Candelora Mercogliano
Foto: Facebook Abbazia S. Maria di Montevergine
📍 Mercogliano

2 Febbraio 2026

Redazione Il Campano

Candelora, a Mercogliano la messa per l’inclusione nella chiesa di don Vitaliano

Montevergine isolata per la frana, la celebrazione si sposta all’Annunziata. Per la prima volta le letture affidate all’associazione trans Napoli. Don Della Sala: «Condivisione e convivenza pacifica»

La frana che lo scorso novembre ha isolato il Santuario di Montevergine non ha fermato la Candelora. Anzi, ha trasformato una difficoltà logistica in un’occasione di incontro dal forte valore simbolico. Centinaia di fedeli provenienti da tutta la Campania hanno risposto all’invito di Vitaliano Della Sala, riunendosi in preghiera nella chiesa dell’Annunziata di Mercogliano. Una celebrazione che, oltre a custodire la tradizione, ha assunto quest’anno un significato esplicitamente inclusivo.

La Candelora fuori dal Santuario di Montevergine

L’impossibilità di raggiungere il Santuario, isolato dalla frana verificatasi il 26 novembre scorso, ha imposto lo spostamento della celebrazione. Ma il cambio di luogo non ha ridotto la partecipazione né l’intensità del rito. La chiesa dell’Annunziata ha accolto una comunità ampia e composita, confermando quanto la Candelora resti, per molti, un appuntamento identitario e profondamente sentito.

La funzione si è svolta in un clima raccolto ma vivo, mantenendo il legame con una tradizione secolare che ogni anno richiama pellegrini, devoti e curiosi da tutta la regione.

Candelora Mercogliano
Foto: Facebook Abbazia S. Maria di Montevergine

La Juta di Montevergine e la presenza della comunità Lgbt+

Tra i partecipanti, numerosa come da tradizione, la presenza della comunità Lgbt+, storicamente legata alla Juta di Montevergine, rito popolare che intreccia fede, devozione mariana e identità personali. Un legame che affonda le radici in decenni di storia e che ha reso Montevergine un luogo simbolico, spesso al centro di dibattiti, incomprensioni e tentativi di dialogo.

Anche quest’anno, nonostante l’assenza fisica dal Santuario, quella presenza non è venuta meno.

Le letture affidate all’Associazione Trans Napoli

A segnare in modo netto la celebrazione è stata una scelta senza precedenti: per la prima volta, le letture sacre dall’altare sono state affidate a esponenti dell’Associazione Trans Napoli. Un gesto simbolico, rivendicato apertamente da don Della Sala come «un passo importante verso l’inclusione».

«Il senso della festa è la condivisione e la convivenza pacifica», ha spiegato il sacerdote, richiamando la necessità di contrastare «ipocrisia, cattiverie e abusi», anche all’interno delle comunità religiose. Parole che hanno trasformato la celebrazione in un messaggio esplicito, destinato ad andare oltre il singolo rito.

La celebrazione al Santuario, in solitudine

Parallelamente, al Santuario di Montevergine l’abate Riccardo Luca Guariglia ha celebrato la messa della Candelora in assenza di fedeli, impartendo la tradizionale benedizione delle candele. Una funzione segnata dal silenzio e dall’isolamento, ma resa accessibile attraverso la diretta delle emittenti Telenostra e Primativvù, permettendo ai devoti di seguire comunque il rito.

Oltre l’emergenza, un segnale che interroga

La Candelora celebrata a Mercogliano ha assunto così un doppio valore: risposta concreta a un’emergenza territoriale e, al tempo stesso, segnale forte sul piano simbolico. La scelta di affidare le letture a rappresentanti dell’associazione trans ha riacceso il dibattito sul rapporto tra Chiesa, tradizione e inclusione, collocando la Candelora 2026 dentro una riflessione più ampia sul presente.

In un tempo segnato da frane fisiche e fratture sociali, la messa all’Annunziata ha provato a costruire un ponte: tra luoghi diversi, identità differenti e una comunità che, anche lontano dal suo santuario, continua a interrogarsi su cosa significhi davvero accoglienza.

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