Monopattini elettrici a Napoli, tra incidenti gravi e vuoto normativo: il Comune ammette difficoltà nei controlli e nelle sanzioni
Monopattini elettrici sui marciapiedi, in mezzo alle carreggiate, agli incroci più trafficati. A Napoli la mobilità “green” si muove in una zona grigia che somiglia sempre più a una giungla urbana, dove la diffusione dei mezzi elettrici corre più veloce delle regole. L’episodio avvenuto a Fuorigrotta, con un monopattino lanciato nel vuoto e il conseguente ferimento di un cittadino, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulle responsabilità, portando alla luce un nodo centrale: l’esistenza di un vuoto normativo che rende complessi, se non impossibili, controlli efficaci e sanzioni immediate.
L’episodio di Fuorigrotta e l’allarme sicurezza
Il ferimento avvenuto nel quartiere Fuorigrotta viene definito «un episodio grave» dall’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Municipale del Comune di Napoli, Antonio De Iesu. Un fatto che, pur collocandosi nel solco di atti vandalici e comportamenti irresponsabili, diventa emblematico di una situazione più ampia: l’uso disinvolto e spesso incontrollato dei monopattini elettrici in città, con rischi concreti per pedoni, automobilisti e per gli stessi utenti dei mezzi.

Un fenomeno diffuso, soprattutto tra i minorenni
Secondo i dati forniti dall’amministrazione comunale, circa il 60 per cento degli utilizzatori dei monopattini elettrici a Napoli sarebbe composto da minorenni. Un dato che pone interrogativi seri sul rispetto delle regole, sull’uso dei dispositivi di protezione e sulla consapevolezza dei rischi. Il problema non riguarda solo i monopattini in sharing autorizzati, ma anche quelli privati, in costante aumento soprattutto nelle zone pianeggianti della città, come il centro e Fuorigrotta.
I numeri dei veicoli green in città
Attualmente sono tre le aziende autorizzate a operare sul territorio comunale. Due mettono in strada circa 700 monopattini ciascuna, mentre una terza fornisce un numero simile di biciclette elettriche. In totale, i veicoli green autorizzati superano le duemila unità. A questi si aggiunge una quantità imprecisata di mezzi privati, che sfuggono a una mappatura precisa e rappresentano una delle principali criticità per il controllo del territorio.
Mezzi taroccati e velocità da scooter
Un altro elemento allarmante riguarda le modifiche illegali. Secondo quanto riferito dall’assessore De Iesu, circa il 60 per cento dei monopattini e delle bici elettriche private controllate risulterebbe “taroccato”. In molti casi, i mezzi sarebbero in grado di raggiungere velocità paragonabili a quelle di uno scooter, trasformandosi di fatto in motocicli non omologati. Negli ultimi mesi sono stati effettuati diversi sequestri, ma il fenomeno resta diffuso e difficile da arginare.

Il vuoto normativo e i limiti dei controlli
Il cuore del problema è normativo. Il nuovo Codice della strada prevede l’obbligo di targa e assicurazione anche per i monopattini elettrici, equiparandoli di fatto alle biciclette elettriche. Tuttavia, mancano ancora i decreti attuativi del Governo. In assenza di questi strumenti, la Polizia Municipale si trova spesso con le mani legate. Anche la misurazione della velocità dei monopattini non è semplice: può avvenire solo in presenza di tecnici della Motorizzazione Civile, rendendo i controlli complessi e poco frequenti.
Regole esistenti, ma spesso ignorate
Le norme attualmente in vigore prevedono limiti di velocità precisi: 20 chilometri orari in carreggiata urbana e 6 chilometri orari nelle aree pedonali. Sono inoltre obbligatori il casco, il divieto di trasportare passeggeri e quello di circolare sui marciapiedi. Regole che, al netto delle azioni vandaliche, vengono quotidianamente disattese. Le aziende autorizzate, va detto, dotano i loro mezzi di sensori che consentono la localizzazione in tempo reale, ma questo non basta a prevenire comportamenti pericolosi.

La sfida della prevenzione e della sensibilizzazione
Di fronte a un quadro così frammentato, il Comune punta sull’intensificazione dei controlli e sulla sensibilizzazione, soprattutto dei più giovani. L’obiettivo dichiarato è far comprendere che monopattini e bici elettriche non sono giocattoli, ma veri e propri veicoli, con responsabilità e rischi connessi. Una strategia che, però, rischia di restare monca senza un quadro normativo chiaro e strumenti sanzionatori efficaci.
La mobilità elettrica rappresenta una risorsa per Napoli, ma senza regole certe rischia di trasformarsi in un problema di sicurezza urbana. L’episodio di Fuorigrotta ha messo in evidenza tutte le contraddizioni di un sistema che cresce più velocemente delle norme che dovrebbero governarlo. In attesa dei decreti attuativi e di una disciplina più stringente, la città resta sospesa tra l’esigenza di innovare e quella, non più rinviabile, di garantire sicurezza e rispetto delle regole nello spazio pubblico.


