Chiara fu colpita a morte da una statuina nel settembre 2024 durante una visita ai Quartieri Spagnoli di Napoli.
Gianfranco Jaconis, padre della trentunenne padovana Chiara uccisa da una statuita, ha rilasciato dichiarazioni all’Ansa dopo la sentenza. La giovane turista morì nel settembre 2024 ai Quartieri Spagnoli di Napoli, colpita fatalmente alla testa da un frammento di statuetta caduto dall’alto.
Il Tribunale per i Minorenni di Napoli ha emesso una sentenza che accerta la responsabilità di un minore nella morte di Chiara Jaconis. Secondo il giudice, il ragazzino avrebbe materialmente lasciato cadere la pesante statuetta che ha colpito la turista, confermando l’ipotesi accusatoria degli inquirenti. E mentre il procedimento ai danni dei genitori del ragazzino è ancora aperto, il padre di Chiara chiede giustizia.
I genitori del ragazzino si dichiarano estranei ai fatti
Quando Chiara fu colpita a morte in pieno centro storico, durante una visita ai Quartieri Spagnoli, nel settembre 2024, il ragazzino, aveva 13 anni. Il Tribunale, dunque, emise una sentenza di non luogo a procedere verso il minore. E mentre per gli Inquirenti il ragazzino è responsabile della caduta della mortale statuetta, i suoi genitori continuano a dichiararsi estranei ai fatti. Ai genitori del ragazzino, invece, viene contestata il reato di omessa vigilanza. Nonostante il tredicenne non sia imputabile, i magistrati intendono accertare le responsabilità dei custodi per non aver impedito la caduta della statuetta vigilando sul figlio.

Gianfranco Jaconis: “Genitori ammettano le loro colpe”
Gianfranco Jaconis ha espresso un profondo apprezzamento per l’operato della magistratura, sottolineando come la ricostruzione dei fatti fornita dalla Polizia e dalla Procura sia stata accolta dal giudice in modo inequivocabile. Secondo il padre della vittima, la dinamica dell’incidente non lascia spazio a fraintendimenti o versioni alternative, confermando con chiarezza le responsabilità oggettive dietro la tragica scomparsa di Chiara.
“Da parte nostra rimane l’auspicio che i genitori del ragazzino possano capire finalmente chi c’è dall’altra parte, afferma Gianfranco, e, in un gesto di umanità, decidano di riconoscere le loro colpe, scusandosi per quello che è accaduto”.
E mentre il padre di Chiara, continua chiedere giustizia e un atto umano di “scuse”, è arrivata la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. La Procura di Napoli ha cristallizzato l’accusa di omessa vigilanza a carico dei genitori del minore. Si attende ora la fissazione dell’udienza preliminare, momento in cui il GUP valuterà la solidità dell’impianto probatorio. In tale sede, il giudice dovrà stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti per celebrare un processo.
Domani Chiara avrebbe compiuto 32 anni
Gianfranco Jaconis ha ricordato con dolore che domani, 13 febbraio, Chiara avrebbe compiuto 32 anni. In questa ricorrenza simbolica, il padre ha ribadito con fermezza la sua richiesta di verità e giustizia, confermando l’impegno costante profuso finora affinché le responsabilità della tragica scomparsa della figlia vengano accertate definitivamente.
“Chiedo solo verità e giustizia per mia figlia, come sempre ho fatto finora”.– conclude.


