carabinieri salvano neonato Avellino
I sei carabinieri premiati dal Prefetto
📍 Avellino

22 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Avellino, salvarono un neonato in crisi respiratoria: encomio a sei carabinieri per l’intervento decisivo

Avellino, sei carabinieri premiati per aver salvato un neonato di due mesi in crisi respiratoria. L’encomio consegnato a Palazzo di Governo.

Un gesto di prontezza e umanità che va oltre il servizio ordinario e restituisce il senso più profondo della presenza dello Stato sul territorio. Ad Avellino, sei carabinieri del Comando provinciale sono stati premiati a Palazzo di Governo per aver salvato la vita a un bambino di appena due mesi, colto da una grave crisi respiratoria. L’intervento, avvenuto dieci giorni fa, si è trasformato in una corsa contro il tempo che si è conclusa con il ricovero del piccolo e il suo completo recupero.

La cerimonia si è svolta ieri mattina in un clima di profonda partecipazione istituzionale ed emotiva. A consegnare l’encomio sono stati il prefetto Rossana Riflesso e il colonnello Angelo Zito, comandante provinciale dei carabinieri. Un riconoscimento che non celebra un’operazione di polizia giudiziaria, ma un intervento di soccorso che ha fatto la differenza tra la vita e la morte.

Il riconoscimento a Palazzo di Governo

A ricevere l’encomio sono stati il brigadiere Michele Pasquariello, i vice brigadieri Luigi Faraone e Fabio Bisanti, l’appuntato scelto qualifica speciale Antonio Tomaselli, l’appuntato Giuliano Acierno e il carabiniere scelto Giancarlo Cristofano. Sei militari che, come sottolineato dalle autorità, hanno dimostrato professionalità, lucidità e una profonda vicinanza ai cittadini in un momento di estrema difficoltà.

Il prefetto Riflesso ha evidenziato come l’episodio non riguardi la criminalità, ma rappresenti «la dimostrazione di un sentimento di vicinanza e di affetto», sottolineando il valore umano dell’intervento e il ruolo quotidiano delle forze dell’ordine accanto alla comunità.

Le parole delle istituzioni

Nel corso della cerimonia, il prefetto ha ribadito che il riconoscimento vuole essere un ringraziamento pubblico per un lavoro spesso svolto in silenzio, con coraggio e dedizione. Non solo un singolo episodio riuscito, ma l’esempio di una professionalità che ogni giorno si traduce in tutela concreta della vita e della sicurezza dei cittadini.

Sulla stessa linea il colonnello Zito, che ha parlato di un intervento compiuto «con il cuore e con professionalità», ricordando come rientri nel compito quotidiano dell’Arma non solo la polizia giudiziaria e la pubblica sicurezza, ma anche il soccorso alle persone in difficoltà.

Carabinieri
Carabinieri – Immagine di repertoriop

La corsa contro il tempo a Mercogliano

I fatti risalgono allo scorso 12 gennaio a Mercogliano. Una giovane madre, bloccata nel traffico, si è trovata improvvisamente in una situazione drammatica: il suo bambino di due mesi aveva iniziato a manifestare una grave crisi respiratoria. In preda alla disperazione, la donna ha contattato la centrale operativa dei carabinieri di Avellino, che ha immediatamente allertato i soccorsi sanitari.

Pochi minuti dopo, l’auto con a bordo il piccolo e i genitori si è imbattuta in una pattuglia dell’Arma. A quel punto la richiesta di aiuto è diventata diretta e immediata.

L’intervento dei carabinieri e la corsa verso l’ospedale

Senza esitazioni, i carabinieri hanno fatto salire il bambino sulla vettura di servizio e si sono diretti a sirene spiegate verso l’ospedale Moscati di Avellino. La centrale operativa, nel frattempo, aveva già allertato la struttura sanitaria, consentendo ai medici di prepararsi all’arrivo del neonato in condizioni critiche.

Una volta giunti in ospedale, il piccolo è stato immediatamente affidato alle cure dei sanitari, che sono riusciti a stabilizzarlo e a sottoporlo alle terapie necessarie.

Il lieto fine dopo giorni di ricovero

Dopo alcuni giorni di degenza, il bambino è stato dimesso ed è potuto tornare a casa sano e salvo. Un epilogo che ha trasformato un incubo in una storia di salvezza e che ha rafforzato la fiducia dei cittadini nelle persone che indossano la divisa. È proprio questo “comportamento esemplare” che viene richiamato nelle motivazioni ufficiali dell’encomio consegnato ai sei carabinieri.

Un gesto che va oltre la cronaca

La vicenda di Avellino racconta un volto spesso meno visibile delle forze dell’ordine, quello dell’assistenza immediata e della protezione della vita nei momenti più fragili. Non un’eccezione, ma l’espressione concreta di un servizio che si misura anche nella capacità di intervenire quando ogni secondo conta. Un esempio che, come sottolineato dalle istituzioni, merita di essere riconosciuto e raccontato.

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