Bonifiche Bagnoli-Coroglio
Bagnoli-Coroglio

7 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

A Bagnoli protesta contro l’America’s Cup: “Niente Coppa, Bagnoli non si tocca”

Residenti e comitati civici in protesta contro la scelta di Napoli come sede della regata internazionale

Una protesta decisa quella andata in scena oggi a Bagnoli, quartiere di Napoli che ospiterà la base logistica dell’America’s Cup. Circa mille manifestanti, tra cui molti cittadini locali, hanno preso parte al corteo che ha attraversato le strade del quartiere. I manifestanti hanno gridato il loro dissenso contro l’organizzazione della celebre regata velica. Lo striscione principale, “Niente Coppa, Bagnoli non si tocca”, è stato il simbolo di un movimento che non vede di buon occhio l’intervento infrastrutturale legato all’evento sportivo internazionale.

Il corteo e la protesta: “Stop ai lavori della vergogna”

L’elemento distintivo della manifestazione è stato il clima di forte opposizione all’idea di un riassetto urbanistico che, secondo i manifestanti, rischia di trasformare Bagnoli in un “parco giochi per ricchi”, a discapito dei residenti storici e della comunità locale. Lo striscione con la scritta “Stop ai lavori della vergogna” ha campeggiato in prima fila, portato da alcuni dei principali attivisti del quartiere. La critica principale è rivolta alla scelta di destinare ingenti risorse alla costruzione delle infrastrutture necessarie per l’America’s Cup.

Le risorse sono ritenute insufficientemente orientate al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. I manifestanti, che hanno in gran parte un legame storico con la zona, temono che l’iniziativa possa non solo sfavorire lo sviluppo di servizi pubblici per i residenti, ma anche aggravare la speculazione edilizia nell’area. Questo avverrebbe senza garantire un adeguato ritorno per la comunità. I messaggi come “Riprendiamoci la città, Napoli non si vende“, “Nessuna Bagnoli senza abitantibasta turistificazione e b&b” e “Coroglio non si tocca” hanno avuto una forte eco tra i partecipanti. Nonostante le forze dell’ordine avessero imposto di fermarsi a Piazza Bagnoli, i manifestanti sono stati determinati a passare per Coroglio. Si tratta di un’area che sentono ancora più vicina alla loro identità e alla storia del quartiere.

America's Cup a Napoli
America’s Cup a Napoli

La voce dei manifestanti: “Basta speculazioni, vogliamo certezze e rispetto”

Come riporta La Repubblica, tra i manifestanti che hanno partecipato al corteo a Bagnoli, non sono mancati appelli forti e diretti contro la progettazione dell’America’s Cup e le opere ad essa legate. “Basta speculazioni, chiediamo certezze e rispetto dei piani con bonifica, spiaggia pubblica e bosco urbano“, hanno dichiarato alcuni dei partecipanti, molti dei quali indossavano mascherine protettive, un chiaro riferimento al caso del sollevamento di polveri sottili registrato dopo l’inizio dei lavori nell’area dell’ex Italsider. La preoccupazione per la salute è una delle tematiche principali sollevate. “Ci stanno avvelenando, stanno devastando il quartiere“, ha gridato un residente al megafono, sollevando preoccupazioni per l’alto numero di casi di tumore in zona e il rischio di inquinamento atmosferico legato ai lavori in corso.

Un corteo pacifico

Sarà un corteo pacifico“, hanno ribadito più volte gli organizzatori a la Repubblica, ma la tensione rimane alta, anche alla luce delle preoccupazioni espresse riguardo alla salute pubblica e al rischio di una nuova speculazione. Secondo i manifestanti, il piano regolatore aveva già previsto la realizzazione di una spiaggia pubblica come compensazione per gli anni di inquinamento dovuti all’acciaieria. Tuttavia, le promesse di risarcimento non si sono mai concretizzate, alimentando il sentimento di sfiducia nei confronti delle istituzioni. L’area di Bagnoli, secondo i manifestanti, è stata abbandonata e dimenticata per troppo tempo, e ora, con i lavori in corso, sembra che gli interessi privati e l’invasione turistica abbiano preso il sopravvento sulle necessità della popolazione locale.

In mattinata, il sindaco e commissario di governo Gaetano Manfredi ha annunciato che il prossimo 13 febbraio verrà firmato l’accordo per le clausole sociali per i lavoratori del territorio. Tuttavia, i manifestanti non sembrano convinti, ribadendo il loro rifiuto verso le scelte “calate dall’alto”. Inoltre, chiedono che le future bonifiche e la gestione dell’area siano fatte sotto il controllo diretto della popolazione locale. Le richieste rimangono chiare: “Bonifica, spiaggia e bosco“, ma soprattutto un no deciso a “cemento, porto di lusso, grandi eventi e grandi opere inutili“.

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