Ospedale Monaldi
Ospedale Monaldi
📍 Napoli

21 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Morte Domenico: si indaga per omicidio colposo. Resta il nodo del ruolo delle équipe internazionali. Funerali tra giovedì e venerdì

Gli accertamenti tecnici irripetibili dovranno chiarire se la sovrapposizione tra diverse squadre mediche abbia causato il congelamento fatale del cuore destinato al piccolo Domenico.

Al termine dell’accertamento tecnico irripetibile, la salma del piccolo Domenico sarà dissequestrata. A comunicarlo è l’avvocato Francesco Petruzzi. I funerali verranno celebrati tra giovedì e venerdì, permettendo così l’ultimo saluto al bambino dopo il completamento degli esami necroscopici necessari alle indagini della Procura. Intanto con la morte del piccolo cambia anche il capo d’accusa.

Cambia il capo d’accusa: si parla di omicidio colposo

Secondo quanto riportato il legale della famiglia, parlando davanti all’ospedale Monaldi, chiarisce che il decesso del piccolo Domenico determina una variazione del capo d’accusa. Egli spiega che, se inizialmente la Procura procedeva per il reato di lesioni colpose, la nuova ipotesi di reato ipotizzata dagli inquirenti è quella di omicidio colposo.

L’avvocato ripercorre la complessa odissea clinica del bambino di soli due anni, sottoposto al delicato trapianto di cuore lo scorso 23 dicembre. La difesa dei familiari sollecita ora una ricostruzione puntuale di ogni fase del percorso sanitario, affinché gli accertamenti tecnici individuino eventuali responsabilità nella catena dei soccorsi o nella gestione dell’organo trapiantato, trasformando l’indagine in un atto dovuto per rendere giustizia alla vittima.

La mamma di Domenico con uno dei suoi legali.
La mamma di Domenico con uno dei suoi legali.

Il legale Petruzzi: “Siamo ad uno snodo”

“Ho sempre dichiarato che per quanto gli errori fatti possono essere gravi, quello che ci ha sconvolto è stato il tentativo di nascondere”. “Utilizzo – sottolinea – questo termine poco tecnico, non voglio usare termini giuridicamente rilevanti. Parlo in linguaggio colloquiale e dico ‘nascondere certe cose’: poi sarà la procura identificare se si tratta di omissioni, di tentativi di occultamento e quant’altro”.

Secondo quanto riportato dall’ANSA, il legale della famiglia punta i riflettori sulla catena di errori che avrebbe causato il decesso di Domenico. L’avvocato sottolinea la gravità della scelta di integrare il ghiaccio d’acqua con il ghiaccio secco, una decisione tecnica rivelatasi fatale per l’integrità dell’organo. Egli confida che gli accertamenti chiariscero le responsabilità individuali in questa gestione errata del trasporto d’organo, trasformando un intervento salvavita in una tragedia. La difesa esige risposte precise su chi abbia autorizzato l’uso di sostanze refrigeranti inadeguate.

“Sono d’accordo con l’origine, sempre che la procura, indagando, non rilevi che ci siano stati danneggiamenti all’organo già in fase di espianto. E’ un’ipotesi che mi è stata paventata in procura”. E quindi “il ghiaccio secco potrebbe essere un’ulteriore concausa. Siamo a uno snodo. “

Avvio imminente degli accertamenti tecnici irripetibili

L’avvocato Federico Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, anticipa l’imminente avvio degli accertamenti tecnici irripetibili. Il legale chiarisce che il deposito degli atti trasformerà le attuali ipotesi in certezze processuali, delineando con precisione le responsabilità penali.

Petruzzi ipotizza che la notifica degli avvisi di garanzia possa coinvolgere più di sei indagati, includendo potenzialmente personale dell’ospedale di Bolzano, dove è avvenuto l’espianto del cuore. L’iscrizione nel registro degli indagati potrebbe configurarsi come un atto dovuto per consentire a tutte le parti di partecipare agli accertamenti tecnici su eventuali notizie di reato.

L’attenzione degli inquirenti si focalizza sulla fase dell’espianto dell’organo, eseguito su un donatore di quattro anni. L’avvocato solleva il sospetto di una possibile sovrapposizione di équipe mediche durante le delicate operazioni di prelievo. Tale coordinamento difettoso potrebbe aver generato confusione nelle procedure di conservazione, portando all’utilizzo fatale del ghiaccio secco. La difesa mira a chiarire se tale errore tecnico sia nato da una mancanza di protocolli chiari tra i diversi team sanitari coinvolti nel trasporto tra l’Alto Adige e la Campania.

Interferenze procedurali e sovrapposizione di équipe

Il legale Petruzzi evidenzia la presenza di un’équipe austriaca presso l’ospedale di Bolzano, giunta per il prelievo di altri organi dal medesimo donatore. La difesa sottolinea la necessità di chiarire l’esatta sequenza temporale degli interventi e le dinamiche di coordinamento tra i diversi team medici coinvolti.

L’indagine mira a stabilire chi abbia operato per primo e se si siano verificate interferenze procedurali durante le fasi di espianto. Il legale non esclude di estendere gli accertamenti a passaggi ancora precedenti, ritenendo fondamentale appurare se la sovrapposizione di équipe abbia contribuito all’errore fatale nella conservazione del cuore destinato al piccolo Domenico.

“Era presente anche una equipe austriaca arrivata a prelevare gli altri organi del donatore. Ora è da capire chi ha prelevato prima, chi ha prelevato dopo, cos’è successo…Si potrebbe andare ancora più indietro: questo è da appurare”, conclude il legale.

L’ inchiesta sulla morte di Domenico entra ora in una fase tecnica cruciale. Gli accertamenti irripetibili e l’analisi dei protocolli di coordinamento tra le diverse équipe internazionali stabiliranno le responsabilità legali. Il dissequestro della salma e i successivi funerali chiuderanno il capitolo del lutto familiare, aprendo quello del procedimento giudiziario per omicidio colposo.

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