I rappresentanti di Fratelli d’Italia criticano la decisione del Comune di costituire una newco per il patrimonio pubblico
Il Comune di Napoli ha avviato la procedura per la costituzione di una nuova società, una newco, destinata a gestire il patrimonio immobiliare della città. La scelta, accompagnata dalla prospettiva di aumenti dei canoni patrimoniali e dall’incremento degli introiti derivanti dalle alienazioni, ha suscitato preoccupazione tra i rappresentanti di Fratelli d’Italia (Fdi), che hanno denunciato il rischio di scaricare sui cittadini i costi di questa operazione. Secondo il presidente di Fdi a Napoli, Marco Nonno, il vice presidente Luigi Rispoli e il consigliere comunale Giorgio Longobardi, la decisione rappresenta «una scelta per fare cassa» che rischia di penalizzare famiglie, imprese e associazioni locali, già soggette a una pressione fiscale tra le più alte d’Italia.
La newco e gli obiettivi del Comune
La deliberazione, all’esame dell’aula, prevede la creazione di una società interamente partecipata dal Comune, con il compito di amministrare e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. L’operazione, spiegano fonti comunali, è pensata per rendere più efficiente la gestione degli immobili e generare entrate aggiuntive attraverso affitti e possibili alienazioni.
Tuttavia, per Fdi, la strategia scelta è preoccupante. «Questa decisione si inserisce nel solco del cosiddetto ‘Patto per Napoli’, che ha già comportato pesanti sacrifici per i cittadini, con l’aumento dell’addizionale comunale Irpef e della Tari, senza che a tali sacrifici sia corrisposto un reale miglioramento della qualità dei servizi», scrivono Nonno, Rispoli e Longobardi. I rappresentanti di Meloni sottolineano che la gestione del patrimonio pubblico non può ridursi a una semplice operazione finanziaria: «Il patrimonio della città è un bene collettivo, da valorizzare con visione strategica e trasparenza, non da utilizzare come leva per coprire inefficienze o squilibri di bilancio».
Critiche su canoni e alienazioni
Il nodo principale della contestazione riguarda l’ipotesi di aumentare i canoni e accelerare le alienazioni di immobili pubblici. Secondo Fdi, questo tipo di intervento «significa scaricare sui cittadini il peso di scelte amministrative discutibili e di una programmazione che non ha saputo incidere sulla riduzione degli sprechi e sull’efficientamento della macchina comunale». La posizione del partito si inserisce in un più ampio dibattito sulle modalità di gestione dei beni pubblici a Napoli, città che negli ultimi anni ha visto numerosi tentativi di valorizzazione patrimoniale accompagnati da polemiche sull’aumento della pressione fiscale e sulla qualità dei servizi erogati.

Richiesta di trasparenza e chiarezza
Fdi chiede al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, chiarimenti sugli obiettivi della nuova società, sulle modalità di gestione, sui criteri di determinazione dei canoni e sulle garanzie di tutela del patrimonio pubblico. «Napoli non può essere amministrata con logiche emergenziali permanenti. I napoletani meritano servizi migliori, non nuovi aumenti», concludono Nonno, Rispoli e Longobardi. Il partito sottolinea inoltre che gli interventi sul patrimonio immobiliare dovrebbero essere guidati da una logica di efficienza e trasparenza, con l’obiettivo di migliorare manutenzione, decoro urbano e sicurezza, piuttosto che limitarsi a generare entrate immediate. La costituzione della newco arriva in un contesto di attenzione crescente da parte delle istituzioni locali e dei cittadini, che chiedono una gestione più oculata delle risorse pubbliche e una maggiore chiarezza sulle decisioni che impattano direttamente sulle famiglie e sulle imprese della città.


