Elezioni Regionali Campania 2025
Roberto Fico

20 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Giunta regionale ancora in stallo, l’opposizione incalza Fico: “Esecutivo prima di Natale o Campania ferma”

Regione senza governo a quasi un mese dal voto. Fratelli d’Italia e Forza Italia attaccano sui ritardi, mentre De Luca rivendica il lavoro ereditato: “Tre anni di serenità se si attua quanto già programmato”

La Campania resta senza giunta regionale mentre, in altre realtà, la macchina istituzionale ha già ripreso a funzionare. A quasi un mese dalle elezioni regionali, il nodo della composizione dell’esecutivo guidato da Roberto Fico diventa terreno di scontro politico. Le opposizioni parlano apertamente di immobilismo e di un centrosinistra bloccato dalle trattative interne. Dal fronte dell’ex governatore Vincenzo De Luca arriva, invece, una lettura opposta. La nuova giunta, sostiene, eredita una programmazione già avviata. Questa garantirebbe stabilità per i prossimi anni.

Il ritardo della giunta come dato politico

Il tema del ritardo non viene presentato come una polemica contingente, ma come un elemento politico centrale. A sottolinearlo è Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale. Egli mette a confronto la situazione campana con quella di altre regioni appena uscite dalle urne. Secondo l’esponente dell’opposizione, il fatto che la Campania sia ancora senza un esecutivo operativo rappresenta un’anomalia istituzionale. Questo è particolarmente vero in una fase segnata da emergenze strutturali, a partire da sanità e trasporti.

Il riferimento temporale alle festività natalizie diventa, nel dibattito, un confine simbolico oltre il quale il ritardo rischia di trasformarsi in stallo vero e proprio. L’accusa è chiara: chi ha vinto le elezioni dovrebbe assumersi immediatamente la responsabilità di governare.

Gennaro Sangiuliano Make Naples Great Again
Gennaro Sangiuliano

L’affondo sul “campo largo”

Nel ragionamento dell’opposizione, il problema non è solo il calendario. Sangiuliano individua nella composizione della coalizione di centrosinistra una fragilità di fondo. Egli definisce il cosiddetto “campo largo” una costruzione elettorale priva di coesione politica. Le indiscrezioni su contrasti tra alleati vengono interpretate come un sintomo di difficoltà più profonde. Tali difficoltà sono trovare un equilibrio stabile tra forze politiche con storie, interessi e rapporti spesso conflittuali.

Questa lettura viene rafforzata anche da altri esponenti del centrodestra. Essi parlano di una maggioranza già condizionata prima ancora di nascere. Questa maggioranza sarebbe costretta a mediazioni continue. Inoltre, sarebbe potenzialmente incapace di imprimere una direzione chiara all’azione di governo.

Le critiche interne e il tema delle alleanze

Sulla stessa linea si colloca Ira Fele, che interpreta il ritardo come il risultato di una competizione interna per la distribuzione degli incarichi. Secondo questa lettura, le difficoltà sarebbero amplificate dai rapporti complessi tra alcune delle figure politiche vicine alla nuova maggioranza. Questi rapporti rendono il confronto ancora più accidentato.

Il tema delle alleanze diventa così centrale: non solo una questione numerica, ma un problema di tenuta politica e di capacità di dialogo. Questi elementi devono essere osservati all’interno della coalizione che ha sostenuto Fico.

Forza Italia: “Immobilismo che pesa su cittadini e imprese”

Dal fronte di Forza Italia, la critica si sposta sulle ricadute concrete del ritardo. Gianfranco Librandi sottolinea come settimane di immobilismo non siano compatibili con le esigenze di una regione complessa come la Campania. Sanità, trasporti e gestione dei fondi europei vengono indicati come ambiti che richiedono decisioni immediate, non rinviabili alle dinamiche interne di maggioranza.

A rafforzare questa posizione interviene anche Roberto Celano. Egli amplia il ragionamento: il vero problema, sostiene, non è solo quando nascerà la giunta, ma con quale forza politica e con quale chiarezza di indirizzo. Un esecutivo frutto di compromessi prolungati rischierebbe di nascere già indebolito.

De Luca Schillaci Caivano
Vincenzo De Luca

La replica indiretta di De Luca

In questo quadro si inseriscono le parole di Vincenzo De Luca. Queste sono pronunciate nella consueta diretta social del venerdì. L’ex governatore evita di entrare nel merito delle trattative in corso, ma rivendica il lavoro svolto dalla precedente amministrazione. Secondo De Luca, la nuova giunta avrebbe la possibilità di governare per anni. Questo sarebbe possibile portando a compimento progetti già programmati, finanziati e in alcuni casi appaltati.

Il riferimento ad alcuni dossier – dalla programmazione dei fondi europei alle infrastrutture sanitarie e di trasporto – viene utilizzato per sostenere l’idea di una continuità amministrativa. Tale continuità garantirebbe stabilità a prescindere dai tempi di formazione dell’esecutivo.

Continuità amministrativa o alibi politico?

Le parole di De Luca aprono però un ulteriore livello di lettura. Da un lato, c’è la rivendicazione di un’eredità amministrativa solida. Dall’altro, c’è il rischio che il richiamo alla continuità diventi un alibi per giustificare ritardi e indecisioni. È su questo crinale che si gioca ora il confronto politico in Campania, tra chi invoca un rapido insediamento della giunta e chi sottolinea la presenza di un lavoro già impostato.

Uno scontro destinato a proseguire

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, la questione della giunta regionale rischia di trasformarsi in un banco di prova per la nuova maggioranza. Ogni giorno di attesa alimenta le critiche dell’opposizione e rafforza la narrazione di una regione sospesa, in attesa di un governo pienamente operativo. Il confronto politico, almeno per ora, resta aperto e destinato a intensificarsi nei prossimi giorni.

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