bosco di capodimonte
Museo di Capodimonte
📍 napoli

10 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Napoli non ricorda da lontano: al Real Bosco di Capodimonte una commemorazione solenne per le Foibe

Cerimonia solenne questa mattina alle ore 10:00 al Real Bosco di Capodimonte per la deposizione della corona di alloro.

Oggi, 10 febbraio 2026, si celebra il 22° anniversario dell’istituzione del “Giorno del Ricordo”, diventato legge dello Stato solo nel 2004 per rompere il lungo silenzio storico su questi eventi. Sono passati circa ottant’anni dalla tragedia delle foibe quando, migliaia di italiani (militari, civili e oppositori politici) furono uccisi dai partigiani jugoslavi guidati da Tito. Molte vittime vennero gettate, spesso ancora vive, in queste cavità profonde che si chiamano, appunto, foibe. Questi eccidi fecero parte di una strategia di “pulizia etnica” e politica volta a consolidare il controllo jugoslavo sui territori contesi.

Napoli commemora una storia che ha vissuto

In occasione del 10 febbraio 2026, il Giorno del Ricordo assume un significato profondo per la città di Napoli, trasformandosi in un momento di solenne riflessione collettiva. Alle ore 10:00, il Real Bosco di Capodimonte ospiterà una cerimonia commemorativa per onorare le vittime delle foibe e il drammatico esodo dei cittadini italiani di Istria, Fiume e Dalmazia.

La cerimonia di oggi intende celebrare non solo il dolore di chi perse la vita nelle cavità carsiche, ma anche lo straordinario legame di solidarietà che si instaurò tra la popolazione napoletana e gli esuli. La deposizione di una corona d’alloro fungerà da ponte ideale tra il passato e il presente, rendendo omaggio alla dignità di un popolo che ha saputo ricostruirsi lontano dalle proprie radici senza dimenticarle.

Targa commemorativa a Capodimonte
Targa commemorativa a Capodimonte

Il ruolo attivo del Real Bosco di Capodimonte

La scelta della location, il Real Bosco di Capodimonte, non è affatto causale. Il luogo, infatti, durante le foibe ebbe un ruolo di fondamentale importanza.

Rappresenta, infatti, un tassello fondamentale della memoria urbana: proprio qui, negli spazi della Fagianeria, sorgeva uno dei più importanti Centri Raccolta Profughi (CRP) del dopoguerra. Questo sito, oggi immerso nella bellezza del parco, fu per anni la casa di centinaia di esuli che, strappati alle proprie terre dal confine orientale, trovarono nel capoluogo campano una nuova possibilità di vita. Molti esuli, poi, rimasero a Napoli stabilmente, integrandosi nel tessuto cittadino e portando con sé tradizioni e storie legate a quel tragico confine orientale.

La deposizione della corona di alloro

La cerimonia solenne che si terrà oggi al Real Bosco di Capodimonte rappresenta un atto di altissimo valore civile per la città di Napoli. Il momento centrale dell’evento sarà la deposizione di una corona d’alloro, un gesto simbolico volto a onorare la memoria delle vittime delle foibe e il sacrificio degli esuli giuliano-dalmati. A testimoniare l’importanza istituzionale della ricorrenza, parteciperanno le massime cariche del territorio: Laura Lieto, Vicesindaco del Comune di Napoli, Michele di Bari, Prefetto di Napoli, numerose autorità civili e rappresentanti delle forze dell’ordine.

Particolare rilievo assume la presenza di Diego Lazzarich, esponente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), che porterà la voce e la memoria storica di chi ha vissuto in prima persona, o attraverso i racconti familiari, il dramma dello sradicamento.

Questo incontro non è solo un rito istituzionale, ma un tributo al Centro Raccolta Profughi che un tempo sorgeva proprio in questi giardini. La presenza congiunta delle istituzioni e delle associazioni degli esuli sottolinea la volontà di Napoli di preservare una pagina di storia nazionale che per troppo tempo è rimasta nell’ombra, ribadendo il ruolo di Capodimonte come luogo di accoglienza e fratellanza.

Una commemorazione umana e sociale

Sebbene le foibe siano geograficamente distanti da Napoli, il legame con il quartiere di Capodimonte è di natura umana e sociale, legato al dramma dell’esodo giuliano-dalmata. La cerimonia di oggi, di conseguenza, non ha solo una funzione commemorativa ma è un occasione per ripercorrere una pagina di storia che la città di Napoli ha vissuto sulla propria pelle.

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