Fico ritira la querela contro Report sulle liste d’attesa della sanità campana, uno degli ultimi atti dell’era De Luca
La Regione Campania ritirerà la querela presentata contro la trasmissione Report per il servizio sulle liste d’attesa della sanità regionale.
Ad annunciarlo è stato il presidente Roberto Fico, intervenendo durante la prima seduta del nuovo Consiglio regionale, nel corso dell’illustrazione del programma di governo.
L’annuncio in Aula del presidente Fico
Nel suo intervento, Fico ha motivato la scelta come un segnale politico e istituzionale chiaro, rivendicando il valore del pluralismo dell’informazione:
«Sosterremo un’informazione locale plurale e di qualità. Gli organi di stampa del territorio sono presidi di democrazia e scuola e informazione libera sono i pilastri su cui si regge una comunità che pensa con la propria testa».
Pur precisando che:
«Ognuno deve naturalmente fare il proprio mestiere»,
il presidente ha sottolineato la necessità che questo avvenga:
«Liberamente e senza condizionamenti».

«La verità è rivoluzionaria»
Nel confermare il ritiro della querela, Fico ha parlato esplicitamente di un gesto distensivo:
«La verità è rivoluzionaria e non abbiamo paura, ma va rispettata da tutti convintamente. La trasparenza del confronto è la base».
Parole che segnano una netta discontinuità rispetto alla linea seguita nella precedente legislatura.
L’ultimo atto dell’era De Luca
La querela contro Report era stata infatti uno degli ultimi provvedimenti assunti dall’ex governatore Vincenzo De Luca prima della fine del suo mandato.
L’azione legale era rivolta al conduttore Sigfrido Ranucci e alla redazione del programma, in relazione a un’inchiesta dedicata alle liste d’attesa nella sanità campana.
Il comunicato ufficiale della Regione che annunciava la querela era stato diffuso mentre erano ancora in corso le votazioni per l’elezione del nuovo presidente e conteneva anche un refuso sulla data di messa in onda del servizio.

Il contenuto dell’inchiesta di Report
L’inchiesta, trasmessa su Rai 3, sosteneva che l’89,2% delle visite in Campania fosse classificato come “programmabile”, quindi erogabile entro 120 giorni, contro una media nazionale del 45,7%.
Secondo il servizio, questa classificazione avrebbe consentito di spostare prestazioni urgenti, brevi o differibili nella categoria programmabile, facendo apparire la Regione più efficiente nella gestione delle liste d’attesa.
Nel comunicato della giunta De Luca si parlava invece di:
«Una serie di falsi e di una scorrettezza reiterata»,
richiamando anche una precedente querela in epoca Covid che aveva portato Report a pubblicare una smentita sul proprio sito.
Un cambio di metodo politico
La decisione annunciata da Fico si inserisce in un più ampio messaggio di cambio di metodo nei rapporti tra istituzioni e informazione, dopo giorni in cui, all’indomani dell’attentato subito da Ranucci, erano cresciuti gli appelli per ritirare le querele contro i giornalisti e affrontare il tema delle liti temerarie con strumenti legislativi.


