serie La Preside Caivano
Antonio Angelino e Luisa Ranieri
📍 Caivano

15 Gennaio 2026

Angela Capasso

Caivano e la serie La Preside, il sindaco Angelino sul racconto televisivo: “Una città che non c’è, non fa bene alla comunità”

Angelino critica la fiction Rai con Luisa Ranieri: «Fa bene all’audience, ma non alla nostra comunità»

La serie La Preside, in onda su Rai Uno e ispirata alla figura della dirigente scolastica Eugenia Carfora, continua a dividere l’opinione pubblica. Se da un lato il racconto televisivo ha riportato al centro del dibattito nazionale il tema della dispersione scolastica nelle periferie, dall’altro ha riacceso una ferita mai del tutto rimarginata: l’immagine di Caivano come simbolo esclusivo di degrado, camorra e fallimento sociale.

A intervenire con una presa di posizione netta è il sindaco Antonio Angelino, che in un lungo post pubblico ha espresso il proprio dissenso sul modo in cui la città viene rappresentata dalla fiction Rai.

«Quella che vediamo in TV è una pagina di storia passata»

Le parole del primo cittadino sono chiare e non lasciano spazio a interpretazioni:

«Quella che vediamo in TV è una pagina di storia passata. Mi chiedo perché continuare a raccontare a tutto il mondo la Caivano della droga e della camorra quando, in realtà, quella storia è stata cancellata».

Per Angelino, il rischio è che il linguaggio televisivo – per sua natura semplificato e romanzato – finisca per cristallizzare un’immagine che non corrisponde più alla realtà attuale della città.

«Raccontare Caivano ancora per quella che non è più, farà bene all’audience ma non a questa comunità e nemmeno agli sforzi messi in campo dalla stragrande maggioranza della popolazione».

La preside di Caivano Eugenia Carfora
La preside di Caivano Eugenia Carfora

La distinzione netta: fiction da una parte, lavoro reale dall’altra

Nel suo intervento, il sindaco tiene però a separare con precisione il piano del racconto televisivo da quello dell’impegno concreto nelle scuole. Angelino non mette in discussione il valore del lavoro svolto dalla preside Carfora, anzi:

«Da Sindaco sento il dovere di ringraziare la dirigente Carfora alla quale certamente non si può contestare il grande lavoro profuso».

Un riconoscimento esteso anche a dirigenti scolastici, insegnanti e personale delle scuole di Caivano, che – sottolinea – rappresentano uno dei pilastri del cambiamento in atto.

Una serie ispirata a Caivano, ma girata altrove

Un altro elemento che alimenta il malcontento riguarda la scelta produttiva: La Preside è liberamente ispirata alla scuola Morano di Caivano, ma molte scene sono state girate a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia est di Napoli.

Una decisione che rafforza, secondo il sindaco, l’idea di Caivano come simbolo astratto del degrado, più che come comunità reale in trasformazione.

«Il passato lo conosciamo. Ora raccontiamo chi siamo oggi»

Angelino non nega la storia difficile della città. Anzi, la richiama esplicitamente:

«Non possiamo dimenticare il dolore per la piccola Fortuna Loffredo, così come gli altri episodi di violenza che hanno segnato la nostra comunità. Sono ferite che lasciano cicatrici».

Ma proprio per questo, insiste, è necessario cambiare narrazione:

«Il passato lo conosciamo, è stato raccontato a più voci, a tratti enfatizzato. La realtà di oggi, fortunatamente, corre più veloce della pellicola».

Antonio Angelino
Antonio Angelino, sindaco di Caivano

Bonifiche, legalità e istituzioni: la Caivano del presente

Nel suo messaggio, il sindaco rivendica il lavoro istituzionale degli ultimi anni:

«L’avvento del Governo nazionale ha bonificato il territorio e sta offrendo nuove opportunità.
Gli interventi della magistratura hanno bonificato la politica e gli uffici.
Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli hanno messo in campo progettualità importanti».

Angelino parla di una città che oggi può contare su una rete sociale viva:

«Le associazioni, le chiese, le scuole, i parroci, i docenti, i commercianti, le famiglie, il volontariato, la cittadinanza attiva: tutta la città ha fatto quadrato».

Il messaggio finale: non un copione, ma una realtà

La conclusione del sindaco è anche una dichiarazione di metodo politico:

«Da Sindaco avrei potuto fare un post più demagogico, parlando alla pancia delle persone.
Preferisco parlare alla mente e al cuore dei cittadini».

E chiude con una frase che è insieme rivendicazione e impegno:

«Quella Caivano non esiste.
Dobbiamo fare in modo che non ritorni.
Da oggi questa città va valorizzata per il suo impegno, per la sua voglia di cambiare e per il risultato raggiunto».

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