio costituiscono un modello che potrebbe essere replicato in altre regioni del sud Italia. In queste zone l’inquinamento plastico è un problema crescente.

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