L’aumento probabile della tassa di soggiorno a Napoli ha fatto registrare già un calo dei turisti nel capoluogo campano.
Continua il dibattito sull’aumento della tassa di soggiorno nella città di Napoli. L’imposta che i visitatori e turisti pagano per ogni notte che soggiornano nelle strutture ricettive potrebbe avere un aumento. Il Comune sta valutando, nel corso del 2026, un possibile aumento della misura fino a un euro in più per pernottamento rispetto alle tariffe attuali. L’obiettivo è quello di rafforzare le entrate necessarie per sostenere i costi del turismo e del recente fenomeno dell’overtourism.
Al momento, le tariffe della tassa di soggiorno a Napoli sono differenziate in base alla tipologia di alloggio: 3 euro per gli hotel a una stella fino a 5 euro per quelli a quattro o cinque. I B&B, affittacamere e locazioni turistiche pagano invece 4,50€ o 5€ a seconda della categoria di appartenenza. Per l’anno del Giubileo, lo scorso anno, gli hotel avevano applicato una tariffa di 6euro in via straordinaria. I prezzi già nel 2025 hanno visto un incremento di circa un euro rispetto al 2024 ed è probabile che continuino ad aumentare per il 2026.

Possibile aumento della tassa di soggiorno
La discussione sull’aumento della tassa di soggiorno è emersa a Palazzo San Giacomo nell’ambito del bilancio del turismo. Alla riunione hanno partecipato anche le associazioni di categoria tra cui Federalberghi, Abbac e altri operatori del settore. L’ipotesi potrebbe essere un incremento graduale di un euro per ogni categoria ricettiva, mettendo però un tetto massimo di sei euro a notte a persona.
Per il Comune di Napoli la tassa di soggiorno rappresenta una risorsa fondamentale per il bilancio. Nel 2025 il gettito ha superato i 20 milioni di euro e costituisce un contributo significativo per la gestione di servizi urbani e per gli investimenti legati a eventi internazionali come il Giro d’Italia o l’America’s Cup, che si terranno in città nei prossimi anni.
Le opposizioni da parte delle associazioni di categoria
L’ipotesi di un aumento della tassa di soggiorno per la città di Napoli trova l’opposizione di alcune associazioni di categoria. L’Abbac, associazione dei gestori di affittacamere e B&B, ha espresso preoccupazione per l’effetto che un costo maggiore potrebbe avere sui flussi turistici, che, secondo l’associazione, sono già in calo rispetto agli anni precedenti nonostante i numeri da overtourism di Napoli. I rappresentanti del settore chiedono che, se l’aumento dovesse essere confermato, sia gravato soprattutto sulle strutture di lusso, piuttosto che sulle piccole realtà ricettive.
Per altri invece l’aumento della tassa di soggiorno potrebbe migliorare i servizi turistici e dell’accoglienza oltre che delle infrastrutture cittadine come il trasporto pubblico. Del resto, per far fronte ai crescenti numeri del turismo degli ultimi anni post-Covid, molte città italiane ed europee hanno introdotto degli aumenti dell’imposta di soggiorno in risposta ai grandi flussi.
L’aumento dell’imposta nel resto d’Europa
L’overtourism dunque impone una scelta radicale sull’aumento dell’imposta di soggiorno per migliorare i servizi di accoglienza. A Roma ad esempio gli hotel a 5 stelle sono arrivati a 10 euro a notte, così come a Milano dove anche quelli a 4 stelle costano 10 euro a notte per il soggiorno. Città come Firenze, Milano e Venezia hanno registrato negli ultimi anni incassi record dalla tassa di soggiorno, con Firenze in cima alla classifica italiana grazie a quasi 77 milioni di euro nel 2024.
In Italia, gli aumenti sono stati concessi dalla Legge di Bilancio del 2024 in previsione dell’anno giubilare del 2025. La misura è stata poi prorogata per il 2026 con il decreto Anticipi. Il limite previsto dalla legge era 5 euro a patto che il 30% del gettito sia riservato allo stato. Ora con le Olimpiadi invernali ci sarà un ulteriore aumento nelle città entro trenta chilometri dai siti che ospitano le olimpiadi Milano-Cortina.


