carcere di Salerno
carcere di Salerno
📍 Salerno

23 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Carcere di Salerno, l’allarme del sindacato FSA Cnpp-Spp: sovraffollamento record e organici insufficienti

Ispezione alla Casa circondariale: 612 detenuti su 376 posti regolamentari. Il sindacato denuncia carenze strutturali e aumento delle aggressioni, ma guarda al nuovo corso con cauta fiducia.

Una realtà definita “in agrodolce”, con criticità ormai strutturali e una speranza affidata al futuro. È il quadro che emerge dall’ispezione del sindacato FSA Cnpp-Spp alla Casa Circondariale di Salerno, dove il tema del sovraffollamento torna al centro del dibattito insieme alle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria.

L’ispezione del sindacato

La visita ispettiva è stata condotta dai vertici del sindacato, guidati dalla segretaria nazionale Gina Rescigno, affiancata dal segretario regionale Fabio Montalbetti e dai dirigenti sindacali Roberto Capece e Annalisa Corrado. L’obiettivo dichiarato è stato verificare sul campo le condizioni logistiche e operative in cui opera quotidianamente il personale.

Numeri che parlano chiaro

I dati raccolti durante l’ispezione delineano una situazione definita allarmante. A fronte di 376 posti regolamentari, i detenuti presenti sono 612, quasi 180 in più rispetto alla capienza prevista. «È l’equivalente di un carcere di media grandezza in eccesso», sottolinea il sindacato, ricordando come negli ultimi tre anni il fenomeno del sovraffollamento sia cresciuto senza un parallelo aumento delle risorse umane.

carcere di Salerno

Organici sotto pressione

La carenza di personale resta uno dei nodi principali. «Più detenuti significa più diritti da garantire», spiegano i rappresentanti sindacali, citando telefonate, colloqui e videochiamate che ricadono su un Corpo già in sofferenza. A questo si aggiunge una distribuzione degli agenti nei servizi ritenuta non sempre efficace, con turni gravosi e carichi di lavoro crescenti.

Aggressioni e sicurezza

Un altro elemento di forte preoccupazione è l’aumento delle aggressioni, sia verbali che fisiche, nei confronti della Polizia Penitenziaria. Secondo il sindacato, si tratta di un fenomeno «senza precedenti nella storia recente» dell’istituto, che mette a rischio la sicurezza degli operatori e dei detenuti stessi.

Le criticità strutturali

Il sovraffollamento, unito alla carenza di fondi, rende difficile applicare pienamente le norme sulla sicurezza previste dal decreto 81. «Si parla spesso di aumentare i posti detentivi – osservano dal FSA Cnpp-Spp – ma raramente di migliorare la qualità della vita all’interno degli istituti. Senza interventi rapidi, il rischio concreto è il collasso del sistema».

Uno sguardo al futuro

Nonostante il quadro critico, dal sindacato arriva un segnale di apertura verso il futuro. «Strizziamo l’occhio al nuovo direttore», affermano i rappresentanti, ribadendo la disponibilità a una collaborazione istituzionale per tentare di invertire la rotta e migliorare le condizioni complessive dell’istituto.

L’appello al Governo

L’appello finale è rivolto alle istituzioni centrali: «Serve guardare non solo fuori dal carcere, ma anche dentro». Un invito a intervenire con assunzioni, risorse e una programmazione strutturale che tuteli sia i diritti dei detenuti sia la dignità professionale di uomini e donne che, ogni giorno, continuano a servire lo Stato in condizioni sempre più difficili.

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