Tari Napoli 2025
Gettare dei rifiuti
📍 Napoli

3 Febbraio 2026

Redazione Il Campano

Uil: Napoli tra le dieci città italiane con la Tari più alta nel 2025

Secondo lo studio del sindacato, il capoluogo campano è al nono posto con una spesa media di 499 euro. Caserta la meno cara in Campania

Napoli continua a fare i conti con una delle voci di spesa più sentite dalle famiglie: la Tari. Secondo un’analisi condotta dalla UIL, il capoluogo partenopeo rientra stabilmente tra le dieci città italiane in cui la tassa sui rifiuti pesa di più sui bilanci domestici. Un dato che, al di là delle classifiche, racconta una difficoltà concreta e quotidiana, soprattutto in una fase storica segnata da inflazione, caro-vita e redditi che faticano a crescere.

Napoli nella top ten delle città più care per la Tari

Lo studio, curato dal Servizio Stato sociale, politiche fiscali e previdenziali della UIL, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, ha analizzato l’andamento della Tari dal 2020 al 2025. Il risultato è chiaro: Napoli si colloca al nono posto nella graduatoria nazionale delle città più care.

Nel 2025 una famiglia napoletana ha sostenuto una spesa media di 499 euro per la tassa sui rifiuti. Una cifra che non raggiunge i picchi registrati in altri territori, ma che resta comunque elevata se rapportata al reddito medio e al contesto socioeconomico della città. In testa alla classifica nazionale c’è Pisa, con una Tari che sfiora i 650 euro annui, seguita da Brindisi e Pistoia. Napoli non guida la graduatoria, ma continua a muoversi nella parte alta, senza segnali di un’inversione strutturale.

Tassa TARI
Tassa TARI

Una tassa che pesa sul quotidiano

Dietro i numeri, però, ci sono le famiglie. Per molti nuclei, 500 euro l’anno non sono una spesa marginale, ma un esborso che si somma a bollette, affitti, mutui e spese alimentari in costante aumento. La Tari, a differenza di altre imposte, viene percepita come particolarmente gravosa perché legata a un servizio che, agli occhi di molti cittadini, non sempre appare proporzionato al costo sostenuto.

A Napoli, il tema della gestione dei rifiuti è storicamente sensibile. Negli anni si sono alternati miglioramenti e criticità, ma la percezione diffusa è che il peso economico continui a ricadere in modo consistente sulle famiglie, soprattutto su quelle a reddito medio-basso.

Il quadro campano: nessun capoluogo tra i più “virtuosi”

L’analisi della UIL evidenzia anche un dato regionale significativo: nessun capoluogo della Campania rientra tra le città italiane dove la Tari è più bassa. Questo significa che, pur con differenze interne, l’intera regione si colloca su livelli medio-alti di costo del servizio rifiuti.

A Benevento, nel 2025, una famiglia ha pagato in media 481 euro, con un incremento di sette euro rispetto all’anno precedente. Un aumento contenuto, ma che conferma una tendenza al rialzo costante.

Ad Avellino la situazione appare meno gravosa in termini assoluti, con una Tari media di 336 euro, ma anche qui si registra un aumento significativo: 13 euro in più rispetto al 2024. Un segnale che indica come, anche nei centri più piccoli, il costo del servizio sia tutt’altro che stabile.

Caserta la meno cara, ma Salerno corre

Tra i capoluoghi campani, Caserta risulta la città dove la Tari pesa meno, con una tariffa media di 313 euro. Un dato che la rende la realtà più “leggera” della regione sul fronte della tassa rifiuti, pur restando distante dalle città italiane più virtuose a livello nazionale.

Situazione ben diversa a Salerno, dove il dato del 2025 segna un salto evidente: 456 euro contro i 409 euro del 2024. Un aumento netto che avvicina il capoluogo salernitano ai livelli di Napoli e Benevento, alimentando il malcontento dei contribuenti e aprendo interrogativi sulla sostenibilità futura delle tariffe.

soldi
Un po’ di contanti

Una pressione fiscale che non arretra

Il quadro complessivo restituito dallo studio UIL parla di una pressione fiscale ancora alta sul fronte della Tari, soprattutto nei grandi centri urbani. Napoli, pur non essendo la città più cara d’Italia, resta stabilmente nella fascia alta della classifica, senza che negli ultimi anni si siano registrati cali significativi.

Secondo il sindacato, questo scenario riflette difficoltà strutturali nella gestione del servizio: costi operativi elevati, complessità organizzative, ritardi negli impianti e una raccolta differenziata che, pur migliorata, non riesce ancora a produrre un abbattimento sensibile delle tariffe per i cittadini.

Il nodo irrisolto tra costi e qualità del servizio

La questione centrale, per molte famiglie, non è solo quanto si paga, ma cosa si riceve in cambio. La Tari continua a essere una delle imposte più discusse proprio perché lega direttamente il costo a un servizio essenziale, visibile ogni giorno. Quando la percezione della qualità non cresce allo stesso ritmo delle tariffe, il malcontento diventa inevitabile.

Napoli si conferma così una città dove la gestione dei rifiuti resta un tema economico, sociale e politico insieme. I dati UIL non raccontano solo una classifica, ma fotografano una difficoltà strutturale che continua a gravare sui bilanci familiari e che, senza interventi incisivi, rischia di rimanere una costante anche negli anni a venire.

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