Il Prefetto di Castellammare di Stabia ha nominato la commissione d’accesso al Comune per rischio di infiltrazioni camorristiche.
Questa mattina il Prefetto di Castellammare di Stabia Michele di Bari, su delega del Ministro dell’Interno, ha nominato la Commissione d’accesso al Comune per verificare la presenza di eventuali infiltrazioni camorristiche all’interno dell’amministrazione di centro sinistra. La decisione è arrivata dopo mesi di indagini della DDA che hanno aperto diversi filoni di inchiesta sul Comune di Castellammare di Stabia.
L’obiettivo della commissione, che durerà tre mesi prorogabili, è verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione o collegamenti con la criminalità organizzata nell’apparato amministrativo locale, attraverso un’analisi degli atti e delle procedure comunali.

Le parole di Sangiuliano
L’ex ministo della Cultura e attuale capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Sangiuliano, ha sollevato il caso delle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella vita amministrativa del Comune di Castellammare di Stabia. “A Castellammare si stanno consumando fatti gravissimi sul terreno delle infiltrazioni criminali nella politica di sinistra, sullo strapotere dei clan che si sono saldati con la sinistra stabiese. L’opportuna azione della magistratura sta mettendo a nudo uno spaccato inquietante. Se fosse successo in una città governata dal centrodestra sarebbe un eclatante caso nazionale. Mentre in questo caso il giornalismo d’inchiesta tace” ha dichiarato il capogruppo.
Sangiuliano ha invitato le istituzioni a considerare misure simili a quelle intraprese a Torre Annunziata, plaudendo alla commissione di accesso sebbene tardiva. Per l’ex ministro però non basta questa soluzione. “Stupefacente la lacerazione politica interna al Pd con un sindaco (voluto dal Partito Democratico) che non vuole dimettersi e che viene duramente attaccato dagli esponenti nazionali del suo partito di riferimento” ha attaccato Sangiuliano. “Quando si va alle elezioni con 14 liste civiche, pur di vincere, che raccolgono di tutto, queste sono le conseguenze. Il filtro dei partiti in una democrazia dovrebbe essere garanzia” conclude il capogruppo.
Le infiltrazioni camorristiche nel comune di Castellammare
Negli ultimi anni la provincia stabiese è stata spesso al centro di indagini per legami tra amministratori pubblici e gruppi criminali: ad esempio il clan D’Alessandro, storico sodalizio camorristico della zona, è stato protagonista di inchieste della Direzione distrettuale antimafia che hanno portato all’arresto di esponenti per estorsione e altri reati gravi.
Già nelle scorse settimane la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli aveva avviato indagini che hanno coinvolto due consiglieri comunali di maggioranza: uno di questi, Gennaro Oscurato, è indagato per concorso esterno in associazione camorristica e si è dimesso dall’incarico. Analoga decisione ha riguardato anche un altro consigliere, legato per rapporti familiari o professionali a soggetti indagati dalla DDA.
Un’inchiesta dell’Antimafia aveva inoltre documentato il controllo del clan su servizi pubblici locali, come quello delle ambulanze del 118, gestito tramite una società di facciata che imponeva minacce agli imprenditori concorrenti, evidenziando un livello di interferenza criminale non solo economico ma anche nella sfera dei servizi essenziali.
La lotta alla criminalità organizzata
Le ombre della criminalità organizzata continuano a creare dibattiti sulla località delle amministrazioni locali e degli enti campani. La camorra continua ad influenzare la vita politica e amministrativa delle città della Regione.
Il sindaco Luigi Vicinanza, alla guida dell’amministrazione, ha accolto la decisione della commissione d’accesso con una nota di “massima serenità e senso delle istituzioni”, ribadendo la volontà di cooperare con Prefettura, magistratura e forze dell’ordine per “rafforzare la fiducia dei cittadini”.


