Interventi finanziati dal Pnrr per il recupero e la valorizzazione delle strutture idrauliche storiche della Reggia di Caserta
I lavori per il recupero e la valorizzazione dell’Acquedotto Carolino e delle Sorgenti del Fizzo, progettati dalla Reggia di Caserta, sono ufficialmente iniziati. Gli interventi rientrano nel Piano nazionale Ripresa e Resilienza (Pnrr) e prevedono un investimento complessivo di 25 milioni di euro. Il programma di interventi comprende quattro linee principali, tutte approvate. Queste riguardano: il sistema di irrigazione dei Giardini Reali e la rigenerazione delle praterie del Parco reale; il restauro, recupero e valorizzazione della Via d’acqua; la tutela del Bosco e delle strutture architettoniche della Reale Tenuta di San Silvestro; il recupero e la valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino.
Negli ultimi giorni sono iniziati i lavori finalizzati al recupero e alla valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino, oltre che delle aree paesaggistiche di pertinenza storica delle fonti.
L’Acquedotto Carolino: storia e caratteristiche
L’Acquedotto Carolino è una delle opere di ingegneria idraulica più importanti realizzate dai Borbone. La sua funzione principale era quella di garantire l’approvvigionamento idrico della città in sviluppo intorno alla Reggia e di potenziare l’alimentazione idrica di Napoli. Allo stesso tempo, l’acquedotto serviva a rifornire le fontane e i giochi d’acqua dei Giardini Reali della Reggia di Caserta.
Il condotto, lungo circa 38 chilometri, è interrato per quasi tutta la sua estensione, eccetto le parti che attraversano il ponte Carlo III a Moiano, quello di Durazzano e i ponti della Valle a Valle di Maddaloni. Lungo il percorso sono presenti 67 torrini, utilizzati come sfiatatoi e punti di accesso per ispezioni e manutenzione.

Le dichiarazioni della direzione della Reggia
Secondo Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta, l’Acquedotto Carolino rappresenta “uno dei temi prioritari da affrontare, non solo per il suo valore storico e paesaggistico, ma anche come infrastruttura strategica a lungo trascurata dal punto di vista tecnico e amministrativo“.
Maffei ha sottolineato che la gestione dell’acquedotto ha evidenziato “un deficit di conoscenza, monitoraggio e governo del sistema“, un problema reso più urgente dalle criticità legate alla crisi idrica. “Oggi, grazie ai finanziamenti Pnrr – ha aggiunto – possiamo trasformare un’esigenza storicamente riconosciuta in un programma strutturato di indagini, rilievi, progettazione e interventi“.
La direttrice ha evidenziato l’importanza di un approccio scientifico e sistematico. “I problemi accumulati in decenni non si risolvono con soluzioni estemporanee, ma con studio, verifiche, atti formali e cantieri. Solo attraverso una conoscenza reale e scientificamente fondata è possibile garantire una gestione efficace“.
Obiettivi dei lavori
Il progetto mira a garantire la tutela e la funzionalità durature dell’acquedotto e delle sorgenti, contribuendo anche a prevenire usi impropri e prelievi non autorizzati della risorsa idrica. Gli interventi intendono rafforzare la consapevolezza pubblica e la responsabilità collettiva verso la conservazione dell’ecosistema circostante.
Inoltre, il recupero e la valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino integrano la tutela del patrimonio storico con la promozione del paesaggio e del turismo culturale, offrendo nuove opportunità di fruizione sostenibile per cittadini e visitatori.


