Ylenia Musella
Ylenia Musella

7 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Ylenia Musella uccisa dal fratello Giuseppe: fatale piccola lesione all’aorta, esequie oggi pomeriggio

Il decesso della 22enne è avvenuto a seguito di una coltellata ricevuta dal fratello durante una lite familiare

Una minuscola lesione all’aorta, di appena un millimetro, è risultata fatale per Ylenia Musella, la 22enne uccisa il 4 febbraio scorso nel rione Conocal di Napoli. L’esame autoptico, eseguito nelle scorse ore, ha confermato che la ferita, seppur piccola, ha provocato un’emorragia interna letale. L’avvocato Andrea Fabbozzo, consulente della difesa, ha dichiarato: “Secondo quanto ci riferisce il nostro consulente, che ha preso parte all’esame autoptico, è plausibile ritenere che la ferita riscontrata sulla schiena della povera Ylenia sia stata causata dal lancio del coltello”. L’autopsia ha inoltre rilevato una lesione al polmone, che tuttavia non ha avuto un ruolo determinante nel decesso. La relazione completa sarà depositata entro 60 giorni. Le esequie di Ylenia si terranno oggi alle sedici e trenta nella chiesa Sacra Famiglia, nel rione Luzzatti di Napoli.

Resta in carcere il fratello, Giuseppe Musella

Giuseppe Musella, 28 anni, fratello della vittima, rimane in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Il gip Maria Rosaria Aufieri, non ritenendo credibile la versione fornita dal giovane, ha convalidato il fermo e disposto la permanenza in carcere. Secondo quanto emerso in udienza, il 28enne avrebbe lanciato un grosso coltello contro la sorella durante una lite scoppiata perché la giovane aveva ferito il cane a cui il fratello era molto affezionato. Il coltello si è conficcato nella schiena della 22enne, colpendole il cuore. La difesa aveva chiesto la riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale, sostenendo che non ci fosse l’intento di uccidere. Tuttavia, il gip non ha ritenuto credibile la versione e ha confermato l’accusa più grave.

Ylenia Musella uccisa dal fratello Giuseppe Musella
Ylenia Musella e Giuseppe Musella

Testimoni e dinamica dell’accaduto

Secondo gli avvocati Andrea Fabbozzo e Leopoldo Perone, tre persone avrebbero assistito a quanto accaduto nell’abitazione del rione Conocal. Tra loro anche l’uomo che aveva preso in custodia il cane, subito dopo essere stato ferito dalla vittima. I legali hanno fatto sapere che sono state acquisite anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’ospedale, che documenterebbero l’arrivo di Giuseppe in compagnia di altre persone e, successivamente, il suo allontanamento dopo aver appreso della morte della sorella. Il 28enne si è presentato spontaneamente in Questura prima della mezzanotte del 5 febbraio, accompagnato dal suo legale, e ha reso confessione circa l’accaduto durante un interrogatorio durato circa tre ore davanti alla squadra mobile e al pm Ciro Capasso. L’udienza di convalida del fermo è durata circa quattro ore.

L’esito dell’autopsia e gli sviluppi giudiziari

L’esame autoptico, svolto con la presenza di un consulente della difesa, ha confermato la lesione millimetrica all’aorta come causa principale del decesso. L’accertamento è considerato determinante per comprendere con precisione la dinamica dell’accoltellamento. L’avvocato Fabbozzo ha spiegato: “Per giungere alla compatibilità è necessario attendere gli esiti di tutti gli accertamenti, però è plausibile che la lesione di appena un millimetro riscontrata all’aorta possa essere stata determinata dall’impatto con un coltello lanciato e non impugnato”. Gli sviluppi giudiziari nei prossimi mesi dipenderanno dalla relazione completa dell’autopsia e dalle eventuali testimonianze aggiuntive acquisite dagli inquirenti.

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