Dal cammino pastorale della Diocesi di Aversa per la Settimana della Vita alle celebrazioni del Giorno della Memoria a Napoli, tra riflessione, impegno civile e dialogo da ricostruire.
La Campania si prepara a vivere giorni densi di significato, in cui il calendario civile e quello religioso si incrociano su un punto comune: la dignità della persona. Da un lato, la Diocesi di Aversa avvia la Settimana per la Vita 2026, un cammino di riflessione e preghiera legato alla 48ª Giornata Nazionale per la Vita. Dall’altro, Napoli ha celebrato la Giornata della Memoria, ricordando le vittime dell’Olocausto e registrando, per la prima volta negli ultimi anni, l’assenza della Comunità ebraica alle iniziative del Comune.
Due percorsi diversi, ma uniti dalla stessa domanda di fondo: come custodire la vita, la memoria e i legami sociali in un tempo segnato da conflitti, fragilità e divisioni?
Aversa, la Settimana per la Vita 2026: dal 1° al 13 febbraio
La Chiesa di Aversa si appresta a vivere un “intenso cammino di riflessione e preghiera” in occasione della 48ª Giornata Nazionale per la Vita. Il tema scelto per il 2026, “Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza”, guiderà un calendario di appuntamenti che coinvolgerà l’intera comunità diocesana dal 1° al 13 febbraio.
L’apertura ufficiale è fissata per domenica 1 febbraio. In tutte le parrocchie della diocesi saranno celebrate Sante Messe con preghiere di ringraziamento e affidamento. Non sarà soltanto un momento liturgico, ma un segnale di unità: la scelta di partire contemporaneamente in tutte le comunità mette al centro un’idea semplice e concreta, quella di una Chiesa che cammina insieme e che prova a leggere il presente con realismo e compassione.

La Carovana della Pace: i bambini al centro del messaggio
In parallelo alle celebrazioni parrocchiali, il centro di Aversa sarà animato dall’energia dei più piccoli. Alle ore 9.30 partirà la Carovana della Pace, appuntamento curato dall’Azione Cattolica Ragazzi (A.C.R.), che “lega indissolubilmente il valore della vita alla costruzione di un futuro di pace”. È un passaggio importante: in un tempo in cui la parola “pace” sembra spesso astratta, la diocesi la affida ai bambini, trasformandola in gesto pubblico, presenza nelle strade, voce collettiva.
Adorazione eucaristica: il 5 febbraio
Il cammino spirituale proseguirà giovedì 5 febbraio con un momento di Adorazione Eucaristica comunitaria, preparata dall’Ufficio Liturgico Diocesano. È uno di quegli appuntamenti che, nel linguaggio ecclesiale, segnano una “sosta”: un tempo di silenzio e preghiera nel quale la comunità prova a tenere insieme fede e domande concrete, soprattutto quando la sofferenza non è teoria ma vita quotidiana.
L’11 febbraio la XXXIV Giornata del Malato
Tra i momenti centrali della Settimana per la Vita c’è la XXXIV Giornata del Malato, fissata per mercoledì 11 febbraio. Alle ore 18, Monsignor Angelo Spinillo presiederà la Celebrazione Eucaristica in Cattedrale, ponendo al centro “la dignità di chi vive la prova della malattia”.
Qui il tema della Settimana prende forma in modo diretto: accompagnare la sofferenza non significa solo “parlarne”, ma riconoscerla, sostenerla, non lasciarla ai margini. È un messaggio che tocca famiglie, caregiver, personale sanitario, volontariato e comunità parrocchiali, cioè quel tessuto che spesso regge, in silenzio, le fatiche più grandi.
Il 13 febbraio il Convegno diocesano sulla Nota dei Vescovi campani
Il culmine della Settimana sarà rappresentato dal Convegno Diocesano di venerdì 13 febbraio (ore 19.30, Chiesa Cattedrale). L’incontro sarà dedicato all’approfondimento della Nota Pastorale dei Vescovi della Campania “Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza”, presentata come un documento “di estrema attualità”.
Il punto chiave è l’invito a un’alleanza terapeutica e umana, fondata sulla “dignità inalienabile della persona”. Il Convegno vedrà i contributi di Mons. Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta, e dell’On. Lucio Romano, del Centro Universitario di Ricerca Bioetica.
La diocesi intende così offrire “strumenti critici e spirituali” per affrontare le questioni etiche contemporanee. Il testo richiama in modo esplicito l’importanza delle cure palliative e il rifiuto di “ogni forma di abbandono o di scorciatoia eutanasica”. E in una nota diocesana si legge: “Custodire la vita significa non lasciare mai solo chi soffre”, perché proprio “quel tratto finale del cammino terreno” richiede “massima delicatezza e fede”.
Sono parole che, al di là delle posizioni individuali, pongono un tema enorme: la qualità del prendersi cura, la solitudine di chi soffre, il rischio di trasformare la fragilità in un problema da “gestire” invece che in una responsabilità condivisa.

Napoli e la Giornata della Memoria: ricordo, assenze e dialogo da ricostruire
Nello stesso giorno in cui la Campania guarda ai prossimi appuntamenti ad Aversa, Napoli ha ricordato le vittime napoletane dell’Olocausto in occasione della Giornata della Memoria. Due le cerimonie svolte: la prima a Largo Luciana Pacifici, intitolato alla più giovane vittima napoletana del nazifascismo, morta “nel treno che la portava con la famiglia ad Auschwitz a soli dieci mesi”; la seconda in Piazza Bovio, dove sono presenti le pietre di inciampo.
Alle cerimonie erano presenti vertici delle forze dell’ordine e rappresentanti sindacali. In rappresentanza della Regione Campania, il vicepresidente del Consiglio regionale Luca Trapanese. Presente anche il prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha sottolineato come questi momenti servano a fare memoria perché quanto accaduto fu “la rottura del patto di civiltà”, quando “l’uomo ha smarrito il senso dell’umano”.
Il sindaco Gaetano Manfredi, richiamando l’attualità internazionale, ha detto: “È un momento di Memoria e ricordo delle vittime di una tragedia unica e terribile… In questo momento storico in cui ci sono tante guerre, la Memoria rappresenta un potente antidoto e un monito… affinché l’impegno civile aiuti… a combattere tutte le forme di discriminazione e di odio”.
L’assenza della Comunità ebraica e le parole della presidente Schapirer
Il dato più rilevante, però, è stato politico e simbolico: per la prima volta la Comunità ebraica di Napoli non ha partecipato alle iniziative organizzate dal Comune. La presidente Lydia Schapirer ha spiegato la scelta con parole nette: “Il Comune di Napoli ha preso delle decisioni che non possiamo accettare… ha deciso di dare voce solo ad un interlocutore… Manca la vicinanza e un dialogo basato su uno scambio reciproco”.
Schapirer ha inoltre espresso una critica più ampia sul rischio di trasformare la commemorazione in rito: “La commemorazione… è diventata un fatto rituale privo di qualsiasi significato”, aggiungendo che non si può “sminuire” il genocidio, perché “si è trattato di un genocidio a tutti gli effetti” e perché è necessario “rispettare gli ebrei italiani, europei che vivono oggi”.
A margine dell’iniziativa al Teatro San Carlo, Manfredi ha replicato puntando sul dialogo: “Credo che l’unico strumento… è quello del dialogo… ci sono stati dei momenti di maggiore tensione, ma noi dobbiamo lavorare tutti insieme per ricomporre… una grande tolleranza e confronto democratico anche tra posizioni diverse”.
Un filo comune: prossimità, responsabilità, comunità
Mettendo insieme Aversa e Napoli, emerge un filo comune che parla anche al lettore non credente o non praticante: la qualità della comunità. La Settimana per la Vita chiede di non lasciare solo chi soffre. La Giornata della Memoria ricorda cosa accade quando una società rompe il patto di civiltà e smarrisce “il senso dell’umano”. In mezzo, c’è la vita concreta: famiglie, malati, giovani, istituzioni, minoranze, dialogo da curare e ricostruire.
Nei prossimi giorni, Aversa proverà a tradurre questo in appuntamenti precisi, dal 1° al 13 febbraio. Napoli, intanto, dovrà misurarsi con una frattura simbolica che chiede ascolto e rispetto. Perché la memoria, come la cura, funziona solo se è condivisa, credibile e capace di includere.


