La giovane, originaria di Avellino, faceva parte di un gruppo di campeggiatori travolti dalla frana a Mount Maunganui
Il corpo di Sharon Maccanico, la quindicenne originaria di Avellino dispersa nella frana che giovedì scorso ha travolto un campeggio a Mount Maunganui, in Nuova Zelanda, è stato ritrovato. La giovane, che si era trasferita con la famiglia ad Auckland da quando era piccola, faceva parte di un gruppo di campeggiatori travolti da una frana improvvisa. La notizia del ritrovamento, che ha confermato i timori dei familiari, arriva dopo il rinvenimento del corpo del fidanzato della ragazza, Max Furse-Kee.
La tragedia di Mount Maunganui
La frana, che ha colpito il campeggio Beachside a Mount Maunganui, nel nord dell’isola, ha provocato la morte di diversi giovani. Sharon Maccanico era tra le persone che risultavano disperse dopo l’incidente. La giovane, campionessa mondiale di hip-hop, viveva da anni con la sua famiglia ad Auckland, città in cui si era trasferita da piccola. I soccorsi avevano avviato subito le ricerche dopo il disastro, ma solo nei giorni successivi è stato possibile recuperare i corpi delle vittime. Le autorità locali hanno confermato l’identificazione di Sharon, trovata vicino al corpo del fidanzato, Max Furse-Kee, dopo aver eseguito gli accertamenti medico-legali con la collaborazione di patologi e odontoiatri forensi.

Il dolore della famiglia
La notizia del ritrovamento del corpo di Sharon ha gettato nello sconforto la famiglia Maccanico, che vive ad Avellino, in frazione Picarelli. “Siamo straziati”, hanno dichiarato i parenti della ragazza, che hanno appreso della tragica fine della giovane attraverso i media internazionali. La loro speranza di riabbracciare Sharon viva si è infranta definitivamente con il ritrovamento dei corpi. Sharon era molto conosciuta per la sua passione per la danza e per i suoi successi nelle competizioni di hip-hop, che l’avevano portata a farsi notare a livello mondiale.
Cosa è successo
La frana che ha travolto il campeggio Beachside a Mount Maunganui ha seppellito e sommerso un blocco docce e i camper parcheggiati all’interno della struttura turistica, zona nella quale si trovava Sharon Maccanico al momento dell’improvviso disastro. L’ondata di fango ha inghiottito tutto, riducendo in macerie gran parte del campeggio, dove si trovavano diversi giovani turisti. Le operazioni di recupero, sebbene avviate prontamente, sono state rese particolarmente lente a causa delle difficili condizioni del terreno e della necessità di un’accurata ricerca. La Farnesina, attraverso un comunicato, aveva informato che le autorità locali stavano procedendo con “particolare cura e attenzione” nelle ricerche dei dispersi, un aspetto che, purtroppo, ha contribuito a rallentare i tempi di recupero.
Un funzionario dell’Ambasciata italiana era presente sul posto per offrire supporto alla famiglia di Sharon, mentre alcuni parenti si stavano organizzando per raggiungere la Nuova Zelanda, seguendo le operazioni di ricerca. Dopo una settimana di speranza e apprensione, i soccorritori hanno trovato i corpi di Sharon e Max Furse-Kee, il fidanzato della ragazza, sepolti tra i detriti. La tragica conclusione ha spezzato definitivamente le speranze di ritrovare i due giovani vivi, alimentate dal lungo periodo di ricerche.
La morte di Sharon ha suscitato un profondo cordoglio nella sua comunità di origine, Picarelli, che ha seguito con angoscia le notizie provenienti dalla Nuova Zelanda. La giovane, campionessa internazionale di hip-hop, lascia un vuoto incolmabile tra i suoi familiari e amici.


