Operazione condotta con successo tramite il robot da Vinci.
All’ospedale Moscati di Avellino, l’equipe del professor Mario Ardovino ha eseguito un’isterectomia robotica totalmente extravaginale, definita come il primo intervento di questo tipo in Italia. La paziente, affetta da un tumore benigno, è stata operata con successo tramite il robot da Vinci, senza praticare tagli o incisioni sull’addome, garantendo un rapido recupero. E’ il primo intervento di questo tipo eseguito in Italia.
Utilizzato un avanzato sistema robotico
L’azienda ospedaliera ha annunciato l’esecuzione del primo intervento in Italia che combina la tecnica vNotes con l’avanzato sistema robotico da Vinci. La paziente, una donna di 46 anni, soffriva di un tumore benigno all’utero che causava gravi emorragie e un eccezionale aumento della massa, tanto che l’organo aveva raggiunto dimensioni quadruple rispetto alla norma.
L’equipe medica ha optato per una isterectomia totale, procedendo alla rimozione completa dell’utero e alla salpingectomia bilaterale, ovvero l’asportazione di entrambe le tube di Falloppio. Tuttavia, i chirurghi hanno scelto di conservare le ovaie, una decisione fondamentale per garantire alla paziente il mantenimento della naturale funzione ormonale.
L’aspetto straordinario dell’operazione risiede nel metodo. L’utilizzo del robot attraverso gli orifizi naturali ha permesso di intervenire su un organo così voluminoso senza alcuna incisione addominale. Questa innovazione tecnologica rappresenta un traguardo significativo per la chirurgia ginecologica nazionale, riducendo drasticamente i tempi di degenza e il dolore post-operatorio.

Operazione senza alcun taglio grazie alla tecnica all’avanguardia
Il professor Mario Ardovino ha illustrato l’eccezionalità dell’intervento eseguito al Moscati. Evidenziando come la totale assenza di tagli sull’addome rappresenti il tratto distintivo di questa procedura. L’operazione è stata condotta integralmente per via transvaginale, sfruttando la tecnica vNotes, acronimo di vaginal Natural Orifice Transluminal Endoscopic Surgery. Questa metodologia all’avanguardia utilizza gli orifizi naturali del corpo umano per l’inserimento della strumentazione chirurgica, eliminando la necessità di incisioni esterne.
L’integrazione della tecnica con la piattaforma robotica ha potenziato sensibilmente le capacità dell’equipe, garantendo una visione tridimensionale in alta definizione. Ma anche una precisione millimetrica nei movimenti. Secondo quanto spiegato dal primario, tale combinazione tecnologica permette di superare i limiti della chirurgia laparoscopica tradizionale, offrendo una sicurezza operativa superiore anche in casi complessi.
“L’ integrazione con la piattaforma robotica ha consentito una visione tridimensionale ad alta definizione e una precisione millimetrica dei movimenti. La procedura chirurgica è praticata in pochissime strutture altamente specializzate a livello internazionale.”
Ardovino ha inoltre sottolineato che questa specifica procedura chirurgica è attualmente praticata solo in pochissime strutture altamente specializzate a livello internazionale. Il successo dell’intervento non solo conferma l’eccellenza tecnologica del nosocomio avellinese, ma segna un punto di svolta nella chirurgia ginecologica italiana, riducendo drasticamente il trauma fisico per la paziente e ottimizzando i tempi di recupero post-operatorio. “Una frontiera che amplia concretamente le indicazioni della chirurgia mini-invasiva. Il decorso post operatorio non ha fatto registrare alcuna complicanza e la paziente è stata dimessa il giorno dopo in ottime condizioni di salute”, afferma il professore Mario Ardovino.
Rapido il recupero post operatorio
Questa tecnica offre alle pazienti, come afferma il professore, un’opportunità preziosa, specialmente nei casi complessi con uteri voluminosi. L’unione tra accesso transvaginale e tecnologia robotica garantisce, secondo il primario, la massima precisione e sicurezza operativa, riducendo drasticamente l’impatto fisico sull’organismo e favorendo un recupero post-operatorio estremamente rapido. “Unire l’accesso naturale transvaginale alla tecnologia robotica ci consente massima precisione, sicurezza e un impatto minimo sull’organismo”, conclude Ardovino.
L’intervento al Moscati, il primo di questo tipo in Italia, dimostra quanto il nosocomio sia un presidio di eccellenza sul territorio campano.


