Ylenia Musella
Ylenia Musella

7 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Ylenia Musella uccisa a Napoli, la difesa del fratello Giuseppe: “C’è un testimone oculare”

Sarebbe presente una terza persona nell’abitazione al momento dell’accoltellamento. Attesa per la decisione del gip sulla convalida del fermo

Una terza persona avrebbe assistito all’omicidio di Ylenia Musella, la 22enne uccisa con una coltellata nella sua abitazione al rione Conocal di Napoli. A sostenerlo sono i legali del fratello, Giuseppe Musella, 28 anni, fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. La circostanza è emersa nel corso dell’udienza di convalida del fermo, mentre proseguono gli accertamenti della magistratura sulla dinamica dei fatti.

La ricostruzione fornita dalla difesta

Secondo quanto riferito dagli avvocati Leopoldo Perone e Andrea Fabbozzo, che assistono il 28enne, Giuseppe Musella ha confermato davanti al giudice la versione già resa in Questura dopo essersi consegnato spontaneamente alle forze dell’ordine. Il giovane avrebbe raccontato di una lite nata all’interno dell’appartamento di famiglia nel pomeriggio del giorno dell’omicidio. Stando alla ricostruzione difensiva, il primo diverbio sarebbe stato di lieve entità e legato a motivi domestici. La situazione sarebbe poi degenerata nel giro di poco tempo, fino a sfociare in una colluttazione. Durante il parapiglia, Giuseppe Musella avrebbe afferrato un coltello presente in casa e lo avrebbe lanciato verso la sorella, colpendola alla schiena mentre tentava di allontanarsi. La ferita si è rivelata mortale.

Ylenia e Giuseppe Musella
Ylenia e Giuseppe Musella

La presenza di un testimone oculare

Un elemento ritenuto rilevante dalla difesa riguarda la presenza di una terza persona all’interno dell’abitazione. Secondo gli avvocati, si tratterebbe di un uomo che abitualmente aiutava la famiglia nelle faccende domestiche e che avrebbe assistito direttamente alla fase finale della lite, compreso il momento in cui il coltello è stato lanciato. I legali hanno parlato complessivamente di tre persone presenti o coinvolte a vario titolo subito dopo l’aggressione, tra cui anche l’uomo che si sarebbe preso cura del cane di famiglia, rimasto ferito durante la lite. Le dichiarazioni dei testimoni, già in parte acquisite, potrebbero avere un peso nella valutazione complessiva della dinamica da parte degli inquirenti.

I soccorsi e il decesso in ospedale

Dopo l’accoltellamento, Giuseppe Musella si sarebbe reso conto della gravità delle condizioni della sorella. La madre, che vive nella stessa palazzina, è accorsa insieme alla persona presente nell’appartamento. Ylenia Musella è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Villa Betania, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso: il cuore della giovane aveva già smesso di battere. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’ospedale, acquisite agli atti, documentano l’arrivo di Giuseppe Musella insieme ad altre persone e il suo successivo allontanamento dopo aver appreso della morte della sorella.

La concessione e l’udienza di convalida

Diverse ore dopo, poco prima della mezzanotte, il 28enne si è presentato in Questura a Napoli accompagnato dall’avvocato Andrea Fabbozzo. Nel corso di un interrogatorio durato circa tre ore, ha reso una confessione davanti agli agenti della squadra mobile e al pubblico ministero Ciro Capasso. L’udienza di convalida del fermo, svoltasi nelle ore successive, è durata circa quattro ore. Durante il confronto con il giudice, Giuseppe Musella avrebbe ribadito il proprio racconto, mostrando uno stato emotivo definito dai legali come profondamente provato. “Mi ha detto che non gli importava del processo, perché non avrebbe più rivisto sua sorella”, ha riferito l’avvocato Perone.

Autopsia e attesa per la decisione

Nel frattempo è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Ylenia Musella, alla presenza di un consulente della difesa. L’esame autoptico viene considerato un passaggio fondamentale per chiarire la dinamica dell’accoltellamento, in particolare la traiettoria e la forza del colpo inferto. Ora si attende la decisione del giudice per le indagini preliminari Maria Rosaria Aufieri, chiamata a pronunciarsi sulla convalida del fermo e sull’eventuale misura cautelare da applicare nei confronti di Giuseppe Musella. L’inchiesta prosegue per fare piena luce su una vicenda che ha scosso profondamente il quartiere e l’intera città.

La versione di Giuseppe Musella

Secondo quanto riportato da Fanpage, Giuseppe Musella ha fornito davanti al giudice per le indagini preliminari una ricostruzione dei fatti in parte più articolata rispetto a quella iniziale. Dopo l’ennesimo litigio con la sorella, il 28enne avrebbe riferito di essersi allontanato momentaneamente andando in bagno. Da lì avrebbe sentito il cane guaire dalla strada e, capendo che Ylenia lo stava picchiando, sarebbe uscito di casa. In quel momento, sempre secondo il suo racconto, avrebbe lanciato un coltello da cucina verso la sorella, convinto di non colpirla. “Non pensavo che l’avrei mai presa”, avrebbe detto tra le lacrime al gip. Il ferimento mortale sarebbe avvenuto all’esterno dell’abitazione, tra i palazzi del parco Conocal, nel quartiere Ponticelli, e sarebbe stato visto anche da un testimone oculare.

Inoltre, Musella avrebbe parlato di una distanza di quattro o cinque metri al momento del lancio del coltello, un elemento che dovrà essere verificato dall’autopsia, incaricata di chiarire se la ferita sia compatibile con un colpo inferto a distanza o con un’azione più ravvicinata.

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