I lavoratori dello stabilimento di Caivano hanno scioperato anche oggi, in Piazza Plebiscito, contro la decisione dell’azienda di licenziare 33 dei 129 dipendenti in organico.
La vertenza dei dipendenti Harmont & Blaine approda al Ministero del Lavoro dopo lo sciopero degli addetti di Caivano. I lavoratori hanno manifestato in piazza del Plebiscito contro la decisione aziendale di licenziare 33 dipendenti su 129. Il presidio punta a bloccare i tagli e a ottenere un tavolo istituzionale per salvaguardare i livelli occupazionali dello stabilimento campano. Sulla questione è intervenuto anche Don Maurizio Patriciello, aprendo così a Caivano, la questione lavoro oltre a quella della legalità.
La protesta in Piazza del Plebiscito
Questo pomeriggio, in concomitanza con il tavolo convocato in Prefettura, gli operai Harmont & Blaine hanno organizzato un presidio in piazza del Plebiscito per manifestare contro i tagli al personale. Al termine dell’incontro, il segretario CGIL Napoli e Campania, Raffaele Paudice, e la segretaria generale della Filctem Campania, Lella Messina, hanno rilasciato dure dichiarazioni sulla posizione della proprietà.
“Dopo aver confermato l’ostinata volontà di proseguire con i licenziamenti l’azienda continua a non spiegarci il perché non vuole ricorrere agli ammortizzatori sociali.”, affermano.
L’azienda ha confermato un’ostinata volontà di proseguire con la procedura di licenziamento, chiudendo di fatto ogni spiraglio di trattativa immediata. Il punto di rottura principale riguarda la gestione della crisi: i sindacati denunciano come la dirigenza di Harmont & Blaine continui a non fornire spiegazioni valide sul rifiuto di ricorrere agli ammortizzatori sociali.
Questi strumenti permetterebbero di salvaguardare i livelli occupazionali a Caivano, evitando l’uscita traumatica di 33 dipendenti. La mancanza di apertura verso soluzioni alternative ai licenziamenti collettivi aggrava il clima di tensione sociale, spingendo le sigle sindacali a invocare un intervento risolutivo del Ministero del Lavoro per sbloccare lo stallo e proteggere il futuro delle famiglie coinvolte.

Incontro istituzionale con il Ministero del Lavoro entro 48 ore
I sindacati hanno riferito che il Prefetto, accogliendo le preoccupazioni dei lavoratori, ha mostrato piena disponibilità a contattare il Ministero del Lavoro per sbloccare la delicata trattativa con Harmont & Blaine. L’obiettivo è quello di organizzare un incontro istituzionale a brevissimo termine, auspicabilmente entro le prossime 48 ore, per trovare una soluzione alternativa ai licenziamenti collettivi.
Le sigle sindacali hanno espresso un sentito ringraziamento per l’azione positiva svolta dalla Prefettura, considerata un passo fondamentale per riaprire il dialogo. La speranza dei rappresentanti dei lavoratori è che, una volta raggiunto il tavolo ministeriale, l’azienda possa finalmente tornare a più miti consigli.
Nello specifico, la richiesta dei sindacati è che la proprietà decida di sospendere la procedura di licenziamento per i 33 addetti di Caivano, valutando l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Questo passaggio al Ministero rappresenta l’ultima possibilità per evitare un impatto sociale drammatico sul territorio e garantire la continuità occupazionale attraverso un confronto costruttivo tra le parti sociali e i vertici aziendali.
Sulla vicenda interviene anche Don Maurizio Patriciello
Don Patriciello, parroco di Caivano, ha espresso la sua profonda vicinanza, attraverso i social,ai lavoratori di Harmont & Blaine che temono per il proprio futuro occupazionale. Il sacerdote ha dichiarato di sperare e pregare affinché si giunga rapidamente a una soluzione positiva per la vertenza, definendo impensabile il licenziamento di 32 dipendenti.
“È impensabile licenziare 32 dipendenti. Sono accanto a coloro che in questi giorni stanno tremando per il loro futuro. I sindacati, la regione Campania, il governo, insieme, trovino una soluzione adeguata”, afferma. “La nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Queste care persone chiedono solo di poter continuare a lavorare per mantenere le loro famiglie”, conclude Patriciello.
A Caivano, dunque, dopo la battaglia per la legalità se ne apre un’altra ugualmente importante: quella legata al futuro lavorativo dei 32 dipendenti Harmont & Blaine.


