Un presidio davanti agli scavi chiede alla direzione del parco di aprire un confronto sulla gestione del servizio guide
Questa mattina centinaia di guide turistiche si sono riunite a piazza Esedra, all’ingresso del Parco Archeologico di Pompei, per protestare contro la decisione della direzione di chiudere la postazione storica loro dedicata. Sullo sfondo della manifestazione, lo striscione con la scritta “I beni culturali non hanno padroni” sintetizza il senso della mobilitazione. In effetti, non si tratta solo di un problema organizzativo, ma di come viene gestita la fruizione di uno dei siti archeologici più visitati al mondo. Secondo gli organizzatori, l’iniziativa è nata per chiedere un tavolo di concertazione con la direzione del parco e ottenere chiarimenti sul futuro delle guide autorizzate. Da decenni queste guide accompagnano i visitatori nelle aree degli scavi. La presidente dell’associazione Guide turistiche Campania, Susy Martire, racconta che inizialmente “non ci sono state date spiegazioni ufficiali”, mentre il direttore del parco avrebbe successivamente chiarito ai giornalisti che l’intento è “internalizzare il servizio”.
La protesta e il simbolismo del presidio
All’ingresso di piazza Esedra le guide hanno allestito anche un manifesto funebre simbolico, che ironicamente annunciava la morte delle “postazioni delle guide turistiche da generazioni al servizio dei visitatori”, attribuendo l’annuncio al “soprintendente di Pompei”. L’azione, spiegano gli organizzatori, è stata pacifica e non ha creato disagi ai turisti. Molti dei turisti si sono fermati a osservare e a chiedere informazioni prima di entrare nel sito. “Chiediamo di aprire il dialogo”, afferma Luana Di Tuoro, segretaria generale Filcams Cgil Napoli e Campania. “Una decisione che elimina una regolamentazione voluta oltre 15 anni fa rischia di peggiorare la qualità del servizio e di creare incertezze per chi opera sul territorio. Se non ci saranno risposte ufficiali nei prossimi giorni, chiederemo l’intervento del prefetto di Napoli”.
Il contesto della decisione
La chiusura della postazione rientra, secondo la direzione del parco, in un progetto di riorganizzazione interna del servizio guide. Per le associazioni di categoria, però, la scelta appare improvvisa e priva di confronto. Paolo Mazzarella, presidente di Confguide Confcommercio Campania, denuncia che “ci è stato tolto il diritto alla parola e non c’è stata alcuna interlocuzione”. Il rischio, sostengono le guide, è che una gestione centralizzata possa ridurre la visibilità e l’autonomia dei professionisti autorizzati. Questo potrebbe compromettere l’esperienza dei visitatori. Intanto, è stato presentato un ricorso al Tar Campania contro la chiusura della postazione. L’udienza è fissata per il 4 marzo, nel tentativo di ottenere la sospensiva del provvedimento.

Reazioni e precisazioni
La presidente Martire prende le distanze da una lettera con minacce e insulti indirizzata al direttore Zuchtriegel, contenente riferimenti a concetti estremi e parole pesanti come “lager” o “razza eletta”. “Confermiamo le ragioni alla base del presidio ma condanniamo chi usa atteggiamenti sbagliati per far valere le proprie ragioni”, spiega Martire. L’episodio evidenzia come, dietro ad una decisione apparentemente tecnica, si annidino questioni di trasparenza, partecipazione e gestione dei beni culturali. Le guide turistiche chiedono di essere ascoltate. Infatti, non solo vogliono tutelare la loro professionalità, ma vogliono anche assicurare che il Parco di Pompei resti un luogo accessibile e organizzato anche dal punto di vista del servizio ai visitatori.


