Contratto dei medici in Campania: 10 aziende sanitarie già diffidate nel 2025. Le criticità riguardano sicurezza, orari di lavoro e incarichi.
In Campania un’azienda sanitaria su due è già stata diffidata nel 2025 per la mancata applicazione del contratto di lavoro della dirigenza medica e sanitaria. Un dato che fotografa una situazione strutturale critica e che, secondo l’Anaao Assomed, è destinata ad aggravarsi, considerando che anche molte aziende non ancora diffidate presentano irregolarità diffuse.
Il quadro emerge dal “Libro Bianco Anaao Assomed 2025”, il report nazionale che analizza, regione per regione, lo stato di applicazione del contratto dei medici e dei dirigenti sanitari.
I numeri del monitoraggio nazionale
A livello italiano, nel 2025 Anaao Assomed ha diffidato 174 aziende sanitarie su 231 monitorate, pari al 75% del totale. Una percentuale che, per dimensioni e continuità, non può più essere considerata un insieme di singole anomalie locali, ma un fenomeno sistemico.
In questo contesto la Campania assume un peso rilevante, sia per il numero di strutture coinvolte sia per l’ampiezza della platea professionale interessata.
La situazione in Campania
Secondo i dati del Ministero della Salute (2023), in Campania operano:
- 20 Aziende sanitarie
- 8.716 medici
- 798 dirigenti sanitari
Nel monitoraggio 2025 risultano già diffidate 10 Aziende su 20, mentre per le restanti sono in corso verifiche che potrebbero portare a ulteriori provvedimenti.
Il confronto con altre regioni evidenzia il peso specifico della Campania:
- Emilia-Romagna: 14 Aziende
- Calabria: 9 Aziende
- Abruzzo: 6 Aziende
- Basilicata: 4 Aziende
Una fotografia che rende le criticità campane particolarmente impattanti sull’organizzazione complessiva del servizio sanitario regionale.
Le violazioni più frequenti
Dal Libro Bianco emergono aree critiche ricorrenti, presenti anche nelle aziende non ancora formalmente diffidate.
Salute e sicurezza sul lavoro
In diverse strutture campane le misure risultano non adeguate o solo parzialmente adeguate, un elemento particolarmente grave in contesti caratterizzati da forte pressione assistenziale, carenza di personale e turni prolungati.
Orari di lavoro e riposi
Ricorrenti le segnalazioni sul:
- mancato rispetto delle 11 ore di riposo
- superamento delle 5 guardie mensili
- in alcuni casi, oltre 10 pronte disponibilità
Condizioni che espongono i professionisti a un elevato rischio di burnout e incidono sulla sicurezza delle cure.
Guardie e reperibilità
In più aziende vengono segnalate guardie o reperibilità svolte in sedi diverse da quella di assegnazione, con ricadute organizzative e contenziosi.
Contrattazione integrativa
In varie realtà aziendali la contrattazione integrativa:
- non è stata avviata
- oppure è stata avviata ma mai conclusa
Con effetti su fondi, regole organizzative e percorsi professionali.
Incarichi e progressioni
Segnalata in diversi casi:
- la mancata attribuzione o retribuzione degli incarichi
- la presenza di residui nei fondi contrattuali
Una situazione che blocca le carriere e alimenta frustrazione tra i professionisti.

Le posizioni di Anaao Assomed
Il Segretario Nazionale Pierino Di Silverio chiarisce il senso dell’iniziativa:
«Il Libro Bianco non è un atto di accusa, ma un atto di responsabilità verso il Paese, la sanità e i professionisti, per chiedere il rispetto dei diritti più elementari».
Sulla stessa linea il Segretario Regionale Bruno Zuccarelli:
«Quando un’azienda non applica correttamente il contratto non è una questione burocratica: significa turni insostenibili, riposi compressi, sicurezza trattata come un dettaglio e carriere bloccate. Tutto questo logora chi lavora nei reparti e incide inevitabilmente sulla qualità dell’assistenza».
Il monito alla Regione e alle direzioni aziendali
Da Anaao Assomed Campania arriva un messaggio netto: il monitoraggio continuerà.
L’obiettivo dichiarato non è moltiplicare le diffide, ma ricondurre l’applicazione del contratto a una normalità verificabile, azienda per azienda, a tutela dei professionisti sanitari e dei cittadini.
Un tema che, in Campania, si intreccia inevitabilmente con la tenuta del sistema sanitario regionale, già messo alla prova da carenze strutturali e organizzative.


