mozzarella di bufala Campana DOP
mozzarella di bufala Campana DOP

4 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Turismo, il Consorzio della mozzarella di bufala Campana DOP porta alla Bit la storia dei Borbone

Alla Fiera di Milano, il Consorzio presenta la mozzarella di bufala Campana DOP e il suo legame con il territorio attraverso documenti storici e percorsi turistici

Il debutto alla Bit e l’epoca borbonica

Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP fa il suo esordio alla Borsa Internazionale del Turismo (Bit) di Milano, presentando non solo il prodotto gastronomico ma anche la sua storia secolare. Lo stand del Consorzio, allestito nel Padiglione 11 (H45), propone ai visitatori un viaggio nell’epoca borbonica attraverso documenti storici e pannelli espositivi, realizzati in collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del Ministero della Cultura.

La mostra, intitolata La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone, è in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato della Reggia di Caserta. Il percorso espositivo ripercorre la storia della mozzarella di bufala dal Settecento, quando la sua produzione e commercializzazione iniziarono a espandersi, attraverso manoscritti, registri contabili e documenti che descrivono tecniche di trasformazione del latte e regole di allevamento che anticipano i moderni disciplinari di produzione. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta, centro strategico della gestione delle bufale.

Mozzarella di bufala e promozione del territorio

L’iniziativa del Consorzio non si limita a valorizzare la storia del prodotto, ma punta a promuovere il turismo legato alla denominazione di origine protetta. «Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura», afferma il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo.

Secondo il direttore Pier Maria Saccani, l’enogastronomia rappresenta un fattore determinante nella scelta delle mete turistiche. «I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione», aggiunge.

Lo stand integra la ricostruzione storica con una gallery fotografica che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche delle aree di produzione della mozzarella Dop, che comprendono gran parte della Campania, il basso Lazio e parte della provincia di Foggia.

Mozzarella di bufala
Mozzarella di bufala

Collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta

La collaborazione tra il Consorzio e l’Archivio di Stato di Caserta ha permesso di rendere accessibile al grande pubblico un patrimonio storico spesso poco conosciuto. «La ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze», dichiara la direttrice dell’Archivio di Stato, Fortunata Manzi.

L’iniziativa conferma come il patrimonio storico e culturale, unito alla valorizzazione di prodotti agroalimentari di eccellenza, possa costituire un volano per il turismo esperienziale. I visitatori della Bit potranno così conoscere non solo la mozzarella di bufala campana DOP, ma anche l’evoluzione dell’allevamento e della gastronomia della regione, inserite in un contesto storico e artistico unico.

Il ruolo del turismo enogastronomico

Il Consorzio intende rafforzare la connessione tra turismo e territorio attraverso itinerari dedicati alla scoperta dei luoghi della produzione della mozzarella, unendo la dimensione culturale, naturalistica e gastronomica. Questo approccio risponde alle nuove esigenze dei viaggiatori, sempre più orientati verso esperienze autentiche e legate alla storia e all’identità dei luoghi visitati.

L’iniziativa alla Bit rappresenta quindi un momento di visibilità strategico per il Consorzio e per la Campania, contribuendo a promuovere un prodotto simbolo del Made in Italy e a valorizzare la memoria storica della regione.

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