Restauratore a lavoro Villa di Poppea Oplontis
Restauratore a lavoro Villa di Poppea Oplontis dal sito pompeiisites.org
📍 Torre Annunziata

6 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Apre al pubblico il nuovo scavo della villa di Poppea

Nuovi importanti rinvenimenti presso il sito di Oplontis a Torre Annunziata potranno essere ammirati ogni giovedì a partire dal 12 febbraio.

Nuovi tesori emergono dagli scavi della Villa di Poppea a Oplontis. Tra i reperti spiccano maschere di scena, affreschi di pavoni dai colori intatti e impronte di alberi. Questi raffinati ambienti, appartenenti alla dimora della seconda moglie di Nerone, preservati dalla cenere vesuviana, sono ora visibili al pubblico direttamente in cantiere. Un’occasione unica per ammirare la magnificenza romana a Torre Annunziata.

Cantiere visitabile dal 12 febbraio dalle 10:30 alle 12:00

Dal 12 febbraio, la Villa di Poppea a Torre Annunziata apre eccezionalmente le porte del suo cantiere. Ogni giovedì, dalle 10:30 alle 12:00, piccoli gruppi di massimo 10 visitatori potranno osservare da vicino le delicate operazioni di scavo e restauro.

Accompagnati dal personale del Parco, i partecipanti entreranno nel celebre Salone della Maschera e del Pavone. Sarà un’opportunità rara per ammirare “dal vivo” il recupero di raffinati affreschi in secondo stile, rimasti protetti per secoli sotto la cenere. Un’esperienza immersiva che trasforma la visita archeologica in un incontro diretto con la storia che riemerge.

Oplontis e Spolettificio: un nuovo polo per la cultura

Il cantiere di scavo presso la Villa di Poppea nasce con l’obiettivo strategico di risolvere criticità conservative e definire lo sviluppo del settore ovest, adiacente a via dei Sepolcri. Oltre alla tutela, l’intervento rappresenta una straordinaria operazione di valorizzazione urbana e archeologica.

Le indagini attuali permetteranno di creare un collegamento diretto con il limitrofo Spolettificio Borbonico. Quest’area sarà oggetto di una profonda trasformazione, destinata a ospitare futuri percorsi museali, depositi visitabili e servizi innovativi. Si delinea così una nuova visione del sito di Oplontis, sempre più integrato nel tessuto cittadino e proiettato verso standard espositivi d’avanguardia.

Villa di Poppea Oplonti (Torre annunziata)
oplonti-villa-poppea dal sito degli scavi di pompei

Oplontis: i nuovi tesori tra miti teatrali e giardini ritrovati

Le recenti indagini archeologiche presso la Villa di Poppea hanno restituito reperti di eccezionale valore artistico e scientifico. Tra le scoperte più affascinanti spicca il rinvenimento di una splendida figura di pavonessa, perfettamente integra. L’immagine appare speculare a quella di un pavone maschio già individuato sulla stessa parete, completando una decorazione pittorica di rara raffinatezza.

Di grande interesse è anche il recupero di frammenti ceramici e pittorici raffiguranti una maschera scenica. A differenza di altre maschere rinvenute in precedenza, chiaramente ispirate alla Tragedia, questa nuova figura è riconducibile ai personaggi della Commedia Atellana, un’antica forma di teatro popolare italico. Questo dettaglio suggerisce una complessa stratificazione culturale e una varietà di gusti artistici all’interno della dimora imperiale.

Oltre alle decorazioni, lo scavo ha rivelato segreti legati alla natura. Attraverso la meticolosa tecnica dei calchi, sono state identificate le impronte degli alberi che ornavano l’antico giardino. I tronchi seguivano uno schema ornamentale preciso che raddoppiava visivamente il colonnato meridionale, creando un sofisticato gioco di prospettive già noto in alcune lussuose domus pompeiane. Questi elementi confermano la grandiosità architettonica di Oplontis e la cura maniacale per l’armonia tra paesaggio e architettura.

Nuove scoperte e l’arte dei cubicula

Le recenti attività di indagine archeologica hanno segnato un punto di svolta per la Villa di Poppea, portando alla luce quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai novantanove già censiti. Parallelamente allo scavo, è in corso un meticoloso intervento di restauro focalizzato su due cubicula situati nell’area sud-occidentale. Questi piccoli e intimi ambienti, concepiti originariamente come zone di riposo, si rivelano dei veri gioielli dell’antichità. La loro decorazione è straordinariamente ricca: stucchi raffinati, pareti affrescate e volte dipinte si fondono con mosaici pavimentali di rara bellezza. L’analisi degli apparati pittorici, inoltre, ha rivelato l’impiego di una tavolozza cromatica estremamente variegata e preziosa, che include l’uso del celebre blu egizio.

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