Mentre spunta una dichiarazione importante sul cardiochirurgo indagato per omicidio colposo, il Prefetto Michele di Bari porta la solidarietà dello Stato alla famiglia di Domenico a Nola.
Il legale Francesco Petruzzi rivela che il cardiochirurgo avrebbe ammesso di aver dichiarato il bimbo trapiantabile per disperazione, contraddicendo il parere negativo espresso dall’Heart Team di Napoli. Intanto, ieri sera, il prefetto Michele di Bari ha incontrato a Nola i familiari di Domenico, il bambino deceduto al Monaldi, per esprimere vicinanza istituzionale dopo la tragica scomparsa avvenuta sabato.
Il Monaldi dichiarò Domenico ancora operabile per disperazione
L’avvocato Francesco Petruzzi, intervenendo durante la trasmissione “Dentro La Notizia” su Canale 5, ha riportato una testimonianza sconcertante riguardante il decesso del piccolo Domenico al Monaldi di Napoli. Il legale ha riferito che il cardiochirurgo Guido Oppido, esecutore del trapianto, avrebbe fornito spiegazioni contraddittorie alla madre del bambino in merito all’idoneità dell’intervento.
Secondo la ricostruzione dell’avvocato, l’Heart Team dell’ospedale aveva inizialmente giudicato il paziente non più trapiantabile, scontrandosi con il parere positivo espresso dal chirurgo il giorno precedente. Petruzzi ha sottolineato che, di fronte alle richieste di chiarimento della donna, il medico avrebbe ammesso di aver autorizzato l’operazione spinto esclusivamente dalla propria disperazione clinica, nonostante il parere tecnico contrario della squadra medica. Questa rivelazione solleva pesanti interrogativi sulla gestione del caso e sulla trasparenza comunicativa tra struttura sanitaria e famiglia, mettendo in luce un contrasto drammatico tra la speranza individuale del chirurgo e i protocolli scientifici dell’equipe specializzata.
“Quando la mamma di Domenico ha chiesto ad Oppido (il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, ndr) spiegazioni sul perche’ l’Heart Team abbia detto che il bambino non era più trapiantatile mentre lui il giorno prima aveva detto che fosse trapiantabile, Oppido ha risposto di essersi pronunciato sulla trapiantabilità per la sua disperazione”, ha affermato il lega della famiglia.
La telefonata col medico registrata da mamma Patrizia
L’avvocato ha rivelato un dettaglio cruciale per l’inchiesta: la madre di Domenico ha registrato integralmente la conversazione avvenuta con il cardiochirurgo dell’ospedale Monaldi. Questa prova audio documenterebbe l’ammissione del medico in merito alle motivazioni cliniche del trapianto, aggravando la posizione dell’operatore sanitario, attualmente iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo.
L’inchiesta della Procura di Napoli mira a far luce sulle presunte responsabilità legate al decesso del bambino di soli ventotto mesi. Gli inquirenti concentrano l’attenzione sulla gestione di un cuore congelato durante il delicato trasferimento da Bolzano, luogo dell’espianto, fino al capoluogo campano. Il legale sostiene che l’accertamento debba chiarire se le procedure di trasporto e conservazione dell’organo abbiano compromesso l’esito dell’intervento chirurgico. La magistratura intende dunque verificare se esistano nessi causali tra le scelte mediche del chirurgo e il tragico epilogo, valutando la conformità dell’intera catena logistica ai rigorosi protocolli trapiantologici internazionali.

La visita del Prefetto di Napoli ai genitori di Domenico
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è recato personalmente a Nola per portare il conforto dello Stato alla famiglia di Domenico, il bambino scomparso tragicamente presso l’ospedale Monaldi. Durante l’incontro serale, il rappresentante del governo si è intrattenuto a lungo con i genitori del piccolo, offrendo loro un sostegno umano e istituzionale in un momento di estremo dolore.
Di Bari ha sottolineato con commozione che, sebbene le parole risultino spesso insufficienti di fronte a simili tragedie, la presenza delle autorità intende testimoniare la vicinanza concreta delle istituzioni alla comunità colpita. Il Prefetto ha espresso il proprio cordoglio profondo alla madre e al padre di Domenico, ribadendo l’impegno dello Stato nel seguire con attenzione l’evolversi della vicenda. Questo gesto di solidarietà punta a rompere l’isolamento della famiglia, garantendo che le istituzioni non restino indifferenti dinanzi a un evento che ha scosso profondamente l’intera opinione pubblica campana.
Lo stato esprime vicinanza alla famiglia
Il Prefetto di Napoli ha descritto la perdita di un figlio come un dolore immenso e innocente, definendolo il sentimento più arduo da comprendere per un essere umano. Durante il suo intervento, l’autorità ha considerato un atto doveroso recarsi personalmente a Nola per manifestare il proprio cordoglio e la massima vicinanza alla famiglia colpita da un evento così drammatico.
“Per un genitore la perdita di un figlio è un dolore immenso, il dolore innocente più difficile da comprendere” ha detto il prefetto, aggiungendo che ha “ritenuto doveroso esprimere personalmente il cordoglio e la vicinanza alla famiglia in un momento così drammatico. In circostanze come queste le parole non bastano, ma la presenza delle istituzioni intende essere un segno concreto di solidarietà e di partecipazione al loro lutto”, ha affermato Michele di Bari.
Michele di Bari ha riconosciuto apertamente che, in circostanze di tale gravità, le parole risultano spesso insufficienti per lenire la sofferenza dei genitori. Tuttavia, egli ha voluto sottolineare come la presenza delle istituzioni rappresenti un segno concreto di solidarietà e di sincera partecipazione al lutto che ha sconvolto la comunità. Attraverso questo gesto, il Prefetto ha inteso offrire un conforto tangibile a una madre e a un padre distrutti, ribadendo che lo Stato non intende lasciare soli i cittadini dinanzi a tragedie che colpiscono gli affetti più profondi e la sensibilità collettiva.


