La Linea 6 Napoli compie un passo avanti con la cessione delle aree per la nuova stazione. Anche il deposito a via Campegna fa parte del progetto di rigenerazione dei Campi Flegrei.
Un passo concreto verso il potenziamento del trasporto pubblico e la rigenerazione urbana dell’area occidentale della città. È stato firmato oggi, 23 dicembre 2025, l’atto di acquisizione da parte del Comune di Napoli delle aree di proprietà di FS Sistemi Urbani e RFI situate in via Campegna, nei pressi della stazione di Napoli Campi Flegrei. Un’operazione che sblocca uno snodo strategico per il futuro della Linea 6 della metropolitana.
L’accordo consente al Comune di entrare in possesso di circa 93 mila metri quadrati. Questi sono destinati a ospitare il nuovo deposito-officina della Linea 6 e una nuova stazione. Tale intervento va ben oltre il singolo progetto infrastrutturale. Infatti, si inserisce in una visione più ampia di trasformazione dell’area flegrea.
Un nodo di mobilità integrata tra Linea 2 e Linea 6
Il cuore dell’operazione è la creazione di un sistema di interscambio modale tra la Linea 2 ferroviaria e la Linea 6 metropolitana. La nuova stazione di via Campegna, insieme al deposito, permetterà di migliorare la connettività del trasporto pubblico. Questo faciliterà i collegamenti tra le diverse modalità di spostamento, riducendo i tempi di percorrenza per migliaia di utenti.
Un elemento particolarmente rilevante in un’area come quella dei Campi Flegrei, da tempo al centro di criticità legate alla mobilità. Vi sono anche problematiche relative ai flussi pendolari e alla fragilità del territorio, alla luce del bradisismo.

Rigenerazione urbana e campus universitario
L’atto firmato oggi rappresenta anche un tassello fondamentale del progetto di rigenerazione territoriale dei Campi Flegrei. Questo progetto prevede non solo interventi infrastrutturali ma una vera riconversione delle aree ferroviarie dismesse.
Nel perimetro dell’operazione rientra infatti anche la realizzazione del nuovo campus dell’Università Parthenope. Questo serve a rafforzare la vocazione formativa e scientifica della zona. Trasporti, università e riqualificazione urbana vengono così messi in relazione. Il disegno punta a trasformare un’area strategica della città in un polo moderno e funzionale.
Un passaggio amministrativo che sblocca i cantieri
Dal punto di vista amministrativo, la cessione delle aree era un passaggio indispensabile. Ciò consente l’avvio delle fasi operative del progetto. Senza la disponibilità diretta delle superfici, il Comune non avrebbe potuto procedere. Né con la realizzazione del deposito, né con la nuova stazione della Linea 6.
La firma dell’atto, dunque, non è solo un atto formale. Essa rappresenta una condizione necessaria per accelerare i cantieri e rendere finalmente operativa una linea metropolitana. Questa è attesa da anni come infrastruttura strategica per la mobilità cittadina.
Un segnale politico sul trasporto pubblico
L’operazione assume anche un significato politico più ampio. In una fase in cui Napoli e la Campania sono chiamate a dimostrare capacità di programmazione e utilizzo efficace delle risorse, l’accordo tra Comune, FS Sistemi Urbani e RFI viene letto come un segnale di collaborazione istituzionale. Inoltre, testimonia un’attenzione concreta al trasporto pubblico locale.
La Linea 6, spesso al centro di ritardi e polemiche, torna così al centro di una strategia che mira a integrarla pienamente nella rete metropolitana cittadina. Questo progetto serve a renderla funzionale alle esigenze di studenti, lavoratori e residenti dell’area occidentale.
Mobilità e sviluppo del territorio
Con la nuova stazione e il deposito di via Campegna, Napoli punta a rafforzare un asse di mobilità fondamentale per il quadrante flegreo. L’obiettivo è migliorare l’accessibilità e porre le basi per uno sviluppo urbano più equilibrato.
Un intervento che, se accompagnato da tempi certi e da una gestione efficiente dei lavori, potrebbe incidere in modo significativo sulla qualità della vita. Inoltre, potrebbe migliorare la capacità della città di rispondere alle sfide della mobilità sostenibile.


