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Duomo di Aversa
📍 Aversa

3 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Aversa, prete condannato in chiesa: esplode la polemica con la Diocesi

Caso Mottola, la Curia chiarisce: «Partecipazione eccezionale, restano le restrizioni». L’avvocato Cavaliere: «Molti punti ancora oscuri»

È polemica ad Aversa per la presenza di un sacerdote condannato per abusi sessuali su minori durante la celebrazione eucaristica di chiusura del Giubileo, svoltasi nella Cattedrale e presieduta dal vescovo Angelo Spinillo.
La Diocesi di Aversa è intervenuta ufficialmente dopo le critiche seguite alla partecipazione di Michele Mottola, riaccendendo un dibattito pubblico su limiti, responsabilità e tutela delle vittime.

Il caso e le accuse

La presenza del sacerdote alla celebrazione ha suscitato forti reazioni dopo l’intervento pubblico dell’avvocato Sergio Cavaliere, che ha parlato di una “esposizione pubblica” inaccettabile di un religioso condannato per abusi sessuali su minori.

Secondo il legale, la vicenda solleverebbe interrogativi rilevanti sulla gestione del caso e sulla coerenza delle misure adottate dalla Chiesa locale.

La replica ufficiale della Diocesi

In una nota diffusa nelle ultime ore, la Diocesi di Aversa ha chiarito alcuni aspetti ritenuti inesatti. In particolare, viene precisato che la denuncia dei fatti ammessi pubblicamente da don Michele Mottola partì all’epoca dalla stessa Diocesi, prima dell’intervento degli organi di informazione.

La Curia sottolinea inoltre che il sacerdote ha espiato le pene inflittegli sia dal Tribunale dello Stato sia dal Tribunale ecclesiastico.

Aversa
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Le restrizioni ancora in vigore

Quanto alla presenza in cattedrale, la Diocesi ribadisce che su Mottola grava tuttora un decreto vescovile che prevede:

  • esclusione dall’esercizio del ministero sacerdotale
  • divieto di partecipazione a eventi pubblici

La partecipazione alla celebrazione giubilare viene definita “eccezionale”, motivata da una prospettiva di penitenza e redenzione, richiamata – si legge nella nota – anche da principi costituzionali.

«La possibilità concessa non annulla le restrizioni», precisa la Diocesi, assicurando che l’attenzione verso la prevenzione di eventuali abusi resta massima e che continua la tutela delle persone vittime e coinvolte.

La controreplica dell’avvocato Cavaliere

Non si è fatta attendere la risposta dell’avvocato Cavaliere, che rivendica la legittimità delle proprie domande.
Secondo il legale, restano punti ancora poco chiari, tra cui:

  • la natura delle sanzioni canoniche inflitte
  • la mancata riduzione allo stato laicale
  • le modalità concrete della “massima vigilanza” annunciata

Cavaliere contesta inoltre la ricostruzione sull’emersione del caso, ribadendo il ruolo decisivo delle inchieste giornalistiche nel portare alla luce la vicenda.

Un dibattito aperto nella Chiesa locale

La polemica continua a interrogare la Chiesa locale e l’opinione pubblica su un equilibrio complesso: quello tra perdono, giustizia, trasparenza e tutela delle vittime.
Un tema che, al di là del singolo episodio, tocca il rapporto tra istituzioni religiose e responsabilità pubblica in casi di particolare gravità.

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