Rapina alle Poste di Maddaloni con sequestro dei dipendenti: domiciliari con braccialetto per Simeoli
Va agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico Gennaro Simeoli, il 29enne di Giugliano accusato di aver preso parte alla rapina a mano armata avvenuta all’ufficio postale di Maddaloni. Durante la rapina i dipendenti furono sequestrati e legati. Il provvedimento è stato disposto in attesa del processo di primo grado, ancora fermo alla fase dell’udienza preliminare.
La decisione del giudice
Simeoli è stato scarcerato nella giornata di ieri e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico. Il giovane è difeso dall’avvocato Luigi Poziello, del Foro di Napoli Nord. La decisione arriva a distanza di mesi dalla rapina che aveva suscitato forte allarme sul territorio per le modalità particolarmente violente del colpo.
Il colpo alle Poste di Maddaloni
La rapina risale a un episodio avvenuto all’interno dell’ufficio postale di Maddaloni. Qui, un commando armato fece irruzione sequestrando e legando i dipendenti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i malviventi costrinsero il direttore ad aprire la cassa temporizzata. Riuscirono così a portare via un bottino di circa 75mila euro. Minacce e violenza furono decisive per la riuscita del colpo. La rapina si concluse senza spargimento di sangue ma con pesanti conseguenze psicologiche per le vittime.

Le indagini e l’identificazione del commando
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Caserta in collaborazione con il Commissariato di Maddaloni, hanno permesso di ricostruire l’intera composizione del gruppo criminale. Il commando sarebbe stato formato da quattro uomini. Tutti erano provenienti dalla provincia di Napoli e già noti alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro il patrimonio.
Gli altri arresti
Uno dei complici risulta già detenuto per un’altra rapina. Un ventiquattrenne era stato arrestato in flagranza di reato subito dopo il colpo, all’uscita dell’ufficio postale. Gli investigatori sono riusciti a risalire rapidamente all’identità dei responsabili, anche grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza e agli elementi raccolti nelle fasi immediatamente successive alla rapina.
La posizione di Simeoli
Per Gennaro Simeoli, in attesa dell’avvio del processo di primo grado, il giudice ha ritenuto sufficiente la misura dei domiciliari, pur riconoscendo la gravità dei fatti contestati. Il procedimento resta nella fase preliminare. Sarà l’udienza a stabilire l’eventuale rinvio a giudizio e le responsabilità individuali dei membri del gruppo.
Un episodio che ha segnato la città
La rapina alle Poste di Maddaloni rappresenta uno degli episodi più gravi registrati negli ultimi mesi sul fronte dei reati predatori nell’area casertana. Il sequestro dei dipendenti e l’uso della violenza hanno alimentato un forte senso di insicurezza tra cittadini e lavoratori. Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla necessità di maggiori misure di sicurezza negli uffici pubblici e nei luoghi ad alta esposizione.


