Piero De Luca Campania crescita
Piero De Luca

27 Gennaio 2026

Gabriella De Rosa

Procura di Salerno, chiesti due anni per Piero De Luca: il deputato Pd coinvolto nel crac Ifil

La Procura di Salerno ha chiesto due anni per il deputato campano del Pd Piero De Luca. Il figlio dell’ex governatore è implicato nel fallimento della Ifil.

Il deputato dem e attuale segretario regionale del Partito democratico in Campania Piero De Luca è imputato nel processo di secondo grado sul crac finanziario della Ifil, la società di consulenza immobiliare di Salerno. La Procura generale di Salerno ha chiesto due anni per il figlio dell’ex governatore Vincenzo De Luca. Anche in primo grado, la Procura aveva chiesto la stessa condanna ma era stato assolto dall’accusa di concorso in bancarotta.

Il procuratore generale nell’udienza del processo della Corte d’Appello di Salerno Giovanna Lerose ha formalizzato la richiesta: due anni di reclusione per bancarotta impropria. La Procura infatti accusa De Luca di aver acquistato biglietti di viaggi aerei per il Lussemburgo, dove il deputato lavorava come avvocato prima di trasferirsi a Roma, con i fondi della società in fallimento per un totale di circa 23mila euro tra il 2009 e il 2011.

L’accusa di concorso in fallimento a Piero De Luca

La Ifil, di proprietà di Mario del Mese, nipote di Paolo, è l’artefice della realizzazione del Crescent che ha cambiato il volto di piazza della Libertà a Salerno, oltre ad avere altri importanti incarichi per opere edilizie sul capoluogo di provincia. L’accusa per De Luca è quella di aver concorso al crac finanziario della società.

Un intreccio tra affari e politica in cui Piero De Luca, per la Procura di Salerno, svolge un ruolo principale. Per i magistrati però ci sarebbe anche altro: Piero De Luca sarebbe stato un socio occulto della Ifil e ciò dimostrerebbe che era a conoscenza che l’acquisto dei biglietti aerei venivano fatti con i soldi della società. In primo grado i giudici lo avevano assolto perché “il fatto non costituisce reato”. La Procura ha impugnato la sentenza e ha deciso di ricorrere in Appello. La sentenza di secondo grado è attesa per fine febbraio.

Piero De Luca Campania
Piero De Luca

La difesa di De Luca

La difesa di Piero De Luca continua a respingere le accuse dei magistrati. De Luca ha sostenuto di aver ripagato quei biglietti acquistati da Del Mese presso un’agenzia di viaggi riconducibile alla famiglia Amato, tra bonifici e contanti ipotizzando una “bancarotta riparata”. In primo grado gli acquisti erano risultati come “atti di cordialità” da parte di Del Mese.

Secondo la ricostruzione della Procura però il deputato ha beneficiato di vari favori direttamente dalla società, inclusi i biglietti aerei. Nel processo Ifil che si è tenuto due anni fa ne sono usciti indenni dopo il patteggiamento Mario Del Mese e Vincenzo Lamberti. La Procura Generale di Salerno ha chiesto la condanna a due anni e mezzo di reclusione anche per gli ex amministratori della società Luigi Avino ed Emilio Ferraro. Ha confermato la condanna di primo grado per Giuseppe Amato, proprietario del pastificio Amato e un anno e quattro mesi per la moglie di Del Mese Valentina Lamberti.

Inchiesta Ifil

Il processo a Piero De Luca all’interno dell’inchiesta Ifil nasce dalle indagini della Guardia di Finanza di Salerno sul più ampio caso del crac dello storico Pastificio Amato di Mercatello tra il 2014 e il 2015. La verifica dei flussi di denaro e sulle operazioni immobiliari della società ha fatto emergere spese non giustificate, uscite che hanno concorso a portare la società verso il fallimento. Tra queste anche gli acquisti dei biglietti aerei per Piero De Luca.

Lascia un commento