Scavi di Pompei e aumento del biglietto: dal 12 gennaio 2026 il ticket base sale a 20 euro per migliorare servizi e gestione dei flussi turistici
Visitare Scavi di Pompei costerà di più. A partire dal prossimo 12 gennaio 2026, il biglietto base per l’accesso al sito archeologico passerà da 18 a 20 euro. Una decisione annunciata dalla direzione del Parco e motivata con la necessità di migliorare i servizi ai visitatori e garantire standard di fruizione più elevati, in una fase di crescita costante delle presenze turistiche.
Le reazioni dei turisti: “Pompei non ha prezzo”
L’aumento del biglietto non sembra aver scoraggiato i visitatori, soprattutto quelli stranieri. Anzi, tra i turisti in fila agli ingressi prevale una percezione opposta: Pompei resta un’esperienza unica al mondo.
«Per visitare Pompei pagherei anche 100mila dollari», racconta Noah, agente di borsa di Wall Street. «Pompei è una città senza tempo che provoca emozioni forti. Visitare un luogo del genere non ha prezzo, 20 euro sono pochissimi». Secondo il turista americano, una valutazione condivisa da gran parte dei connazionali in visita al sito.

I nuovi prezzi dei biglietti: cosa cambia
L’adeguamento tariffario riguarda principalmente il biglietto base per gli Scavi, che passa a 20 euro. Sale anche il ticket cumulativo che include la visita alle ville suburbane – Villa dei Misteri e Villa di Diomede – oltre a Villa Regina e all’Antiquarium di Boscoreale, che costerà 25 euro.
Previsto l’adeguamento anche del biglietto valido tre giorni, fissato a 30 euro, e della card di abbonamento annuale, che salirà a 45 euro. Restano invece invariati i costi di accesso agli altri siti del Parco archeologico, come Boscoreale, Oplontis e il Museo archeologico di Stabia.
Alle Ville di Stabia, infine, l’ingresso resterà gratuito per i minori di 18 anni, mentre sarà di 2 euro per i visitatori tra i 18 e i 25 anni non compiuti.
Un aumento legato alla crescita del turismo
La decisione di aumentare il biglietto arriva in un momento di particolare attenzione internazionale per Pompei. Il Parco archeologico è impegnato non solo nel miglioramento dei servizi, ma anche in nuove campagne di scavo che continuano a restituire reperti di grande valore storico e mediatico.
Nel 2025, le presenze hanno superato il milione di visitatori già in primavera, confermando il trend positivo del 2024. Luglio ha fatto registrare un record mensile con oltre 416mila ingressi, mentre le iniziative gratuite, come le prime domeniche del mese, hanno raggiunto numeri particolarmente elevati.
Gestione dei flussi e fruizione sostenibile
Per far fronte all’aumento dei visitatori, il Parco ha introdotto un limite massimo di 20mila ingressi giornalieri, con biglietti nominativi e fasce orarie obbligatorie. L’obiettivo è garantire una fruizione più sostenibile del sito, evitando sovraffollamenti e tutelando il patrimonio archeologico.
La strategia punta anche alla destagionalizzazione, favorendo un turismo individuale distribuito lungo tutto l’anno, grazie a nuove scoperte, percorsi tematici e iniziative culturali.

Il ritorno dell’Ercole di Civita Giuliana
Tra le novità più attese del 2026 c’è la possibilità di ammirare a Boscoreale l’Ercole bambino rinvenuto nella Villa di Civita Giuliana. Il frammento di affresco, raffigurante l’eroe nell’atto di strozzare i serpenti, sarà fruibile da metà gennaio.
Si tratta di un recupero di grande valore simbolico, frutto della collaborazione tra il Parco archeologico di Pompei e la Procura di Torre Annunziata, nell’ambito delle indagini contro gli scavi clandestini. Il reperto, sottratto illegalmente e finito in una collezione privata negli Stati Uniti, è rientrato in Italia grazie all’azione congiunta delle autorità italiane e statunitensi.
Legalità, valorizzazione e futuro del Parco
Il rientro dell’Ercole si inserisce in una più ampia strategia avviata dal 2017, che unisce campagne di scavo e azioni giudiziarie per contrastare il traffico illecito di beni culturali. Un percorso che rafforza l’immagine di Pompei non solo come attrazione turistica, ma come laboratorio di tutela e valorizzazione del patrimonio.
In questo contesto, l’aumento del biglietto rappresenta una scelta che mira a sostenere investimenti, sicurezza e qualità dell’esperienza, in uno dei siti archeologici più visitati e simbolici al mondo.
Pompei continua a crescere, attirando visitatori da ogni parte del pianeta e consolidando il suo ruolo centrale nel turismo culturale italiano. L’aumento del biglietto, accompagnato da nuovi servizi, controlli sui flussi e importanti operazioni di recupero archeologico, segna una nuova fase per il Parco: più organizzata, più sostenibile e sempre più orientata alla tutela di un patrimonio che, come ripetono i turisti, “non ha prezzo”.


