Il sindaco Gaetano Manfredi rilancia sugli investimenti privati come leva per trattenere i giovani e rafforzare lo sviluppo economico di Napoli e della Campania
Più investimenti privati, più lavoro qualificato e una città capace di trattenere i giovani talenti formati nelle università campane. È questa la visione delineata dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenendo alla manifestazione “Top 500 Campania” organizzata alla Stazione Marittima, nel corso di un’intervista al direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo.
Napoli al centro delle dinamiche globali
Secondo Manfredi, il 2026 rappresenterà un anno cruciale per Napoli, tra grandi eventi internazionali come la Coppa America e progetti strategici di rigenerazione urbana, a partire da Bagnoli. La città, ha sottolineato il sindaco, è ormai inserita a pieno titolo nelle dinamiche globali ed è nelle condizioni di raccogliere sfide che fino a pochi anni fa sembravano irraggiungibili.
Il primo cittadino è tornato anche sulla recente demolizione dell’ultima Vela di Scampia, simbolo per decenni di degrado urbano e sociale. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’amministrazione, segna l’avvio di una nuova fase per il quartiere e rafforza l’idea che la rigenerazione urbana possa diventare un potente motore di sviluppo economico.
Il ruolo chiave degli investimenti privati
Nel suo intervento Manfredi ha ribadito come gli investimenti delle grandi multinazionali del digitale e della consulenza siano un segnale importante, ma non sufficiente. A fare la differenza, ha spiegato, sono soprattutto gli investimenti dell’imprenditoria locale, capaci di garantire uno sviluppo più stabile perché mossi non solo da logiche finanziarie ma anche da un forte senso di appartenenza al territorio.
In questo quadro, il sindaco ha rilanciato con convinzione la formula del partenariato pubblico-privato, ritenuta uno strumento essenziale per accelerare la crescita e rendere Napoli sempre più competitiva.

L’appello alle grandi aziende di Stato
Manfredi ha rivolto un appello anche alle grandi aziende pubbliche, invitandole a portare nel Mezzogiorno centri di progettazione, gestione e ricerca che storicamente sono stati concentrati nel Nord del Paese. Secondo il sindaco, Napoli e la Campania dispongono oggi delle competenze necessarie per replicare, anche in settori come il manifatturiero, il modello di sviluppo già sperimentato con successo nel digitale.
Non si tratta, ha precisato, di interventi assistenziali, ma di una strategia che conviene all’intero sistema Paese, perché rafforza una delle aree più dinamiche del Sud.
Fermare la fuga dei laureati
Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda la necessità di arrestare l’emorragia di giovani laureati. Manfredi ha ricordato come il sistema universitario napoletano rappresenti un’eccellenza nazionale, capace di attrarre studenti e ridurre l’emigrazione per motivi di studio. Il problema, però, resta quello dell’occupazione qualificata.
Troppi giovani, una volta formati, lasciano Napoli per diventare risorsa economica di altri territori o di altri Paesi. Un paradosso che, secondo il sindaco, può essere superato solo creando opportunità lavorative di alto livello, in sinergia con la Regione Campania, attraverso un grande piano per i giovani fondato su lavoro vero e non su misure assistenziali.
Attrattività, sicurezza e qualità della vita
Per attrarre investimenti e talenti, Napoli deve continuare a migliorare anche sul fronte della qualità della vita. Manfredi ha citato esperienze come quella di San Giovanni a Teduccio, dove la presenza universitaria e l’arrivo di grandi multinazionali hanno favorito la nascita di un ecosistema produttivo nel settore digitale e della consulenza, creando migliaia di posti di lavoro.
Parallelamente, la riduzione delle sacche di degrado e criminalità resta una priorità dell’amministrazione. Interventi come quelli a Scampia, Ponticelli, ai Quartieri Spagnoli e alla Sanità sono parte di una strategia più ampia che mira a rendere la città più sicura, attrattiva e competitiva anche dal punto di vista turistico e culturale.


