Agente DDA
Agente della direzione distrettuale antimafia
📍 caserta

11 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Camorra, 21 arresti nel Casertano: indagini sul clan Gagliardi, direttive impartite dal carcere

Ventuno arresti eseguiti dai Carabinieri del reparto territoriale di Mondragone (Caserta) nell’ambito delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli.

Questa mattina, i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su specifica richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) partenopea. L’operazione ha coinvolto complessivamente 21 soggetti, ritenuti a vario titolo responsabili di gravi condotte illecite riconducibile al clan camorristico Gagliardi il cui boss riusciva ad impartire gli ordini da dietro le sbarre.

Il provvedimento ha disposto misure restrittive differenziate in base alle posizioni degli indagati. Per 13 persone si sono aperte le porte del carcere, mentre 5 sono state poste agli arresti domiciliari. Infine, per i restanti 3 indagati è scattato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. L’intervento si inserisce in una più vasta strategia di contrasto alla criminalità organizzata nel territorio campano.

I reati contestati

Al vertice delle imputazioni figura l’associazione a delinquere di stampo camorristico, che funge da asse portante per una serie di attività illecite collegate. Tra queste, spiccano l’estorsione, l’incendio e le minacce, spesso utilizzati come strumenti di controllo e coercizione. Particolare rilevanza assume l’associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, affiancata dalla detenzione e dal porto abusivo di armi. Elementi che confermano l’elevata pericolosità sociale del gruppo. Completano il quadro i reati di ricettazione e lesioni personali, delineando un sistema operativo capace di spaziare dal controllo economico del territorio alla violenza diretta.

L’indagine è stata avviata nel 2023 e ha svelato l’esistenza di unsodalizio di matrice camorristica tra il territorio di Mondragone e zone limitrofe. L’indagine ha delineato il profilo di un gruppo criminale caratterizzato da una spiccata attitudine alla violenza, utilizzata sistematicamente come strumento di coercizione. Attraverso l’intimidazione e l’aggressione fisica, il sodalizio imponeva un regime di assoggettamento volto a paralizzare la libera iniziativa economica e ad assicurarsi il controllo monopolistico delle attività produttive locali ai danni di imprenditori e operatori commerciali.

Uomo in manette
Uomo in manette

Un sodalizio che supera le sbarre

L’assetto organizzativo emerso dalle indagini delinea una struttura criminale stabile e gerarchicamente articolata, identificata come il clan Gagliardi. Questo gruppo rappresenta l’evoluzione e la riorganizzazione delle ceneri dello storico clan La Torre, fazione che per decenni ha esercitato un’egemonia assoluta sul territorio di Mondragone sotto l’influenza della confederazione dei Casalesi. Al vertice del sodalizio figurerebbe un esponente di spicco, figura storica della criminalità locale. Nonostante la sua attuale condizione di detenzione, che lo ha visto escluso dal novero dei destinatari delle odierne misure cautelari, l’uomo avrebbe mantenuto un ruolo decisionale attivo. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il boss sarebbe riuscito a impartire direttive strategiche dal carcere, veicolando ordini a fiancheggiatori di alto profilo rimasti in libertà. Questo canale di comunicazione garantiva la continuità delle attività illecite e la coesione del gruppo, permettendo al clan di rigenerarsi e mantenere il controllo del territorio nonostante la pressione giudiziaria e lo smantellamento delle precedenti consorterie.

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