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Roberto Fico

8 Gennaio 2026

Angela Capasso

Consiglio regionale Campania, fissata la seduta del 21 gennaio: Fico presenta la Giunta, ma resta lo stallo sulle commissioni

La Giunta Fico in Campania arriva in Aula il 21 gennaio, ma la maggioranza resta divisa sulle presidenze delle commissioni, con veti incrociati su Trasporti e Sanità.

La data è fissata: il Consiglio regionale della Campania tornerà in Aula mercoledì 21 gennaio 2026, dalle ore 11, per la seduta nella quale sarà presentata la Giunta guidata dal presidente Roberto Fico e riprenderà il dibattito sulle linee programmatiche illustrate nella seduta di insediamento. La decisione è arrivata al termine della Conferenza dei capigruppo presieduta dal presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, che ha ribadito l’obiettivo di rendere l’assemblea “pienamente operativa” nel più breve tempo possibile, anche in vista della partita del Bilancio.

Ma, mentre si avvicina l’appuntamento formale in Aula, la maggioranza resta impantanata sul risiko delle commissioni: presidenze, equilibri politici e incroci di veti stanno rallentando l’avvio dell’attività consiliare su alcuni dossier cruciali, a partire da Trasporti/Urbanistica e Sanità.

Il 21 gennaio la presentazione della squadra di governo

La convocazione del 21 gennaio ha un doppio significato: da un lato, è il passaggio istituzionale per presentare ufficialmente la squadra di governo regionale; dall’altro, è un tornante politico perché la nuova legislatura deve entrare nel vivo con l’avvio delle commissioni e con la programmazione economico-finanziaria.

Secondo quanto riportato, Manfredi ha indicato una “tabella di marcia” con insediamento dell’Ufficio di Presidenza e degli altri organismi interni, sottolineando la necessità di costituire le commissioni “nel più breve tempo possibile” per poter lavorare, tra le altre cose, sulla legge di Bilancio una volta varata la proposta dalla Giunta.

Giunta Fico priorità Regione Campania

Il nodo commissioni: veti su Trasporti e Sanità

Il problema politico più urgente resta la distribuzione delle presidenze delle commissioni. Le cronache di questi giorni raccontano un clima da trattativa permanente, in cui la partita delle poltrone si intreccia con la tenuta della coalizione.

Tra i punti più delicati ci sono proprio le commissioni considerate “pesanti”, come quella su Urbanistica, Lavori Pubblici e Trasporti e quella su Sanità: qui pesano sia le ambizioni dei gruppi sia i “no” interni e reciproci che, di fatto, bloccano la sintesi.

Bilancio e tempi amministrativi: perché l’impasse pesa subito

Lo stallo non è solo politico: rischia di diventare amministrativo. Senza commissioni operative, l’iter ordinario di molti provvedimenti può rallentare, e con esso la capacità di impostare rapidamente le prime misure della legislatura.

In questo quadro, Fico ha rivendicato la scelta di mantenere per sé la delega al Bilancio come atto di “responsabilità” in una fase definita delicata (Regione in esercizio provvisorio), legando la programmazione economica a servizi e diritti da garantire.

Le polemiche esterne: il tema “trasparenza” diventa un fattore politico

Sul perimetro della maggioranza si innesta poi l’offensiva delle opposizioni, che nelle ultime settimane hanno alzato il livello dello scontro sul tema dei presunti conflitti di interessi legati ad alcune figure dell’esecutivo.

In questo clima, una vicenda ha avuto un effetto immediato: dopo le contestazioni politiche sulla permanenza del marito dell’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca nel Consorzio Asi di Benevento, è arrivata la decisione di dimettersi dall’incarico, motivandola come scelta di “opportunità politica” per evitare strumentalizzazioni.

Giunta Campania conflitto di interessi
L’assessora Serluca e il marito Gazzella

Che cosa c’è davvero in gioco (oltre le “poltrone”)

Qui vale la pena fare un passo di lato e mettere alla prova una lettura troppo comoda: non è automaticamente vero che le tensioni sulle commissioni siano solo “fame di incarichi”. In un Consiglio regionale, quelle presidenze determinano agenda, priorità, audizioni, velocità dei dossier e quindi peso politico dei gruppi. È normale che diventino terreno di scontro, specie in una coalizione composita.

Il punto, semmai, è un altro: se l’equilibrio interno assorbe tutta l’energia, il rischio è che la narrazione pubblica diventi “litigano su tutto”, e che l’opposizione riesca a incollare al nuovo corso l’etichetta di partenza “a freno tirato”. E questo può pesare più dei singoli episodi.

Cosa aspettarsi adesso: la settimana decisiva

La seduta del 21 gennaio è un approdo istituzionale, ma la vera prova politica è chiudere prima lo schema delle commissioni, perché senza quello la macchina consiliare resta incompleta.

Se la mediazione andrà a buon fine, la legislatura potrà partire con un assetto stabile e un cronoprogramma chiaro su Bilancio e priorità. Se invece i veti resteranno incrociati, è facile prevedere un’altra fase di trattative, con conseguente rallentamento su sanità, trasporti e programmazione economica — proprio i dossier su cui il presidente ha promesso un’impostazione operativa.

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