Ampia convergenza in Aula per Massimiliano Manfredi, eletto presidente del Consiglio regionale della Campania con 41 voti. Nel suo discorso d’insediamento richiami a responsabilità istituzionale, autonomia del Consiglio e collaborazione con la Giunta guidata da Roberto Fico
Con un consenso ampio e trasversale, Massimiliano Manfredi è stato eletto presidente del Consiglio regionale della Campania. L’elezione è avvenuta nel corso della seduta inaugurale della nuova legislatura e si è chiusa con 41 voti favorevoli, un risultato che supera i confini della sola maggioranza e che attribuisce al nuovo presidente un ruolo di garanzia e mediazione istituzionale.
Il voto segna uno dei primi passaggi formali della nuova fase politica regionale, avviata sotto la guida del presidente della Regione Roberto Fico, e rappresenta un momento simbolico di continuità istituzionale e rinnovamento politico.

Un’elezione ampia che va oltre gli schieramenti
Il dato numerico dell’elezione – 41 voti – restituisce la fotografia di un’Aula capace, almeno su questo passaggio istituzionale, di trovare una convergenza larga. Un segnale politico che rafforza il profilo del nuovo presidente del Consiglio regionale come figura chiamata a garantire equilibrio, dialogo e corretto funzionamento dell’assemblea.
Non si tratta solo di un atto formale, ma di un messaggio chiaro sul clima con cui si apre la legislatura: una fase in cui il Consiglio è chiamato a riaffermare il proprio ruolo centrale nel sistema regionale.
Le prime parole di Massimiliano Manfredi dopo l’elezione
Nel suo primo intervento da presidente, Massimiliano Manfredi ha voluto sottolineare il valore politico del consenso ricevuto, leggendolo come un mandato che supera i rapporti di forza usciti dalle urne.
«Un voto così ampio, che va al di là del risultato elettorale, assegna alla mia figura un ruolo e una responsabilità importanti», ha affermato Manfredi in Aula.
«Una responsabilità che va condivisa con l’idea di Consiglio regionale che immagino insieme a voi».
Parole che delineano una visione dell’assemblea regionale non come semplice luogo di ratifica, ma come spazio di confronto politico e istituzionale.

Autonomia del Consiglio e distinzione dei ruoli istituzionali
Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato al tema dell’autonomia del Consiglio regionale rispetto alla Giunta e al presidente della Regione. Manfredi ha richiamato la necessità di preservare un equilibrio istituzionale chiaro e funzionale.
«A prescindere dai risultati elettorali, quest’Aula deve continuare il percorso di crescita iniziato nella precedente legislatura», ha dichiarato.
«Chi ha avuto la fortuna di fare esperienza in questo Consiglio sa quanto sia fondamentale mantenere distinto il ruolo del Consiglio rispetto a quello, autonomo, della Giunta e del suo presidente».
Un richiamo esplicito al valore della separazione dei poteri regionali, intesa come garanzia democratica e non come elemento di conflitto.
Il ringraziamento a Roberto Fico e il ruolo di “ponte” del Consiglio
Nel suo intervento, Manfredi ha rivolto un ringraziamento diretto al presidente della Regione Roberto Fico, indicando una prospettiva di collaborazione istituzionale.
«Ringrazio Roberto Fico», ha detto il neo presidente del Consiglio regionale.
«Mi auguro che quest’Aula sappia svolgere un ruolo politico di ponte, capace di favorire una sinergia tra gli enti della Regione e il Governo nazionale».
Un passaggio che colloca il Consiglio regionale come snodo fondamentale tra i diversi livelli istituzionali, in una fase in cui molte decisioni strategiche richiedono un dialogo costante con Roma.

Politica come spazio di mediazione e responsabilità
Manfredi ha poi richiamato il valore della politica come strumento di composizione dei conflitti e di tutela dell’interesse generale, soprattutto sui temi più delicati.
«Pur nelle differenze, è importante che su temi delicati si esca dalle aule dei tribunali e si utilizzi la politica per individuare punti di convergenza nell’interesse del benessere dei cittadini», ha affermato.
Un messaggio che sottolinea la funzione della politica come luogo di sintesi, chiamato a fornire risposte concrete ai bisogni della società.
L’unità dell’Aula sui temi fondamentali
Nel ricordare alcune delle esperienze più significative della precedente legislatura, Manfredi ha citato esempi in cui il Consiglio regionale ha saputo superare le divisioni politiche su questioni cruciali.
«Ricordo Anna Tagliaferri, ultima vittima di femminicidio in Campania, e Giacomo Bortone, cittadino di Cercola, ultima vittima di una morte bianca nella nostra regione», ha detto.
«Su questi temi quest’Aula si è saputa unire, approvando provvedimenti che hanno consentito alla Campania di dotarsi di leggi di grande avanzamento».
Un richiamo che lega il ruolo istituzionale del Consiglio alla tutela dei diritti fondamentali e alla sicurezza dei cittadini.
La fine dell’era De Luca e l’avvio di una nuova fase politica
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Manfredi ha segnato simbolicamente la chiusura di un ciclo politico decennale e l’apertura di una nuova stagione istituzionale.
«Oggi inizia un nuovo percorso», ha dichiarato.
«Si chiudono dieci anni di lavoro con Vincenzo De Luca. Al presidente Fico va il nostro in bocca al lupo, affinché quest’Aula resti sempre il luogo dell’incontro e dello scontro politico, capace di rendere orgogliosi le cittadine e i cittadini campani che ci hanno voluto qui».
Parole che suggellano il passaggio di consegne tra la lunga fase guidata da Vincenzo De Luca e la nuova legislatura.


